(Adnkronos) - Circa un'ora e mezza di colloquio oggi, venerdì 8 maggio, tra il segretario di Stato Usa Marco Rubio e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Con la premier, ha detto Rubio, "non abbiamo discusso di argomenti specifici"
come il ritiro delle truppe americane dall'Europa. "E' una decisione che deve prendere il presidente, ma io ho sempre detto pubblicamente di essere un forte sostenitore della Nato - ha aggiunto -. Uno dei motivi principali per cui gli Stati Uniti fanno parte della Nato è la possibilità di disporre di forze schierate in Europa che possiamo impiegare in altre situazioni di emergenza. Ora però non è più così, almeno per quanto riguarda alcuni membri della Nato. Si tratta di un problema che va approfondito".
Davanti a una tazzina di caffè, un italianissimo espresso, e a qualche biscotto da tè, Meloni e Rubio hanno affrontato i principali dossier di politica estera con particolare attenzione alla crisi nello Stretto di Hormuz e alla situazione in Libano. L'incontro, definito da fonti governative una visita di cortesia - dal momento che il capo della diplomazia a stelle e strisce si trova a Roma, soprattutto, per incontrare il Papa - arriva dopo le tensioni innescate dalle dure dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che aveva accusato, tra gli altri Paesi, anche l'Italia di non sostenere adeguatamente la Casa Bianca sulla crisi iraniana. Accuse respinte nei giorni scorsi dalla stessa Meloni, che aveva definito "non corrette" le parole del tycoon nei confronti dell’Italia.
Anche attraverso una tradizionale pausa caffè passa, dunque, la diplomazia della premier italiana, in un gesto che richiama la convivialità tipica del Paese. "No grazie, il caffè mi rende nervoso..." è la celebre battuta che dà il titolo al film con Massimo Troisi. Stavolta, però, la speranza è che l’aroma dell’espresso abbia contribuito a rendere il clima più disteso.
Parlando, poi, a margine da Roma il segretario di Stato americano ha detto che Washington è pronta a continuare a svolgere il ruolo di "mediatore" nel conflitto in Ucraina. "Siamo pronti a continuare a ricoprire questo ruolo e rimanere produttivi - ha dichiarato Rubio ai giornalisti da Roma -. Ma non vogliamo investire tempo ed energia in uno sforzo senza passi avanti".
All'indomani dello scambio di attacchi con l'Iran nello Stretto di Hormuz Rubio ha detto che "la linea rossa è chiara". "Se minacciano gli americani, li faremo saltare in aria. Non si può essere più chiari di così. Se sparano alle navi Usa, cosa dobbiamo fare? - ha chiesto Rubio - Solo i Paesi stupidi non rispondono quando gli sparano contro".
