(Adnkronos) - Nessun accordo a Islamabad tra Iran e Usa. Le attese per una svolta si sono infrante nella notte tra l’11 e il 12 aprile 2026, quando i colloqui si sono conclusi senza intesa dopo 21 ore di negoziato. Il vicepresidente
americano J.D. Vance ha parlato di “offerta finale”, mentre Teheran ha accusato gli Usa di richieste “irrealistiche” e di aver violato precedenti impegni. "L'Iran non rinuncia al nucleare ma non avrà mai un'arma atomica. Imporremo il blocco navale nello Stretto di Hormuz. Siamo pronti a fare fuoco al momento opportuno", il messaggio del presidente Donald Trump nel day after.
Il risultato è uno stallo totale: a bloccare un'intesa sono stati - tra gli altri - il mancato accordo su due temi essenziali, quello del controllo sullo Stretto di Hormuz e quello del rifiuto di Teheran di rinunciare alle proprie scorte di uranio arricchito.
Il fallimento dei colloqui mette a rischio la tregua temporanea di due settimane raggiunta pochi giorni fa che aveva sospeso una guerra iniziata a fine febbraio con bombardamenti massicci.
Ma secondo il premier pachistano Shehbaz Sharif - che ieri ha ospitato i colloqui tra Stati Uniti e Iran - non è tutto finito. "I colloqui non sono morti. C'è uno stallo", ha assicurato In un'intervista alla Cbs.
Vladimir Putin ha parlato al telefono con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian poche ore dopo la fine dei negoziati. Il presidente russo "ha sottolineato la sua disponibilità a facilitare ulteriormente la ricerca di una soluzione politica e diplomatica del conflitto e a effettuare una mediazione degli sforzi per arrivare a una pace giusta e duratura in Medio Oriente", ha reso noto il Cremlino.
Pezeshkian da parte sua ha sottolineato che durante i negoziati "la continua adesione degli Stati Uniti ai doppi standard e le loro ambizioni di politica di potenza sono stati i maggiori ostacoli", secondo quanto riferito dall'ufficio presidenziale iraniano. Pezeshkian ha aggiunto che l'Iran resta disponibile a raggiungere un accordo equo per ottenere una pace duratura nella regione. "Un accordo è certamente realizzabile, ma gli Stati Uniti devono aderire alle regole riconosciute a livello internazionale e al diritto internazionale", ha affermato.
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