Iran risponde all'Ue, Teheran dichiara eserciti europei "gruppi terroristici"
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Iran risponde all'Ue, Teheran dichiara eserciti europei "gruppi terroristici"

Esteri
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(Adnkronos) - L’Iran ha dichiarato gli eserciti dei Paesi europei "gruppi terroristici" in risposta alla decisione dell’Unione europea di inserire i Guardiani della Rivoluzione islamica (Irgc) nella lista dei gruppi terroristici. Lo

ha annunciato il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf. 

Prendendo la parola in Aula vestito con l’uniforme dei pasdaran, in segno di solidarietà, Ghalibaf ha affermato che, in base all’"Articolo 7 della legge sulle contromisure contro la designazione dell’Irgc come organizzazione terroristica, gli eserciti dei Paesi europei sono considerati gruppi terroristici". 

Intanto il presidente americano Donald Trump ha spiegato che l’Iran sta "parlando in modo serio" con Washington e si è detto fiducioso che possa accettare un accordo per rinunciare al nucleare. Lo ha dichiarato ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, ricordando di aver inviato "significative risorse militari" nella regione. 

"Spero che negozino qualcosa di accettabile", ha affermato Trump. Interrogato sulle dichiarazioni del ministro della Difesa saudita, secondo cui un mancato attacco statunitense rafforzerebbe l’Iran, il presidente ha risposto che "alcuni lo pensano, altri no". "Si potrebbe fare un accordo negoziato soddisfacente senza armi nucleari. Dovrebbero farlo, ma non so se lo faranno. Stanno parlando con noi, parlando seriamente", ha aggiunto il capo della Casa Bianca. 

Nel frattempo il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha invocato una soluzione pacifica alle tensioni con Washington dopo le rinnovate minacce militari del presidente statunitense. Nel corso di una telefonata con il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, Pezeshkian ha sottolineato la "necessità di avviare processi diplomatici", secondo quanto riferito dall’agenzia statale Irna.  

Il capo di Stato iraniano ha ribadito che Teheran non ha mai cercato la guerra e non intende farlo ora: la Repubblica islamica "crede profondamente che la guerra non porterà benefici né all’Iran, né agli Stati Uniti, né alla regione", ha affermato, sempre secondo l’agenzia. 

"L’America deve sapere che se inizia una guerra, questa volta sarà una guerra regionale". Questo l'avvertimento lanciato invece dal leader supremo iraniano Ali Khamenei e riportato dai media di Stato. 

Khamenei ha definito le recenti minacce statunitensi "niente di nuovo", e ha ricordato come i funzionari americani abbiano più volte parlato di guerra, mostrando portaerei e aerei, e affermando che "tutte le opzioni sono sul tavolo", compresa l’azione militare. "Il popolo iraniano non si lascerà influenzare da queste minacce e non sarà spaventato dalla postura militare degli Stati Uniti", ha assicurato la guida suprema iraniana. 

L'ufficio del presidente iraniano ha intanto annunciato la pubblicazione dei nomi dei 2.986 "figli di questa terra" uccisi durante i disordini delle scorse settimane.  

L’ufficio presidenziale ha spiegato che pubblicherà l'elenco nell’ambito di una politica di trasparenza e responsabilità e su ordine di Masoud Pezeshkian, dopo che i nomi erano stati compilati dall’Organizzazione di Medicina Legale iraniana e confrontati con il registro civile nazionale. 

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