Gaza, 600 giorni di guerra: famiglie ostaggi in protesta. Idf: "Assalto ad aiuti? Non abbiamo sparato"
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Gaza, 600 giorni di guerra: famiglie ostaggi in protesta. Idf: "Assalto ad aiuti? Non abbiamo sparato"

Esteri
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(Adnkronos) - Nel 600° giorno di guerra tra Israele e Hamas, i familiari degli ostaggi israeliani ancora detenuti nella Striscia di Gaza hanno bloccato un'importante strada nel centro di Tel Aviv, chiedendo un accordo complessivo che

garantisca la liberazione di tutti i prigionieri e la fine del conflitto. Lo riporta Haaretz.  

"Da 600 giorni siamo senza i nostri cari, mentre il governo israeliano li abbandona per preservare la propria coalizione", si legge nella dura dichiarazione dei manifestanti, che accusano direttamente il primo ministro Netanyahu e i suoi alleati Bezalel Smotrich e Itamar Ben-Gvir di preferire l’occupazione di Gaza al salvataggio degli ostaggi. Secondo le famiglie, il governo non avrebbe mai avanzato una proposta seria per la loro liberazione e sta adottando una strategia di rilascio selettivo, condannando alcuni ostaggi "a vita o a morte". 

L'esercito israeliano ha intanto smentito di aver aperto il fuoco contro i numerosi palestinesi che ieri hanno preso d'assalto uno dei centri di distribuzione degli aiuti gestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation (Ghf) nella zona di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza.  

"Stiamo verificando le informazioni delle Nazioni Unite. Al momento, non abbiamo alcuna informazione al riguardo", ha affermato all'Afp un portavoce dell'esercito israeliano, il colonnello Olivier Rafowicz, rispondendo alle accuse mosse da un funzionario delle Nazioni Unite, che ha segnalato numerosi palestinesi feriti da arma da fuoco.  

I soldati israeliani "hanno sparato colpi di avvertimento in aria, nell'area esterna" al centro gestito dalla Ghf, "in nessun modo diretti contro le persone", ha precisato il portavoce. 

Nelle scorse ore migliaia di palestinesi hanno preso d'assalto uno dei centri per la distribuzione di aiuti, gestito dalla Ghf, aveva confermato un giornalista dell'Afp, mentre in precedenza il Times of Israel citava video che circolavano online e che mostravano numerosi palestinesi 'assaltare' uno dei centri. 

La Ghf in una nota è sembrata voler ridimensionare l'accaduto dopo che i contractor americani, che si occupano della sicurezza, si sono ritirati per consentire a "un piccolo numero" di persone di prendere cibo. "Le necessità sul campo sono enormi - hanno spiegato -. Prima dei fatti, la Ghf, secondo cui ora la situazione è tornata alla normalità, aveva annunciato la distribuzione di circa "8mila box di cibo". In un'altra dichiarazione, l'ufficio stampa del governo di Hamas ha affermato che "migliaia di persone affamate si sono riversate in queste zone in una scena tragica e dolorosa". 

Netanyahu ha poi ammesso che c'è stata "una perdita di controllo momentanea" della situazione quando folle di palestinesi si sono precipitati verso il nuovo centro. "Abbiamo elaborato un piano con i nostri amici americani per avere dei siti di distribuzione controllati in cui una società americana avrebbe distribuito il cibo alle famiglie palestinesi... C'è stata una momentanea perdita di controllo. Fortunatamente, abbiamo riportato tutto sotto controllo”, ha dichiarato il premier israeliano, mentre un alto ufficiale ha detto all'Afp che "la distribuzione di aiuti da parte di fornitori americani è stata un successo". 

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