Francia, Gros: "Nessuna tempesta perfetta, solo una brezza forte"
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Francia, Gros: "Nessuna tempesta perfetta, solo una brezza forte"

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(Adnkronos) - Parigi, con il terzo governo caduto in pochi anni, paga più di Roma per finanziarsi sui mercati obbligazionari. Il valore degli Oat decennali supera quello dei Btp: c'è chi parla di una "italianizzazione" della

Francia, con riferimento alla crisi del debito sovrano europeo del 2011/2012 quando il malato era Roma; altri paventano il rischio di un contagio su larga scala negli altri Paesi Ue, la tempesta perfetta.  

Non è d'accordo l'economista tedesco della Bocconi, Daniel Gros: "La tempesta - dice all'Adnkronos - ci sarebbe se ci fosse anche una crisi finanziaria generalizzata". Secondo il professore "i problemi dell’Italia e degli altri paesi periferici all’epoca derivavano in gran parte da un contesto di avversione al rischio e a un sistema bancario indebolito". Una situazione opposta a quella attuale: "Oggi - spiega Gros - le banche sono forti e l’appetito al rischio rimane elevato. Dunque, per il momento, nessuna tempesta, soltanto una brezza forte". Un problema più politico che economico: "I fondamentali economici francesi ci sono: manca la volontà politica". 

D'altronde sulla sorte della 'grandeur' e degli altri Paesi europei pende un'altra spada di Damocle: i dazi al 15% di Donald Trump. Ieri il premio Nobel statunitense, Joseph Stiglitz, nel corso di un evento ad Assolombarda ha messo in guardia da un'apertura di credito nei confronti del presidente Usa: "Non credo che alcun accordo con Trump valga la carta su cui è scritto".  

Parole su cui anche Gros si trova d'accordo, ma con una precisazione: "Stiglitz ha ragione, qualunque accordo con Trump vale poco, ma non niente perché costituisce pur sempre una base per negoziati futuri". Con l'attuale accordo l'impatto sull'Italia è previsto fra 9 e 6,7 miliardi di euro, pari all'1,1% dell'export globale italiano, ma la perdita potrebbe raggiungere i 23 miliardi: "Finora però - risponde Gros - i dazi di Trump non hanno avuto alcun impatto, né sul volume del commercio globale (in crescita), né sulle esportazioni Ue verso gli Usa, che sono in aumento del 18 % per i primi 7 mesi dell’anno". (di Andrea Persili) 

 

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