Ucraina, svolta di Tokyo: più sostegno a Kiev, verso l'adesione al Purl
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Ucraina, svolta di Tokyo: più sostegno a Kiev, verso l'adesione al Purl

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(Adnkronos) - Il Giappone si prepara ad aderire al Purl, l'iniziativa guidata dalla Nato e dagli Stati Uniti per coordinare l'acquisto e la consegna all'Ucraina di munizioni ed equipaggiamenti di produzione americana. Lo riferisce l'emittente

pubblica Nhk, citando fonti interne all'Alleanza atlantica. 

 

Il meccanismo, creato nel luglio 2025, serve a velocizzare e rendere più stabile la catena di approvvigionamento verso Kiev, attraverso un coordinamento centralizzato tra i Paesi contributori. Grazie al Purl, sono già stati forniti, tra l'altro, missili per i sistemi di difesa aerea Patriot. 

Secondo fonti Nato Tokyo formalizzerà a breve la partecipazione, contribuendo con fondi destinati esclusivamente a materiali difensivi non letali, come radar e giubbotti antiproiettile, nel rispetto dei suoi vincoli costituzionali. Il Giappone ha già informato diversi Paesi dell'Alleanza e l'Ucraina dei propri piani. 

 

L'iniziativa arriva mentre il 24 febbraio cadrà il quarto anniversario dell'invasione russa, in un contesto in cui il sostegno a Kiev da parte di diversi Paesi occidentali appare condizionato da pressioni politiche interne. L'ingresso del Giappone viene interpretato dalla Nato come un segnale simbolico e strategico rilevante, pur limitato a forniture non offensive. 

Tokyo è tra i Paesi asiatici più attivi sul dossier ucraino: ha imposto sanzioni contro Mosca, inviato aiuti umanitari e rafforzato il coordinamento con Stati Uniti ed Europa. Per il governo giapponese, il conflitto non riguarda solo l'Europa, ma un precedente che potrebbe legittimare l'uso della forza per modificare i confini, con ricadute dirette anche in Asia, da Taiwan al Mar Cinese Orientale. 

La premier Sanae Takaichi, fresca di netta vittoria alle ultime elezioni politiche, ha sottolineato più volte che sostenere l'Ucraina rafforza la deterrenza globale: contenere la Russia serve a evitare che l'uso della forza diventi uno strumento accettato nella politica internazionale. In questo contesto, la cooperazione con la Nato è considerata un elemento centrale non solo per la sicurezza europea, ma anche per quella del Giappone. 

 

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