(Adnkronos) - Donald Trump potrebbe decidere di attaccare nuovamente l'Iran? Sì. E' il presidente degli Stati Uniti a indicare "un'ottima ragione" che spingerebbe la Casa Bianca a riprendere l'offensiva come Teheran. "Se uccidessero
soldati americani lo farei molto rapidamente. E' una domanda molto interessante", dice Trump - abbozzando un sorriso - nello Studio Ovale rispondendo alle domande dei cronisti. "Abbiamo perso 13 soldati, sono 13 di troppo. Ma l'Iran non avrà un'arma nucleare", afferma il presidente mettendo sui piatti della bilancia il prezzo pagato a livello di vite umane e il risultato ottenuto. La guerra è congelata dalla tregua mentre Washington e Teheran dialogano, tra frenate e ostacoli, per concludere definitivamente il conflitto.
Se servisse, Trump sarebbe anche disposto a incontrare l'ayatollah Mojtaba Khamenei, la Guida Suprema della repubblica islamica. "Non voglio un meeting, ma se dovessi incontrare" Khamenei "sarei onorato. Vorrei vedere se fosse possibile fare un accordo. Se dovesse esserci un incontro, sarei rispettoso. Direi che non sono la sua persona preferita, ma penso che lui sia un 'professionista' e in certi ambienti ha un'ottima reputazione", dice il presidente.
Sul tavolo dei negoziati, tra i nodi spicca quello relativo all'uranio arricchito al 60% da Teheran. Trump è convinto che gli Stati Uniti, alla fine, entreranno in possesso della "polvere nucleare". Il materiale va recuperato dai depositi sotterranei in cui è collocato da tempo. Il presidente americano ammette di aver pensato, all'inizio della guerra, ad un'azione per acquisire l'uranio arricchito. "Non è però come andare in Venezuela: arrivi, agisci in 5 minuti, te ne vai. Lì in Iran devi rimanere 2 settimane, devi trasportare equipaggiamenti e apparecchiature in una zona di guerra. All'inizio dell'operazione avevamo pensato di farlo, ma avremmo dovuto rimanere lì per 1-2 settimane e l'idea non mi piaceva", spiega rispondendo alle domande dei media. "Potremmo recuperare il materiale anche ora, stiamo controllando 3 impianti: ci sono telecamere puntate su ogni centimetro di terra, sapremmo cosa fare se qualcuno si avvicinasse", afferma.
Capitolo Hormuz: lo Stretto, ancora sotto la minaccia di missili e droni iraniani, è blindato dal blocco navale degli Stati Uniti. Trump ribadisce che i paesi europei avrebbero dovuto agire per sostenere gli sforzi degli Stati Uniti. "Non abbiamo bisogno dell'aiuto, siamo il paese più potente del mondo", dice il presidente. "Abbiamo offerto alla Nato la possibilità di aiutare, non ne avevamo bisogno. E non abbiamo bisogno del petrolio che passa per lo Stretto di Hormuz. Serve a loro, alcuni paesi europei ne hanno un bisogno tremendo e avrebbero dovuto dire 'vogliamo aiutare'", dice.
