Italia e Francia scettiche sul bando Ue contro ex combattenti russi: le ragioni del no.
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Gio, Ago

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Italia e Francia scettiche sul bando Ue contro ex combattenti russi: le ragioni del no.

Esteri
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(Adnkronos) - Italia e Francia sono scettiche sulla proposta della Commissione Europea di vietare l'ingresso nell'Ue ai russi che hanno servito sotto le armi in Ucraina, la misura più di impatto, almeno a livello simbolico, del

ventunesimo pacchetto di sanzioni Ue contro la Russia. Lo ha riportato l'agenzia Bloomberg e, a quanto si apprende a Bruxelles, la posizione dei due Paesi è effettivamente scettica sulla proposta dell'esecutivo Ue, per diversi motivi.  

Anzitutto, si teme che il divieto di ingresso possa costituire un precedente per arrivare ad un divieto di ingresso generalizzato nell'Ue dei cittadini russi, cosa che contrasterebbe con le posizioni che il nostro Paese ha sempre espresso, anche pubblicamente.  

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ripetuto molte volte che l'Italia non è "in guerra con la Russia" e un divieto di ingresso esteso a centinaia di migliaia di cittadini russi sarebbe un atto in contrasto con queste posizioni.  

 

Inoltre, si osserva che divieti di ingresso mirati dovrebbero essere gestiti attraverso la concessione o il diniego dei visti, non attraverso un meccanismo sanzionatorio.  

In più, per come è formulata la proposta, l'onere di accertare se il cittadino russo che richiede l'ingresso nell'Ue ha combatutto effettivamente in Ucraina o meno ricadrebbe interamente sulle spalle degli Stati membri, e non è una cosa così semplice da fare, nella pratica.  

Il Coreper oggi ha parlato del 21esimo pacchetto di sanzioni, ma un accordo non è stato ancora raggiunto. I lavori continueranno ancora per qualche giorno sotto la presidenza di turno cipriota, per passare poi alla gestione della presidenza irlandese e arrivare all'adozione del pacchetto. 

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