Gaza, "fase cruciale" per colloqui Israele-Hamas su tregua e ostaggi
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Gaza, "fase cruciale" per colloqui Israele-Hamas su tregua e ostaggi

Esteri
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(Adnkronos) - Sarebbero in una fase "cruciale" i negoziati per un accordo tra Israele e Hamas che porti a un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e alla liberazione degli ostaggi trattenuti nell'enclave palestinese da oltre un anno. A

scriverlo è il quotidiano panarabo Asharq Al-Awsat, che cita fonti secondo cui "l'accordo sarò concluso una volta definiti gli ultimi dettagli, in particolare quelli relativi ai nomi degli ostaggi in vita e dei detenuti palestinesi". Stando alle fonti, "c'è una possibilità di arrivare presto all'intesa". 

Nell'articolo rilanciato anche dai media israeliani, il giornale scrive che nella prima fase dell'accordo sarebbe prevista la liberazione di 30 ostaggi da parte di Hamas, in cambio della scarcerazione da parte di Israele di un numero imprecisato di detenuti palestinesi, decine di quali sono stati condannati all'ergastolo.  

E' intanto atteso un incontro a Doha tra il direttore della Cia, William Burns, e il premier e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani. A riferirne è stato nelle scorse ore Axios, citando una fonte a conoscenza degli sviluppi mentre proseguono le trattative per arrivare a un accordo.  

Ieri Hamas ha definito "seri e positivi" i colloqui a Doha, affermando che "un accordo per un cessate il fuoco e uno scambio di prigionieri è possibile" se Israele "smetterà di imporre nuove condizioni". Ma un'intesa, riferivano fonti israeliane, non sembra imminente. 

Israele continua a rifiutare la consegna di aiuti alla Striscia di Gaza settentrionale, ha intanto detto in una conferenza stampa Stephane Dujarric, portavoce del segretario dell'Onu Antonio Guterres, aggiungendo che la maggior parte delle missioni di aiuti guidate dalle Nazioni Unite nel nord di Gaza, volte a raggiungere le zone assediate di Beit Lahiya, Beit Hanoon e parti di Jabalia, sono state respinte. Dujarric ha esortato Israele a soddisfare le “esigenze essenziali” dei civili nel nord e a facilitare la consegna degli aiuti umanitari. 

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