Ucraina, Trump un'incognita anche per Putin: i rischi per la Russia
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Ucraina, Trump un'incognita anche per Putin: i rischi per la Russia

Esteri
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(Adnkronos) - Negoziati di Riad tra Usa e Russia sull'Ucraina, il giorno dopo. "Le speranze sono fortissime, anche se da parte russa non c'è piena consapevolezza di quanto sia sottile il ghiacchio su cui stanno camminando": analisti

occidentali a Mosca commentano così gli umori all'indomani della ripresa dei primi contatti diretti con gli americani in oltre tre anni. Contatti, spiegano all'Adnkronos, che sono andati ben oltre la fase interlocutoria, con i negoziatori che hanno messo sul tavolo e discusso già tutta una serie di "questioni concrete".  

Lo stesso presidente russo Vladimir Putin ha parlato di "risultati positivi, di un primo passo" compiuto a Riad, una valutazione in base alla quale la leadership moscovita pensa in questa fase di "poter spuntare" chissà quali concessioni. Forse non del tutto consapevole, avvertono gli analisti, di quanto sia scivoloso il percorso che ha davanti, con l'imprevedibile Donald Trump, pur mosso dall'ambizione di conquistare il Nobel per la pace, che potrebbe far saltare tutto con la stessa rapidità con cui ha accelerato sull'avvio dei negoziati.  

Soprattutto, i russi devono capire che delle concessioni le dovranno fare. "Sta a Putin, che è la chiave di volta su cui si scaricano le forze centrifughe dei falchi e delle colombe - ragionano - fare una sintesi" tra queste forze opposte e "non premere troppo sul piede dell'acceleratore".  

In questo contesto, mentre continua a prendere 'bacchettate' da Mosca e 'insulti' da Washington, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky "non è ancora spacciato, più per demerito altrui che per merito proprio", commentano gli osservatori di cose russe. Che tornano poi a ricordare quanto sia fragile il processo avviato, seppure ad alimentare le "fortissime speranze" ci sia la business community russa, "altamente integrata con la business community internazionale", che si è fatta canale informale di ripresa del dialogo, come ha dimostrato la presenza in Arabia Saudita di Kirill Dimitriev, a capo del fondo russo per gli investimenti, vicinissimo per ragioni famigliari a Putin (la moglie è legatissima a una delle figlie del presidente).  

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