(Adnkronos) - La presidente del Consiglio Giorgia Meloni indagata per il caso Almasri, il capo della polizia giudiziaria libica espulso la scorsa settimana. L'avviso di garanzia alla premier - nonché ai ministri Piantedosi e Nordio e al
sottosegretario Mantovano - piomba nel dibattito politico e scatena ovviamente una valanga di reazioni.
"Sono dalla parte di Giorgia Meloni, Piantedosi, Nordio e di Mantovano. Difendo la separazione dei poteri e condanno scelte che suonano come una ripicca per la riforma della giustizia", scrive sul social X il ministro degli Esteri e vice premier, Antonio Tajani.
"Giorgia Meloni indagata per il rimpatrio del libico Almasri, avvisi di garanzia per il sottosegretario Alfredo Mantovano e i ministri Matteo Piantedosi e Carlo Nordio. Vergogna, vergogna, vergogna. Lo stesso procuratore che mi accusò a Palermo ora ci riprova a Roma con il governo di centrodestra. Riforma della giustizia, subito!", scrive sui social Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture.
"Su Almasri il Governo italiano ha combinato un disastro, raccontando un mare di balle agli italiani. Dopodiché che un Presidente del Consiglio venga indagato per un atto che risponde evidentemente ad una 'ragione di Stato' (mai ammessa) e’ surreale e non accadrebbe in nessun altro paese occidentale. Si saldano così due errori e si riacutizza lo scontro tra poteri dello Stato. Non un bello spettacolo", le parole di Carlo Calenda, leader di Azione.
"La scelta di rimpatriare il criminale libico è una scelta politicamente sbagliata, compiuta da Giorgia Meloni e da questo governo. Sono stato tra i primi a definirla, in sula, una follia. Penso che sia un errore clamoroso e marchiano sotto il profilo POLITICO. Sul punto di vista giudiziario, invece, non mi esprimo. Non tocca a me giudicare e sono sinceramente garantista. Quindi non faremo a Giorgia Meloni quello che lei ha fatto a noi e alle nostre famiglie", afferma Matteo Renzi, leader di Italia Viva.
"Per noi la presidente del Consiglio è innocente come chiunque è innocente fino a sentenza passata in giudicato - aggiunge -. Noi non attacchiamo sul piano giudiziario: noi facciamo politica. E ho l’impressione che Giorgia Meloni voglia cavalcare questo avviso di garanzia - che è un atto dovuto - per alimentare il suo naturale vittimismo. La gestione della vicenda Almasri per noi non è un crimine: è peggio, è un errore".
D"La premier Giorgia Meloni la smetta di fare la vittima, invocando ancora una volta nemici immaginari utili solo ad alimentare la propaganda: il governo ha violato la legge. E a lei che dice di non essere ricattabile, rispondo che e’ ricattabile dai libici! La decisione del governo di rilasciare e rimandare in Libia il criminale Almasri, noto torturatore, stupratore, anche di bambini, un assassino e trafficante di esseri umani, senza alcuna consultazione con la Corte penale internazionale e senza intraprendere le azioni necessarie per la sua consegna all’Aia, è una violazione dello Statuto di Roma e della legge nazionale", dice il co-portavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli.
"In particolare - aggiunge -, la scelta del governo italiano di non rispettare gli articoli 86, 89, e 97 dello Statuto della Corte penale internazionale è inaccettabile e incomprensibile. Questi articoli obbligano l’Italia a cooperare con la Corte, a garantire la consegna degli imputati e a rispettare gli impegni presi. Non solo questa decisione è un tradimento della giustizia, ma dimostra anche la volontà di ignorare le leggi italiane, in particolare la legge 237/2012 sulla cooperazione con la Cpi, una legge che l’Italia ha ratificato e che è vincolante". "La premier Meloni ha il dovere di spiegare di spiegare agli italiani perché Almasri stupratore di bambini, assassino e torturatore è stato rilasciato per voluta omissione del governo", conclude Bonelli.
“Non ci pronunciamo sulle contestazioni della Procura di Roma nell’avviso di Garanzia inviato alla premier Meloni, al sottosegretario Mantovano e i ministri Nordio e Piantedosi. Ma una cosa è certa: Meloni, Nordio, Mantovano e Piantedosi hanno mentito agli italiani dicendo che il libico Almasri, definito da loro stessi un soggetto pericoloso, è stato rilasciato per responsabilità della magistratura", afferma il segretario di +Europa, Riccardo Magi.
"Questa affermazione è totalmente falsa: la responsabilità è tutta politica e tutta del governo che, in base alla legge, ha l'obbligo di dare esecuzione alle richieste di arresto della Corte penale internazionale. Su questo Meloni ha mentito nei giorni scorsi e ha continuato a mentire anche oggi nel video, lasciando intendere che il Ministero della Giustizia non avesse ricevuto alcuna informazione sull’arresto avvenuto”.
