Nuovo piano dell'Iran, Trump verso il no. Fonti Usa: "Se posizione non cambia negozieremo con bombe"
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Nuovo piano dell'Iran, Trump verso il no. Fonti Usa: "Se posizione non cambia negozieremo con bombe"

Esteri
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(Adnkronos) - La proposta aggiornata presentata dall'Iran per un accordo volto a porre fine al conflitto con gli Usa non rappresenta un miglioramento significativo ed è considerata insufficiente per raggiungere un'intesa. A riferirlo ad

Axios, un funzionario statunitense e una fonte informata sui colloqui. Secondo il funzionario americano, se Teheran non modificherà la propria posizione, gli Stati Uniti saranno costretti a portare avanti i negoziati "con le bombe".  

Secondo quanto riportato, la nuova proposta iraniana contiene formulazioni più esplicite sull'impegno a non sviluppare un'arma nucleare, ma non include dettagli concreti sulla sospensione dell'arricchimento dell’uranio né sulla consegna delle attuali scorte di uranio altamente arricchito. La stessa fonte statunitense ha inoltre smentito le indiscrezioni diffuse dai media iraniani secondo cui Washington avrebbe accettato di revocare le sanzioni sul petrolio iraniano durante i negoziati, precisando che "non ci sarà alcun alleggerimento gratuito delle sanzioni" senza azioni reciproche da parte di Teheran. 

Nel frattempo sarebbe stata "attivata" la "difesa aerea" sull'isola iraniana di Qeshm, nello Stretto di Hormuz, ha riferito l'agenzia di stampa Mehr, senza precisare dettagli. 

 

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump nel frattempo dichiarato di "non essere aperto" a fare concessioni a Teheran. In una breve intervista telefonica al New York Post, il tycoon ha lasciato intendere un ulteriore irrigidimento della posizione americana e una possibile ripresa delle ostilità, affermando che l'Iran sa "cosa accadrà presto". 

Alla domanda sulla sua precedente apertura a un possibile congelamento ventennale delle attività di arricchimento dell'uranio, il presidente ha risposto in modo netto: "Non sono aperto a nulla in questo momento", senza aggiungere ulteriori dettagli. 

 

Nonostante alcune modifiche introdotte nella nuova proposta americana, restano quindi profonde divergenze tra le parti, dovute a quelle che Teheran considera "esagerazioni" e una "mancanza di realismo" da parte degli Stati Uniti, quanto ha dichiarato una fonte vicina al team negoziale iraniana, citata dall'agenzia di stampa Tasnim. 

Secondo la fonte, l'Iran non intende arretrare sulle proprie posizioni di principio. Teheran chiede, in particolare, che gli asset iraniani congelati all'estero vengano restituiti "in modo trasparente e definitivo", sostenendo che semplici promesse formali non siano sufficienti. Nonostante alcune aperture, restano infatti divergenze sulla restituzione dei fondi congelati. 

La stessa fonte ha aggiunto che l'Iran considera "molto seria" la richiesta di un risarcimento da parte degli Stati Uniti per i danni causati dagli attacchi contro la Repubblica islamica. Sebbene nei colloqui si parli della creazione di un fondo per lo sviluppo e la ricostruzione, Washington sarebbe ancora lontana dalle richieste iraniane, sia sull'entità delle risorse che su altri aspetti dell'intesa. 

Anche sul dossier nucleare la strada verso un accordo appare in salita. La fonte ha accusato gli Stati Uniti di avanzare "pretesti politici" contrari ai diritti dell'Iran. Secondo questa interpretazione, Washington starebbe cercando di collegare i negoziati per la fine della guerra alla questione nucleare, una posizione definita "illogica" e che l'Iran dice di non essere disposto ad accettare. Teheran ribadisce che non accetterà alcun accordo che condizioni la fine della guerra a nuovi impegni sul nucleare. 

La fonte ha infine riaffermato la posizione ufficiale iraniana secondo cui il Paese "non ha mai avuto e non ha alcuna base per costruire armi nucleari", definendo le accuse americane "un pretesto e un inganno politico". Questo punto, ha concluso, sarebbe stato ribadito anche nel nuovo testo negoziale. 

 

Gli iraniani "urlano in continuazione. Non vedono l’ora di firmare un accordo. Ma una volta siglato l'accordo, ti mandano un documento che non ha nulla a che vedere con quello che avete concordato. E io mi chiedo: 'Ma siete pazzi?'". Così in mattinata Trump, nel corso di un'intervista a Fortune, dopo aver lanciato un nuovo avvertimento. "Il tempo stringe", ha scritto su Truth a fronte dello stallo nei negoziati volti a porre fine al conflitto. "Farebbero meglio a decidere velocemente o di loro non rimarrà nulla. Il tempo è essenziale", ha aggiunto.  

Parlando con Axios Trump ha quindi ripetuto che "il tempo stringe". Se il regime iraniano non presenterà un’offerta migliore per arrivare a un accordo, ha aggiunto nel corso di un colloquio telefonico, "subirà un colpo molto più duro". Trump ha poi detto di credere ancora che l'Iran voglia un accordo e ha detto di essere in attesa di una nuova proposta iraniana, che, ha aggiunto, auspica sia migliore dell'ultima presentata alcuni giorni fa. 

Funzionari statunitensi citati da Axios sottolineano che il presidente americano desidera un accordo per porre fine alla guerra, ma ritiene che il rifiuto da parte di Teheran di molte delle sue richieste e la riluttanza iraniana a fare concessioni significative sul programma nucleare abbiano rimesso sul tavolo l'opzione militare. Secondo due funzionari statunitensi - si legge sul sito - Trump dovrebbe riunire domani il suo team di sicurezza nazionale nella Situation Room per discutere le opzioni militari.  

Il tycoon è poi di nuovo andato all'attacco dei media americani, che, a suo dire, "sono totalmente pazzi". "Se l'Iran si arrende - ha scritto - , ammette che la sua Marina è scomparsa e riposa in fondo al mare, e la sua Aeronautica non è più con noi, e se l'intero loro Esercito esce da Teheran, armi a terra e mani alzate, ognuno gridando "Mi arrendo, mi arrendo" mentre sventola selvaggiamente la Bandiera Bianca, e se quel che resta dell'intera loro leadership firma tutti i necessari "Documenti di Resa", e ammette la propria sconfitta davanti alla grande potenza e forza dei magnifici Stati Uniti, il Fallimentare New York Times, The China Street Journal (WSJ!), la Corrotta e ora Irrilevante Cnn, e tutti gli altri membri dei Media delle Fake News, titoleranno che l'Iran ha ottenuto una Vittoria Magistrale e Brillante sugli Stati Uniti d'America, e che non c'è stata partita". "I Dumacrat (dispregiativo che il presidente usa per i democratici) e i Media hanno totalmente perso la bussola. Sono impazziti del tutto!!!", è l'attacco finale di Trump. 

Ieri il presidente americano ha parlato con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu della situazione in Iran e sabato ha incontrato i membri del suo team di sicurezza nazionale nel suo golf club in Virginia per discutere di Iran, secondo una fonte informata. Tra i presenti figuravano il Vicepresidente JD Vance, l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff, il Segretario di Stato Marco Rubio e il Direttore della CIA John Ratcliffe. "Vogliamo raggiungere un accordo. Non sono ancora dove vorremmo che fossero. Dovranno arrivarci, altrimenti subiranno un duro colpo, e loro non lo vogliono", ha affermato, sottolineando che gli Stati Uniti colpiranno l'Iran "molto più duramente di prima" se Teheran non presenterà una proposta migliore. "Il tempo stringe. Faranno meglio a darsi una mossa, altrimenti non resterà loro più nulla", ha sottolineato Trump. 

La Cnn ha confermato che è attesa una nuova riunione tra Trump e il team di sicurezza nazionale, mentre - riporta ancora la rete americana, citando altre fonti - il Pentagono ha preparato una serie di piani per eventuali attacchi a obiettivi militari, compresi impianti del settore dell'energia e infrastrutture in Iran, qualora Trump dovesse decidere per nuove operazioni. 

Il messaggio di Trump riecheggia una precedente minaccia in cui aveva paventato la morte di una "civiltà intera" qualora l'Iran non avesse accettato un accordo per la cessazione delle ostilità, poco prima dell'annuncio del cessate il fuoco all'inizio di aprile.  

I media israeliani hanno fatto trapelare dal canto loro che Trump e Netanyahu sono pronti a riprendere la guerra contro l'Iran. Il presidente americano non ha fissato una scadenza precisa per i negoziati, ma ha ribadito che, in caso di mancato accordo, gli Stati Uniti potrebbero ricorrere a “azioni militari dure”. “Se non verranno da noi con una offerta migliore, li colpiremo più duramente rispetto a quanto fatto finora”, ha dichiarato. 

Netanyahu continua a mantenere una linea dura sul nucleare iraniano. Negli ultimi giorni ha ribadito che l’obiettivo resta la rimozione completa del materiale arricchito e lo smantellamento delle capacità di arricchimento di Teheran. 

 

L'Iran secondo i media ha presentato un nuovo piano in 14 punti, attraverso i mediatori pachistani, che si concentra sui "negoziati per la fine della guerra e sulle misure di costruzione della fiducia da parte americana". L'agenzia di stampa Tasnim, vicina ai Pasdaran, cita una fonte vicina al team negoziale di Teheran, secondo cui "l'Iran, in linea con la pratica recente dello scambio di messaggi, ha ancora una volta sottoposto il suo testo in 14 punti attraverso il mediatore pachistano, dopo aver apportato degli emendamenti". 

Poco prima il ministero degli Esteri iraniano aveva fatto sapere di aver risposto all'ultima proposta Usa. "Le nostre preoccupazioni sono state trasmesse alla parte americana", aveva dichiarato il portavoce Ismail Baqaei durante un punto stampa, precisando che le comunicazioni con gli Stati Uniti proseguono "attraverso il mediatore pachistano". Baqaei ha difeso le richieste dell'Iran, tra queste lo sblocco dei beni iraniani congelati all'estero e la revoca delle sanzioni di lunga data. "I punti sollevati sono richieste iraniane fermamente difese dal nostro team negoziale in ogni round di trattative", ha aggiunto. 

Il portavoce ha quindi ribadito la legittimità della condizione posta da parte iraniana sul pagamento delle riparazioni di guerra da parte degli Stati Uniti, definendo il conflitto "illegale e infondato". Riguardo alla possibilità di un nuovo scontro militare, Baqaei ha assicurato che l'Iran è "pienamente preparato a qualsiasi eventualità". 

 

L'Iran ha inoltre comunicato formalmente l'avvio delle attività del nuovo organismo per la gestione dello Stretto di Hormuz, creato a inizio maggio da Teheran. "E' attivo l'account ufficiale su X della Persian Gulf Strait Authority (Pgsa) - si legge in un post su X pubblicato anche in inglese - Seguiteci per aggiornamenti in tempo reale sulle operazioni e sugli ultimi sviluppi nello Stretto di Hormuz". Il post viene rilanciato su X dal Consiglio supremo di sicurezza nazionale. 

 

Intanto i Guardiani della Rivoluzione iraniani minacciano di far pagare per l'utilizzo dei cavi sottomarini che attraversano lo Stretto di Hormuz, sottolineando che qualsiasi interruzione causerebbe perdite fino a "centinaia di milioni di dollari al giorno" all'economia mondiale. In un messaggio su Telegram, i Pasdaran hanno affermato che, in nome della "sovranità assoluta" dell'Iran sulle sue acque territoriali, il paese "potrebbe dichiarare che tutti i cavi in fibra ottica che attraversano la via marittima siano soggetti a permessi, sorveglianza e pedaggi". 

 

 

"Niente di serio è accaduto" intanto alla Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei, quando è rimasto ferito nel primo giorno di guerra in un raid israeliano el quale è rimasto ucciso il padre, riferisce l'agenzia di stampa semiufficiale Isna, che cita una fonte del ministero della Sanità di Teheran, secondo cui "le ferite non erano tali da sfigurare il volto del leader supremo, né lo hanno lasciato disabile o hanno comportato l'amputazione di un arto". "Sono stati applicati diversi punti di sutura alle ferite. Una delle aree che i medici hanno deciso di suturare immediatamente è stata la sua gamba", ha aggiunto la fonte. 

 

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