(Adnkronos) - Sono iniziati i colloqui di alto livello in Svizzera tra funzionari degli Stati Uniti e dell'Iran, con la partecipazione di mediatori da Pakistan e Qatar. A confermarlo è il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar,
Majid al-Ansari, in un post sui social. Inoltre, sono stati formati gruppi tecnici per discutere i diversi aspetti del memorandum d'intesa firmato la scorsa settimana da Washington e Teheran, con l'obiettivo di raggiungere un accordo globale e sostenibile, aggiunge.
Le delegazioni di Iran, Qatar e Stati Uniti stanno tenendo un incontro per discutere di un cessate il fuoco in Libano e dei beni iraniani congelati, come rende noto l'emittente statale iraniana Irib. "Un incontro tripartito che coinvolge Iran, Stati Uniti e Qatar sui temi di un cessate il fuoco globale in Libano e dei beni bloccati dell'Iran si sta attualmente tenendo nel luogo dei negoziati", ha dichiarato Irib.
La delegazione statunitense guidata dal vicepresidente americano JD Vance in precedenza ha avuto un incontro con quella pakistana, guidata dal premier Shehbaz Sharif, che agisce da mediatore nei colloqui, riporta il pool della Casa Bianca, come rilanciato dal New York Times.
Vance avrebbe ignorato la domanda di un giornalista che gli ha chiesto se avesse un messaggio per il premier israeliano Benjamin Netanyahu riguardo le operazioni militari in Libano, che si profilano come un ostacolo immediato ai negoziati con l'Iran, per cui il conflitto tra Israele e Hezbollah è in cima all'agenda dei lavori.
Il vicepresidente degli Stati Uniti è arrivato stamane in Svizzera. Dopo la firma del memorandum d'intesa che ha posto fine alla guerra, via ora ai negoziati che nell'arco di 2 mesi dovranno concentrarsi in particolare sul programma nucleare di Teheran. Presente nella località lacustre di Burgenstock, la delegazione americana comprende anche Steve Witkoff, inviato speciale di Donald Trump, e Jared Kushner, emissario e genero del presidente.
Arrivati sul posto anche il premier pakistano Shehbaz Sharif e il capo dell'esercito, Asim Munir. I due "parteciperanno ai colloqui di alto livello sull'attuazione del Memorandum d'Intesa di Islamabad", come ha scritto sui social l'ufficio del premier, riferendosi all'accordo-quadro tra Washington e Teheran.
Prendono parte ai colloqui, oltre alla squadra negoziale statunitense, la sua controparte iraniana, guidata da presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, insieme a mediatori provenienti da Pakistan e Qatar.
Secondo la Cnn, i negoziati si apriranno con una 'sessione d'emergenza' sul Libano: gli attacchi di Israele contro Hezbollah mettono a rischio l'accordo. Porre fine al conflitto "è il punto più importante sull'agenda della delegazione iraniana", le parole di un funzionario di Teheran all'emittente.
Vance, prima di partire, ha fissato gli obiettivi della sua missione che durerà "uno o due giorni": gli Stati Uniti mirano a "fare progressi" sulla questione nucleare e, appunto, raggiungere un cessate il fuoco in Libano. "Avremo una leadership politica di alto livello e ovviamente il team tecnico rimarrà sul campo", ha detto il vicepresidente. "Ci concentreremo su questi due punti principali. Sono sicuro che anche gli iraniani avranno questioni che vorranno discutere", ha aggiunto.
Sul tavolo, inevitabilmente, torna anche lo Stretto di Hormuz. Nelle ultime 24 ore, il comando militare iraniano ha annunciato la chiusura dello Stretto dopo i nuovi raid israeliani in Libano. Gli Stati Uniti non hanno confermato il ripristino del blocco iraniano, in un quadro che rimane ad alta tensione. I negoziati in Svizzera dovranno garantire il flusso continuo delle merci attraverso lo stretto.
Il conflitto in corso in Libano tra Israele e il gruppo militante Hezbollah è in cima all'agenda dei colloqui, insieme a questioni come i fondi iraniani congelati e la vendita del petrolio del Paese, come rende noto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei in un video condiviso dall'agenzia di stampa statale Irna.
"Il regime sionista continua a violare il suo impegno in Libano, questo problema sarà l'argomento principale di discussione nei colloqui odierni", ha detto Baqaei, riferendosi a Israele. Saranno all'ordine del giorno "anche la questione della messa a disposizione dei beni iraniani congelati o soggetti a restrizioni, così come la discussione relativa al rilascio delle licenze necessarie per la vendita del petrolio iraniano", ha aggiunto.
L'Iran "non farà mai un passo indietro" dal suo diritto ad arricchire l'uranio, e gli Stati Uniti "alla fine dovranno accettarlo", ha dichiarato intanto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una conferenza a Teheran, secondo quanto riportato dai media statali iraniani, mentre prendono il via i colloqui.
Pezeshkian ha ribadito che Teheran è disposta a fornire garanzie che il Paese non sta cercando di costruire un'arma nucleare, pur insistendo sul fatto che l'Iran non avrebbe rinunciato al suo diritto di arricchire l'uranio. "Ciò che gli Stati Uniti chiedono è che l'Iran non costruisca una bomba atomica. Questo non è nulla di nuovo, e possiamo anche dichiarare per iscritto che non abbiamo intenzione di costruire una bomba", stando a quanto si legge sul sito web ufficiale della presidenza.
L'Iran ha quindi avvertito che non avrebbe avviato colloqui su un più ampio accordo con gli Stati Uniti a meno che la guerra in Libano non finisca. "Senza l'attuazione di queste disposizioni, in particolare il paragrafo 1 (cessazione della guerra su tutti i fronti, incluso il Libano), l'ingresso nella fase negoziale per l'accordo finale non è possibile", ha scritto sui social il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baqaei, riferendosi a una clausola nell'accordo-quadro.
Gli attacchi aerei delle Forza di difesa israeliane avrebbero intanto causato la morte di altre sette persone, rende noto l'agenzia di stampa governativa libanese Nna, citando un resoconto del Ministero della Sanità pubblica. Cinque individui, tra cui un bambino, una donna e due anziani, sono rimasti uccisi in raid sulla città di Sohmor, nel distretto occidentale della Beqa. Altri due, di nazionalità palestinese, sono morti in un attacco aereo nell'area di Rashidieh, nel distretto di Tiro, come scrive la Nna.
Le Forze di difesa israeliane non si ritireranno dalla cosiddetta "zona di sicurezza" stabilita occupando il territorio libanese e hanno ordini permanenti di agire contro qualsiasi minaccia dovessero incontrare in quei luoghi, dichiara intanto il ministro della Difesa israeliano Israel Katz.
"Non c'è mai stata e non c'è nemmeno al momento alcuna restrizione per i soldati delle Idf in Libano nell'agire per eliminare le minacce... Come il primo ministro Benjamin Netanyahu ed io abbiamo chiarito: Israele non si ritirerà dalla zona di sicurezza in Libano", ha detto Katz in una dichiarazione, riferendosi all'area che si estende per circa 10 chilometri nel territorio libanese dove sono dispiegate le forze israeliane.
Le dichiarazioni di Katz hanno fatto seguito all'avvertimento da parte iraniana secondo cui Teheran non avrebbe avviato colloqui sul più ampio accordo con Washington per porre fine alla guerra, a meno che quella in Libano non dovesse giungere al termine.
