Ets Ue: Italia e 9 Paesi chiedono un sistema più flessibile
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Ets Ue: Italia e 9 Paesi chiedono un sistema più flessibile

Esteri
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(Adnkronos) - In una dichiarazione congiunta in vista della revisione dell'Ets che la Commissione Europea presenterà dopodomani, l'Italia ha firmato una dichiarazione insieme ad altri nove Paesi (Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia,

Grecia, Ungheria, Polonia, Romania e Slovacchia) in cui si chiede all'esecutivo Ue di tenere conto di diversi elementi, tra cui il fatto che l'attuale sistema, che richiede ai settori energetico e industriale di raggiungere emissioni prossime allo zero già entro il 2039, "spingerà le industrie fuori dall'Europa".  

Il posizionamento in questo caso è diverso da quello della Confindustria, che sul tema ha firmato una lettera congiunta alla Commissione, insieme alle omologhe di Germania e Francia, Bdi e Medef.  

Per i firmatari, dunque, "è necessario estendere il tetto massimo del sistema Ets fino al 2050. Questo adeguamento - precisano - dovrebbe essere introdotto il prima possibile, poiché le nostre industrie sono sottoposte a forti pressioni e devono affrontare costi immediati e irreversibili".  

Per i dieci Paesi, la revisione dovrebbe anche rendere il sistema più flessibile, "per consentire di tenere conto di specifiche circostanze nazionali, come il mix energetico o il Pil pro capite. La revisione deve inoltre garantire parità di condizioni a tutti i Paesi, affinché possano proseguire nei loro percorsi di trasformazione". 

Quanto al prezzo delle emissioni di anidride carbonica, "poiché l'impronta di carbonio non è l'elemento principale della competitività globale, il prezzo della Co2 deve essere prevedibile e immune alla speculazione. Dovrebbe inoltre essere sostenibile per mantenere la competitività dell'Ue a livello globale". 

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