(Adnkronos) - Stati Uniti e Iran dovrebbero annunciare entro domani pomeriggio la finalizzazione di un accordo di pace per porre fine alle ostilità. Lo ha riferito una fonte vicina ai negoziati al Washington Times. Una bozza di proposta
è stata concordata stamattina e si prevede che verrà annunciata entro 24 ore, ha detto la fonte.
I principali negoziatori, tra cui il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, il vicepresidente americano JD Vance, l'inviato speciale Steve Witkoff e il genero del presidente Trump Jared Kushner, hanno approvato la bozza.
Donald Trump ha incontrato oggi i suoi negoziatori per valutare l’ultima proposta dell’Iran e decidere se proseguire sulla via diplomatica o tornare all’opzione militare. Lo ha riferito lo stesso Trump ad Axios, definendo lo scenario “50 e 50” tra la possibilità di raggiungere un "buon accordo" o in alternativa di "rispedirli all'altro mondo".
Nel pomeriggio (ora italiana) c'è stato un colloquio telefonico con diversi leader regionali, tra cui Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Qatar, Giordania, Pakistan e Turchia, secondo fonti citate da Asharq News. Al centro delle conversazioni la situazione iraniana.
Alla CBS, Trump ha dichiarato che i negoziatori statunitensi e iraniani sono “molto vicini” a un’intesa, pur senza fornire dettagli. "Non posso dirvelo prima di dirlo a loro, giusto?", ha aggiunto nell'intervista telefonica concessa all'emittente.
Secondo fonti vicine ai colloqui citate da CBS News, la proposta iraniana includerebbe la riapertura dello Stretto di Hormuz, lo sblocco di asset congelati e la prosecuzione del dialogo. Trump ha ribadito che qualsiasi accordo dovrà impedire a Teheran di ottenere un’arma nucleare. "Non ne parlerei nemmeno se non fosse così". Il presidente ha aggiunto che l’uranio arricchito iraniano sarà "gestito in modo soddisfacente" e ha ribadito: "Firmerò un accordo solo se otterremo tutto quello che vogliamo".
Sul fronte iraniano, una fonte vicina ai negoziatori citata dall’agenzia Fars ha avvertito che i colloqui potrebbero fallire senza maggiore flessibilità da parte degli Stati Uniti. Teheran, secondo la stessa fonte, non intende discutere in questa fase il proprio programma nucleare e pone tra le condizioni lo sblocco dei fondi congelati. Fonti iraniane riportano messaggi indiretti ai funzionari di Teheran per non dare troppo peso alle dichiarazioni pubbliche di Trump, considerate parte della comunicazione politica interna, mentre il quadro negoziale reale sarebbe diverso e ancora in evoluzione.
Intanto, secondo Axios, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è in contatto con la Casa Bianca sull’evoluzione dei negoziati. Trump ha assicurato che non sosterrà un’intesa sfavorevole a Israele, mentre ha anche affermato che Netanyahu non sarebbe particolarmente preoccupato per un possibile accordo.
Presenti al vertice di oggi l'inviato speciale Steve Witkoff, l'ex consigliere Jared Kushner e il vicepresidente J.D. Vance. Sul tavolo ci sono le condizioni poste da Washington per un'intesa con Teheran.
Trump ha precisato che accetterà solo un accordo che affronti questioni chiave come l’arricchimento dell’uranio e il destino delle scorte iraniane esistenti. "Penso che accadrà una di due cose: o li colpirò più duramente di quanto non sia mai successo oppure firmeremo un accordo che sia buono", ha detto il presidente americano. Trump ha aggiunto che "alcune persone preferirebbero un accordo, altre vorrebbero riprendere la guerra", respingendo l'idea che il premier israeliano Benjamin Netanyahu sia "preoccupato" per i negoziati in corso.
Poco prima dell'intervento di Trump il segretario di Stato americano Marco Rubio in visita in India aveva parlato di ''lievi progressi'' anche grazie alla mediazione del Pakistan. C'è "la possibilità" che l'Iran accetti l'accordo con gli Stati Uniti già oggi", aveva detto senza esporsi più di tanto. Sull'Iran "potrebbero esserci novità più tardi, nel corso della giornata", ma ''potrebbero anche non esserci".
Secondo Rubio Trump preferirebbe risolvere il problema Iran per "via diplomatica"
Spunta anche l'ipotesi di una proroga di un cessate il fuoco tra Usa e Iran di 60 giorni. Secondo l'ipotesi, riportata dal Financial Times, che cita i mediatori, gli Stati Uniti allenterebbero il blocco dei porti iraniani, mentre Teheran riaprirebbe gradualmente lo Stretto di Hormuz. Washington potrebbe inoltre concedere un alleggerimento delle sanzioni e sospendere il congelamento degli asset iraniani all'estero. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato che è in discussione un "memorandum d’intesa" come prima fase dei colloqui e che entro 30-60 giorni verrebbero definiti i dettagli dell'accordo, inclusi i temi della denuclearizzazione e della riapertura dello Stretto.
Su X il primo ministro indiano Narendra Modi si è detto "lieto di aver ricevuto il Segretario di Stato americano, Marco Rubio" alla sua prima visita in India, specificando che "continueremo a collaborare con gli Stati Uniti strettamente per il bene comune globale''. ''Abbiamo discusso dei progressi compiuti nell'ambito del Partenariato Strategico Globale tra India e Stati Uniti e di questioni relative alla pace e alla sicurezza regionale e globale'', ha aggiunto Modi.
L'Iran ha dichiarato che per ora non discuterà il programma nucleare. Secondo il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei, citato dall'agenzia Irna, la priorità di Teheran è ottenere la fine del conflitto su tutti i fronti, incluso il Libano. La questione nucleare potrà essere affrontata tra 30-60 giorni.
Intanto il capo negoziatore Mohammad Baqer Ghalibaf ha detto al capo dell’esercito pakistano Asim Munir che le forze armate iraniane hanno "ricostruito" le capacità durante il cessate il fuoco. Ha avvertito che se gli Usa riaprissero le ostilità, le conseguenze sarebbero "più devastanti e amare" e ha ribadito che Teheran non scenderà a compromessi sui "diritti della nazione".
Baghaei ha aggiunto che la bozza di accordo con gli Usa in 14 punti, discussa con il Pakistan, include la fine del blocco navale statunitense e disposizioni sullo Stretto di Hormuz, definito una questione di "pirateria" contro la navigazione internazionale.
Anche l'esercito pakistano ha informato che i colloqui con l'Iran hanno registrato "progressi incoraggianti" verso un'intesa finale, al termine di una visita a Teheran "altamente produttiva" del capo delle forze armate pakistane, Asim Munir. Lo si apprende da una nota diffusa dopo la partenza dalla capitale iraniana dello stesso Munir e del ministro dell'Interno. Secondo il comunicato, "le negoziazioni delle ultime 24 ore hanno portato a progressi incoraggianti verso un’intesa finale".
