Iran, analista a Teheran: "Eravamo pronti a attacchi, regime change? Pronti a tutti scenari"
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Iran, analista a Teheran: "Eravamo pronti a attacchi, regime change? Pronti a tutti scenari"

Esteri
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(Adnkronos) - "Nonostante gli attacchi di Stati Uniti e Israele, non ci sono state sorprese a Teheran e in Iran: quasi tutti sapevano che ci fosse la possibilità di nuovi attacchi nel mezzo dei negoziati". Così Afifeh Abedi,

analista da Teheran, descrive all'Adnkronos il clima nella capitale iraniana dopo i raid. 

"Per quanto mi risulta, alcuni edifici residenziali nel centro di Teheran sono stati colpiti, ma al momento non ci sono ancora dati ufficiali sul numero delle vittime. Sono uscita in strada fin dalle prime ore, perché gli uffici erano chiusi e molte persone stavano rientrando a casa, con un po' di traffico nelle vie principali. Tuttavia, sui volti della gente non si leggeva panico. In realtà, la popolazione iraniana era preparata a una crisi di questo tipo", prosegue l'analista del Centro di studi strategici di Teheran. 

Secondo Abedi, gli Stati Uniti ed Israele puntano a rovesciare la leadership della Repubblica islamica, ma "l'Iran sta cercando di impedire che questo obiettivo venga raggiunto e certamente è preparato a tutti gli scenari". 

L'analista richiama poi quanto dichiarato in una recente intervista dal ministro degli Esteri dell'Oman, Badr al-Busaidi, secondo cui l'Iran ha mostrato una grande flessibilità nei recenti negoziati che Muscat stava mediando. "Ma perché allora l'America ha comunque scelto la guerra?", si chiede. 

Abedi cita inoltre "fonti israeliane", secondo le quali, durante la visita negli Usa di Benjamin Netanyahu dopo il primo round dei colloqui in Oman, Donald Trump avrebbe deciso di avviare l'opzione militare. "Tutte le prove indicano che è stata una decisione di Israele spingere gli Stati Uniti ad attaccare l'Iran", conclude. 

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