Usa-Iran, cresce la tensione. Nyt: "Evacuate basi militari americane in Medio Oriente"
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Usa-Iran, cresce la tensione. Nyt: "Evacuate basi militari americane in Medio Oriente"

Esteri
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(Adnkronos) - Tensione alle stelle tra Stati Uniti e Iran. Secondo i funzionari del Pentagono, citati dal New York Times, centinaia di soldati americani sono stati evacuati dalle basi in Medio Oriente in vista di un possibile attacco

statunitense e di una risposta iraniana. Washington, sempre secondo il Nyt, starebbe valutando un'azione militare 'mirata e limitata' per costringere Teheran ad accettare un nuovo accordo sul nucleare. "Ci sono state evacuazioni nel gruppo di basi statunitensi in Bahrain, Qatar, Iraq, Siria, Kuwait, Arabia Saudita, Giordania ed Emirati Arabi Uniti" riferiscono funzionari del Pentagono.  

La campagna militare contro l'Iran, scrive il New York Times, potrebbe comportare "il rischio di scatenare un conflitto che potrebbe rivelarsi più lungo, letale e molto più pericoloso della guerra dei 12 giorni dello scorso anno". L'eventuale escalation, scrive il quotidiano Usa, "potrebbe mettere a rischio i 30.000-40.000 soldati statunitensi attualmente stanziati in 13 basi militari in tutto il Medio Oriente". 

 

Il presidente Donald Trump è stato chiaro con Teheran. "Farebbero meglio a negoziare un accordo equo" ha detto. Parlando, poi, in conferenza stampa alla Casa Bianca ha ammesso di stare "prendendo in considerazione" un attacco militare, aggiungendo che, senza un'intesa tra 10-15 giorni, ci potrebbero essere conseguenze gravi. Trump ha anche fatto una chiara distinzione tra la leadership iraniana e il popolo, definendo la "condizione di questi ultimi molto triste".  

 

L'Iran ha reagito con durezza. In una lettera, inviata al segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, Teheran denuncia un "rischio reale di aggressione militare", avvertendo che qualsiasi attacco riceverà una "risposta decisa".  

 

Parlando di passi avanti con i negoziati, il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi ha annunciato che una bozza di accordo sul nucleare sarà pronta entro due o tre giorni e, dopo il via libera dei vertici di Teheran, verrà presentata agli Stati Uniti. Araghchi ha, inoltre, precisato che negli ultimi colloqui di Ginevra, la delegazione Usa non ha chiesto lo stop totale dell'arricchimento dell'uranio, ma garanzie sulla natura pacifica del programma nucleare iraniano.  

 

Nel frattempo gli Stati Uniti hanno intensificato la presenza militare nella regione. La portaerei americana Uss Gerald R. Ford, la più grande al mondo, è entrata nelle acque del Mar Mediterraneo insieme al cacciatorpediniere Uss Mahan, come riferisce il Times of Israel. I prossimi giorni saranno quindi decisivi nel fragile equilibrio tra Stati Uniti e Iran.  

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