Iran, l'analisi da Teheran: "Colpire basi Usa in Italia può essere un'opzione"
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
09
Ven, Ott

Abbiamo 3062 visitatori e nessun utente online

Iran, l'analisi da Teheran: "Colpire basi Usa in Italia può essere un'opzione"

Esteri
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - "Se gli Stati Uniti attaccano nuovamente l'Iran, la risposta andrà oltre la regione". È quanto afferma all'Adnkronos Foad Izadi, professore di Relazioni internazionali all'Università di Teheran, commentando le

indiscrezioni del Financial Times secondo cui Teheran valuterebbe la possibilità di colpire obiettivi militari americani in Europa nel caso di una nuova escalation da parte del presidente Donald Trump. Il quotidiano britannico riferisce di valutazioni riguardanti in particolare l'Europa sud-orientale, citando "due insider del regime". 

"Prima dell'inizio della guerra a febbraio, l'Iran aveva detto che, se gli Stati Uniti avessero attaccato l'Iran, sarebbe stata una guerra regionale. Questo si è avverato. È diventata una guerra regionale", spiega Izadi. "Ora l'Iran dice che, se gli Stati Uniti attaccheranno nuovamente l'Iran, la risposta andrà oltre la regione". 

"E oltre la regione, più o meno, significa Europa", prosegue il docente. "Quindi sì, colpire le basi statunitensi in Italia potrebbe essere un'opzione". Izadi precisa tuttavia: "Non so se i funzionari iraniani abbiano deciso di farlo". Secondo l'analista, "andare oltre la regione significa logicamente Europa" e "i missili iraniani possono raggiungere l'Europa, soprattutto l'Europa meridionale". 

Per Izadi, "l'opzione migliore per questi Paesi sarebbe non aiutare gli Stati Uniti e Israele in questa guerra illegale contro l'Iran". Il docente sostiene quindi che "la guerra è illegale secondo il diritto internazionale" e afferma che "sono stati uccisi più di 5mila civili iraniani" e che sono stati provocati danni per "miliardi di dollari" alle infrastrutture civili. "Sostenere gli Stati Uniti nell'uccidere bambine in Iran non è una buona scelta politica", conclude Izadi. 

Sulla notizia del Financial Times è intervenuto all'Adnkronos anche Mohammad Marandi, analista politico, docente all'Università di Teheran ed ex consigliere del team di negoziatori sul nucleare. Commentando le fonti citate nell'articolo del quotidiano britannico, Marandi osserva con ironia: "'Insider del regime' lo direbbero al Financial Times? Forse sono insider del regime americano". Marandi ritiene che "probabilmente" la notizia sia stata diffusa ad arte dall'amministrazione Trump "o da Israele" per mettere pressione sull'Europa. 

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.