Iran, Khamenei frena su colloqui con Usa. Round a Roma saltato per Vance
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
29
Lun, Giu

Abbiamo 2600 visitatori e nessun utente online

Iran, Khamenei frena su colloqui con Usa. Round a Roma saltato per Vance

Esteri
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - L'ayatollah Ali Khamenei 'frena' sui colloqui con gli Stati Uniti - "non sono né troppo ottimista né troppo pessimista" - mentre il prossimo round si terrà ancora in Oman e non più a Roma: troppo

"imbarazzante" la presenza negli stessi giorni del vice presidente JD Vance, atteso da venerdì a domenica, fanno notare all'Adnkronos diverse fonti diplomatiche. E intanto l'inviato di Donald Trump, Steve Witkoff, chiarisce: un accordo finale con Teheran deve comportare "l'eliminazione dell'arricchimento dell'uranio e del programma di sviluppo dell'arma" nucleare. Una precisazione dopo aver detto a Fox News che Washington è disposta ad accettare un limite di arricchimento dell'uranio al 3,67%. 

Nelle sue prime dichiarazioni pubbliche dopo la ripresa delle discussioni sul nucleare, sabato scorso a Muscat, in quello che è apparso un tentativo di non alimentare troppo le aspettative, la guida spirituale iraniana ha detto: "i primi passi sono stati ben compiuti", ma i negoziati "possono o non possono produrre risultati".  

Per questo, ha sottolineato Khamenei, convinto nei giorni scorsi a dare l'ok a colloqui per il timore di nuove azioni militari americane o israeliane con il rischio di un crollo del regime, "non siamo né eccessivamente ottimisti né eccessivamente pessimisti riguardo a questi colloqui: naturalmente siamo molto pessimisti riguardo all'altra parte, ma siamo ottimisti riguardo alle nostre capacità". In ogni caso, gli affari del Paese non dovrebbero essere condizionati da quanto avviene in Oman: "La revoca delle sanzioni non è nelle nostre mani, ma lo è la loro neutralizzazione. Ci sono molti modi e c'è una grande nostra capacità di farlo. Se questo obiettivo sarà raggiunto, il Paese diventerà impermeabile alle sanzioni". 

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.