(Adnkronos) - Non solo Florida. Il 'batterio mangiacarne' avanza negli States e anche dalla Louisiana arrivano i primi bilanci: 9 casi confermati di Vibrio vulnificus, con 5 morti e 4 pazienti ancora ricoverati in ospedale. Secondo i dati del
Dipartimento della Salute dello stato Usa, nell'ultimo decennio in questo periodo dell'anno venivano registrati in media 7 contagi con 1 decesso. Il batterio abita nelle acque costiere calde e a bassa salinità. L'infezione può essere contratta anche consumando frutti di mare crudi o poco cotti, ma i casi registrati finora in Louisiana - tutti in persone con malattie pregresse - sono stati associati al contatto con l'acqua di mare. Il Department of Health ha quindi raccomandato di evitare bagni in presenza di qualsiasi tipo di ferita, inclusi tagli o graffi.
A seconda del tipo di esposizione, il batterio mangiacarne può causare sintomi gastrointestinali oppure manifestazioni cutanee fino a infezioni più profonde come la fascite necrotizzante, che distrugge rapidamente vasi sanguigni e tessuti. Nei casi più gravi si può arrivare alla necessità di amputazioni o allo shock settico. I Cdc (Centers for Disease Control and Prevention) americani contano ogni anno dai 150 ai 200 casi di Vibrio vulnificus; circa 1 infettato su 5 muore, a volte entro pochi giorni dai primi sintomi.
Scienziati e autorità sanitarie - comprsi gli europei Ecdc - ritengono che il cambiamento climatico stia aggravando la minaccia Vibrio vulnificus. Negli Usa, sebbene siano gli stati che si affacciano sul Golfo del Messico a riportare il maggior numero di infezioni, secondo un'analisi pubblicata nel 2023 su 'Scientific Reports' (rivista del gruppo Nature) il riscaldamento climatico sta ampliando le aree di diffusione del patogeno. Un effetto legato anche ai violenti uragani, sempre più frequenti.
"Negli Stati Uniti orientali - scrivono gli autori del lavoro - tra il 1988 e il 2018 le infezioni da V. vulnificus nelle ferite sono aumentate di 8 volte (da 10 a 80 casi all'anno) e il limite settentrionale della diffusione" del batterio "si è spostato di 48 km all'anno verso Nord. Entro il 2041-2060 - prospettano i ricercatori - le infezioni da V. vulnificus potrebbero estendere l'attuale area" di presenza "fino a comprendere i principali centri abitati intorno a New York". Considerando anche il fattore di "una popolazione in crescita e sempre più anziana, il numero di casi annuali potrebbe raddoppiare. Entro il 2081-2100, le infezioni da V. vulnificus potrebbero essere presenti in ogni stato degli Stati Uniti orientali, in uno scenario di emissioni e riscaldamento futuri da medi ad alti. L'attesa espansione delle infezioni da V. vulnificus nelle ferite evidenzia la necessità di una maggiore consapevolezza in materia di salute individuale e pubblica in queste aree".
