Fauré Le Page, la sentenza Ue che riscrive le regole per i marchi di moda
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Fauré Le Page, la sentenza Ue che riscrive le regole per i marchi di moda

Esteri
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(Adnkronos) - La Corte di Giustizia dell'Ue mette un freno agli espedienti usati dalle case di moda per apparire più antiche di quanto sono in realtà. La sentenza riguarda la società francese Fauré Le Page Paris,

fondata nel 2009, che ha acquisito il marchio "Fauré Le Page" e ha successivamente depositato alcuni marchi con la dicitura "Fauré Le Page Paris 1717", per prodotti di pelletteria. 

La società Goyard St-Honoré, anch'essa attiva nella pelletteria, ha contestato i marchi, ricorrendo ai giudici francesi. Per la maison concorrente, la dicitura "1717" suggerisce erroneamente l’esistenza di una casa di moda fondata nel XVIII secolo e la trasmissione di un savoir-faire antico. La storica Maison Fauré Le Page, specializzata nella vendita di armi e accessori, ha però cessato la propria attività nel 1992, mentre la Fauré Le Page Paris è stata fondata solo nel 2009, diciassette anni dopo.  

Il caso è finito davanti alla Corte di Cassazione francese, la quale ha chiesto alla Corte di Giustizia se un marchio possa essere considerato ingannevole, per il diritto dell’Unione, quando include un numero che può essere percepito dal pubblico come indicante un anno di fondazione d’impresa remoto, evocando così un savoir-faire di lunga data, quando invece questo savoir-faire non esiste. 

La Corte dichiara che un marchio "può essere ingannevole" quando include un numero che evoca un savoir-faire di lunga data che conferisce una garanzia di qualità e un’immagine di prestigio ai prodotti per i quali il marchio è registrato, quando invece un savoir-faire di simile estensione temporale semplicemente non esiste.  

La Corte ricorda che la legge Ue vieta i marchi "che possono ingannare il pubblico" solo nei casi in cui il marchio in questione sia tale da indurre in errore il pubblico in merito a una caratteristica dei prodotti o dei servizi che designa, quale la loro natura, la loro qualità o la loro provenienza geografica. I giudici aggiungono che, negli articoli di lusso, la qualità può derivare anche dallo stile e dall’immagine di prestigio.  

La Corte precisa che spetta al giudice nazionale valutare concretamente, alla luce di tutte le circostanze del caso e della percezione del pubblico di riferimento, se il numero menzionato nei marchi sia percepito come un anno che evoca un savoir-faire di lunga data. Il giudice francese deve per questo esaminare i marchi nel loro insieme, tenendo conto, in particolare, della presenza, oltre che del numero 1717, del termine "Paris" e del messaggio che i marchi veicolano. 

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