Iran, Trump: "Accordo non definitivo, se si comportano male torniamo a bombardare"
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
25
Gio, Giu

Abbiamo 2749 visitatori e nessun utente online

Iran, Trump: "Accordo non definitivo, se si comportano male torniamo a bombardare"

Esteri
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - L'accordo tra Usa e Iran "non è definitivo, è un memorandum. Se non mi piace o si comportano male, torneremo a spararagli contro e a far piovere bombe sulle lore teste". Lo ha detto il presidente americano Donald

Trump, parlando ai giornalisti a margine del bilaterale con l'omologo egiziano Abdel Fattah al-Sisi. 

"Nessuno sa in cosa consista l'accordo, ma è molto forte. E le maggior parte delle persone ne sembrano molto felici", ha sottolineato Trump. 

 

Il memorandum d'intesa tra Iran e Stati Uniti potrebbe essere firmato già oggi in formato digitale, anzichè di persona venerdì. Ne stanno discutendo Stati Uniti e Iran, stando a quanto hanno riferito alcune fonti ad Axios. Il retroscena è stato rivelato da un diplomatico di uno dei Paesi mediatori e da una fonte informata sui negoziati. Se l'indiscrezione fosse confermata, le disposizioni del memorandum relative allo Stretto di Hormuz potrebbero entrare in vigore, consentendo agli Stati Uniti di rendere pubblico il testo dell'intesa. 

Secondo la fonte diplomatica, l'eventuale accelerazione avrebbe l'obiettivo di riaprire lo Stretto di Hormuz prima di venerdì. A spingere in questa direzione potrebbe essere anche la crescente pressione politica sulla Casa Bianca affinché divulghi il contenuto del memorandum. La fonte informata ha precisato che è stato invece l'Iran a chiedere che il testo resti riservato fino alla firma ufficiale. 

Secondo Axios, al momento non è stata ancora presa alcuna decisione definitiva. Anche se il calendario della firma dovesse subire modifiche, resta comunque confermato l'incontro previsto venerdì in Svizzera tra le delegazioni di Stati Uniti e Iran, guidate rispettivamente dal vice presidente americano Jd Vance e dal presidente del Parlamento iraniano, Mohammad-Bagher Ghalibaf. Il colloquio dovrebbe segnare l'avvio della seconda fase dei negoziati, dedicata alle questioni ancora irrisolte tra le parti. 

 

Il futuro dello Stretto di Hormuz resta intanto uno dei punti più ambigui del memorandum d'intesa per il cessate il fuoco. Secondo la Cnn, che afferma di aver ottenuto una copia del documento da un funzionario americano, il testo non contiene alcun riferimento esplicito allo status dello stretto, pur riconoscendone indirettamente la centralità nei negoziati. 

Nel documento si prevede il ritorno del traffico navale nella zona ai livelli pre-conflitto entro 30 giorni, senza chiarire chi eserciterà il controllo dello stretto. La formula usata, secondo quanto riportato, lascia margini interpretativi, indicando solamente il ripristino del traffico marittimo ai livelli precedenti lo scoppio della guerra "da parte della Repubblica islamica". Washington respinge l'ipotesi che l'intesa attribuisca a Teheran il controllo dell'area, mentre l'Iran sostiene che continuerà a regolamentare il transito e a riscuotere le relative tariffe. La questione dello Stretto rimane destinata a essere affrontata in una fase successiva del negoziato. 

Oltre al nodo Hormuz, il documento rinvia a futuri colloqui anche altre questioni centrali. Restano infatti esclusi dal testo, almeno in questa fase, sia il destino del programma nucleare iraniano e dell'uranio arricchito a livello vicino a quello per usi militaie, sia il tema dei gruppi armati sostenuti da Teheran nella regione e dei missili balistici. 

 

Alcune petroliere iraniane hanno intanto lasciato l'area del Golfo bloccata dalla Marina statunitense. Lo ha riferito il sito web TankerTrackers. Si tratta del primo evento del genere in due mesi, a poche ore dalla firma formale tra Washington e Teheran dell'accordo quadro venerdì. 

"Almeno due superpetroliere VLCC della National Iranian Tanker Company (NITC), denominate DIONA (9569695) e HERO2 (9362073), hanno lasciato il perimetro del blocco navale statunitense trasportando complessivamente 3,8 milioni di barili di petrolio greggio iraniano", ha affermato TankerTrackers in un post su X, citando dati di tracciamento digitali corroborati da immagini satellitari. Il sito, che monitora le spedizioni e lo stoccaggio di petrolio, ha poi aggiunto che una terza petroliera della NITC aveva "superato il blocco navale con 1 milione di barili di petrolio greggio iraniano". 

Secondo quanto riporta Nbc News, citando un funzionario statunitense, l'Iran ha lanciato diversi droni contro navi mercantili nello Stretto di Hormuz ogni notte da quando è stato firmato il memorandum d'intesa con gli Stati Uniti. L'esercito americano ha abbattuto i droni lanciati dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane prima che potessero minacciare navi o personale nella regione.  

 

Il G7 ha accolto positivamente l'intesa raggiunta tra Washington e Teheran perché "offre un'opportunità storica per impedire all'Iran di acquisire qualsiasi arma nucleare". Il documento firmato nella notte aggiunge: "Sosteniamo tale accordo e siamo pronti a contribuire alla sua attuazione". Nella dichiarazione, inoltre, i leader affermano di "riconoscere la svolta e l'opportunità che attualmente esistono in Medio Oriente". 

"Abbiamo tutti sostenuto l'accordo concluso tra gli Stati Uniti d'America e l'Iran. Questo accordo è una buona cosa. Il presidente Trump è con noi. Lo è stato durante questi due giorni. Sarà con noi domani", ha detto il presidente francese Emmanuel Macron parlando durante l'ultimo giorno del G7 in corso a Evian, in Francia, aggiungendo che "questo accordo permetterà di ricreare stabilità nella regione, di riaprire lo Stretto di Hormuz, di consentire la pace in Libano e il lavoro delle forze armate libanesi e internazionali. E questo accordo permetterà anche di ridurre la tensione, di abbassare i prezzi del petrolio, del gas, dei fertilizzanti". 

 

“Colgo con soddisfazione il raggiungimento di un accordo tra la Repubblica islamica dell’Iran e gli Stati Uniti d’America, che sarà firmato nella giornata di venerdì, quale incoraggiante risultato di un paziente lavoro di dialogo e negoziazione”. Lo sottolinea il Papa al termine dell’udienza generale tra gli applausi dei pellegrini. “Esprimo gratitudine ai Paesi che si sono impegnati per favorire l’incontro tra le parti e rendere possibile tale intesa. Auspico che questo accordo possa contribuire a rafforzare la fiducia reciproca, la sicurezza, e la stabilità nel Medio Oriente promuovendo percorsi di dialogo e cooperazione tra i popoli”, ha aggiunto Leone che già ieri sera a Castel Gandolfo aveva auspicato che dagli accordi arrivassero frutti di “pace”. 

 

Per lo sminamento e la messa in sicurezza dello stretto di Hormuz "sono Francia e Gran Bretagna che guidano la coalizione, non noi", ricorda il segretario generale della Nato Mark Rutte, a Bruxelles, alla vigilia della ministeriale Difesa. Si tratta, aggiunge, di una "iniziativa a guida franco-britannica per aiutare ad assicurare la libertà di navigazione", che riguarda soprattutto lo "sminamento", nel quale "gli europei hanno molte capacità", anche "più degli Usa. Ma non siamo noi che la conduciamo, sono Francia e Gran Bretagna", conclude. 

 

Coloni israeliani hanno vandalizzato una moschea e le hanno dato fuoco nel villaggio palestinese di Jaljilya, in Cisgiordania. Lo riportano i media locali, che hanno pubblicato diversi video degli attacchi. In uno di questi si vede del fumo che fuoriesce dall'ingresso della moschea. Un altro mostra graffiti in ebraico sui muri dell'edificio e la facciata annerita. I graffiti visibili sull'edificio recitano: "Ragazzi, svegliatevi", "vendetta", "notte delle moschee" e "saluti del detenuto", riferendosi ai coloni israeliani arrestati. 

 

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.