Il tributo di Louis Michel a Emma Bonino: "Condividevamo tutto, eravamo veri liberali"
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Il tributo di Louis Michel a Emma Bonino: "Condividevamo tutto, eravamo veri liberali"

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(Adnkronos) - L'ex commissaria europea ed europarlamentare Emma Bonino era una "vera liberale", per la quale "nutrivo grande ammirazione". Lo dice all'Adnkronos Louis Michel, a lungo leader del Mouvement Réformateur del Belgio francofono,

già eurodeputato nonché commissario europeo allo Sviluppo e agli Aiuti Umanitari dal 2004 al 2009, lo stesso portafogli della politica radicale, scomparsa oggi, che ricoprì quella carica fino al 1999.  

"Sono ovviamente addolorato - spiega il politico belga, padre dell'ex presidente del Consiglio Europeo Charles Michel - la signora Bonino era una persona che conoscevo bene. Sulle concezioni della politica di sviluppo, condividevo sia le sue preoccupazioni che le sue risposte. Ero abbastanza d'accordo con tutto ciò che ha fatto: avevo molta ammirazione per lei".  

Per Michel, Bonino, che dal 2004 al 2006 fece parte dell'Alde, il gruppo dei Liberali al Parlamento Europeo del quale il Mouvement Réformateur fu tra i fondatori, "era una donna dal temperamento estremamente liberale, nel senso umanista del termine".  

 

Michel spiega di essere "rimasto in contatto con lei, fino a qualche mese fa. Poi ho saputo che la sua salute stava peggiorando un po' e purtroppo non ho più avuto notizie. Mi è stato detto che è deceduta oggi. Sono piuttosto triste per questo".  

Con Bonino, continua l'ex commissario, "eravamo insieme nelle istanze liberali internazionali e trovo che spesso eravamo d'accordo. In effetti, eravamo dei veri liberali, cioè universalisti. Ricordo un giorno di aver avuto una discussione su questo: penso che fosse un ex ministro tedesco che era un po' duro e che trovavamo un po' troppo di destra. Credo fosse il signor Bangemann (Martin Bangemann dei liberali dell'Fdp, ndr)".  

Con Emma Bonino "avevamo - ricorda - lo stesso punto di vista sull'argomento. Per esempio, riguardo al fenomeno migratorio, avevamo un approccio molto liberale e molto universalista. E ricordo che più volte nei dibattiti interni, nelle istanze internazionali, eravamo alleati", conclude.  

 

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