(Adnkronos) - Iniziate e poi sospese per ora alle Maldive le operazioni di recupero dei corpi degli italiani morti ieri durante una immersione in una grotta sottomarina. A quanto si apprende uno dei cinque corpi, recuperato ieri e
successivamente identificato, è di Gianluca Benedetti.
Stamattina c'è stata un'immersione dei soccorritori per tentare il recupero dei corpi dei quattro italiani ancora dispersi nelle acque dell'atollo di Vaavu. A quanto si apprende - anche considerate le condizioni meteorologiche non favorevoli - una seconda immersione è in programma domani. Le ricerche dei corpi, almeno per il momento, sono concentrate nella grotta a circa 60 metri di profondità dove si ritiene che i cinque italiani abbiano perso la vita.
I media locali, citando il portavoce del governo maldiviano, Mohamed Hussain Shareef (Mundhu), hanno confermato che è stata completata la prima immersione di ricerca per localizzare i corpi dei quattro. Secondo le autorità, la squadra di ricerca non ha trovato alcuna traccia dei sub dispersi.
In dichiarazioni a Mihaaru News, Mundhu ha spiegato che la prima immersione ha comportato l'ancoraggio di palloni all'ingresso della grotta sottomarina e la perlustrazione di una distanza limitata all'interno della grotta. "I subacquei sono riemersi dopo aver concluso questa prima ricerca. Ora si stanno preparando per la seconda immersione", ha affermato.
Le operazioni all'interno della grotta sono rese estremamente difficili dal fatto che l'ingresso si trova a una profondità di 45 metri e dalle condizioni meteo avverse. La Forza di difesa nazionale delle Maldive ha segnalato forti correnti nella zona. Sul posto dell'incidente resta dispiegata la nave della Guardia Costiera 'Ghaazee'.
Intanto la 'Duke of York', la nave safari a bordo della quale si trovano altri 20 nostri connazionali, non è ancora rientrata a Malé e ha trovato riparo in un'insenatura.
L’Ambasciata d'Italia a Colombo sta offrendo assistenza agli italiani a bordo della 'Duke of York' che hanno partecipato alla spedizione insieme ai 5 connazionali deceduti. L’Ambasciata, fa sapere la Farnesina in una nota, ha preso contatto con la Mezzaluna Rossa, che si è offerta di inviare volontari addestrati a offrire primo soccorso psicologico per gli italiani ancora a bordo della nave, tra cui non si registrano feriti. Tuttavia, a causa del maltempo, non è chiaro se potranno raggiungere la barca delle persone in bisogno.
La sede è anche in contatto con il gruppo Dan, compagnia assicurativa specializzata in copertura dei subacquei. Dan ha in programma di coordinarsi con le autorità locali per dare supporto sia alle operazioni di recupero delle salme, offendo le sue competenze tecniche, sia per il rimpatrio delle stesse. L’assicurazione si è anche offerta di fornire assistenza nella competenza tecnica specialistica, per una maggiore comprensione della dinamica dell’incidente.
Intanto anche la procura di Roma indaga sulla morte dei cinque italiani. I pm della capitale, coordinati dal procuratore capo Francesco Lo Voi, una volta arrivata la comunicazione del consolato avvieranno un fascicolo e affideranno una delega di indagine per compiere tutti gli accertamenti necessari a stabilire le cause dei decessi.
Le cinque vittime sono le due genovesi Monica Montefalcone e sua figlia Giorgia Sommacal, il padovano Gianluca Benedetti, i piemontesi Federico Gualtieri di Borgomanero e Muriel Oddenino, originaria di Torino.
Monica Montefalcone, ricercatrice Unige, aveva 51 anni, lavorava presso il Distav, Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Genova. La figlia Giorgia aveva invece 23 anni. La giovane era una studentessa di ingegneria biomedica. Con Montefalcone lavorava anche la vittima 31enne Muriel Oddenino, biologa marina, ecologa e assegnista di ricerca. Benedetti era invece operations manager di Albatros Toap Boat e istruttore subacqueo.
Montefalcone e Oddenino erano alle Maldive per una ricerca per conto di Unige, un viaggio che l'università di Genova organizza ogni anno. Con loro, a titolo personale anche le altre tre vittime. Alle Maldive è presente, nell'ambito di una diversa missione di ricerca, anche il professore di Unige Stefano Vanin, che non si è immerso. Secondo quanto si apprende, la missione di Unige non comprendeva attività di immersione, ma solo di snorkeling. Sulla barca da cui si sono immerse le vittime erano presenti altri studenti dell'università di Genova.
"L’attività di immersione subacquea - precisa l'Unige in una nota - non rientrava in alcun modo nelle attività previste dalla missione scientifica, ma è stata svolta a titolo personale". "Non erano parte della missione scientifica - aggiunge l'università - Giorgia Sommacal, studentessa dell’Università di Genova, e Federico Gualtieri, neolaureato magistrale UniGe in Biologia ed Ecologia marina, anch'essi vittime del tragico incidente. Alle Maldive si trova inoltre il professor Stefano Vanin, associato di Zoologia presso il medesimo Dipartimento, impegnato in una differente attività di ricerca. Il professor Vanin, entomologo forense, è attualmente coinvolto nel campionamento di ditteri e altri insetti di interesse forense, sanitario e veterinario, attività autorizzata dalle autorità competenti maldiviane". "L’Università di Genova, in segno di cordoglio, ha esposto il tricolore a mezz’asta", conclude la nota.
