(Adnkronos) - "Non siamo in guerra con l'Italia, né desideriamo che essa venga coinvolta in atti ostili contro il nostro Paese o che sostenga atti di aggressione contro la nostra Nazione e il nostro popolo". Lo afferma all'Adnkronos Nasr
al-Din Amer, vice capo dell'Autorità per i media degli Houthi (Ansar Allah) e presidente del consiglio di amministrazione dell'agenzia di stampa Saba.
"Attualmente siamo in guerra con il nemico saudita, che da 12 anni assedia e attacca il nostro Paese", aggiunge Amer dopo l'attacco alla base aerea di Ta'if, in Arabia Saudita, in cui è stato colpito un velivolo F-2000 italiano.
"Non vi sono militari italiani coinvolti. Nell'attacco è stato colpito un velivolo F-2000 italiano, che si trovava all’interno della base e in un’area decentrata. Non ci sono altri danni a mezzi o infrastrutture utilizzati dal nostro personale", aveva spiegato il giorno dell'attacco il ministro della Difesa Guido Crosetto.
"Ho chiesto al capo di Stato maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, al comandante del comando operativo di vertice interforze, generale di Corpo d'armata Giovanni Maria Iannucci, e al capo di Stato maggiore dell'aeronautica militare, generale di Squadra aerea Antonio Conserva, di fornirmi un'ulteriore valutazione, dopo quelle già effettuate nelle scorse settimane, sull'evoluzione del quadro, sulle condizioni del nostro personale e sulle possibili opzioni operative. Mi è stato riconfermato che erano già state messe in atto da tempo tutte le misure di sicurezza a salvaguardia del personale militare", le parole del ministro, che ha poi convocato una riunione per fare il punto.
Il caccia Eurofighter Typhoon è stato colpito la notte del 17 settembre in conseguenza di un attacco nella base. Si tratta del più avanzato aereo da combattimento sviluppato nel continente europeo, in grado di offrire capacità operative di ampio respiro nel settore della difesa aerea. L’Eurofighter è il frutto della collaborazione industriale di Italia, Germania, Regno Unito e Spagna. In grado di raggiungere una velocità massima di 2.495 km/h, ha una apertura alare di oltre 15 metri e un armamento costituito da 1 cannone Mauser cal. 27 mm, fino a 6.500 kg di carichi esterni (missili AIM-9L Sidewinder, AIM-120 AMRAAM, Iris-T, Meteor; bombe guidate della serie Gbu; serbatoi supplementari e pod di puntamento laser).
Il ministro Crosetto oggi è intervenuto con una nota affermando che "il giornale “Il Fatto Quotidiano”, nella sua edizione di oggi, ha superato sé stesso nella definitiva mistificazione dei fatti. Il titolo «L’Italia in guerra senza dirlo agli italiani e al Colle» è falso, offensivo, ingannevole e gravissimo per la dignità del mio ufficio, il mio giuramento da Ministro, come per il Capo dello Stato, le Forze Armate, i cittadini. L’Italia non è in guerra. Il Parlamento non è stato «escluso» da niente. Il Quirinale non è stato tenuto all’oscuro di nulla", precisa il ministro della Difesa.
La presenza militare italiana in Arabia Saudita "non è mai stata ‘segreta’. Sarebbe stato sufficiente consultare gli atti del Parlamento, dove più volte sono andato, come pure dove si sono recati anche il Capo di Stato Maggiore, il Comandante del Covi, il Ministro degli Esteri, i Sottosegretari alla Difesa, fornendo tutte le informazioni necessarie, e doverose, in merito a tale specifica missione. Ed io non ho «minimizzato» l’attacco al nostro Eurofighter: l’ho seguito personalmente, l’ho comunicato ed ho chiesto le valutazioni operative sulla sicurezza del nostro personale. L’ho fatto di notte come di giorno, seguendo in ogni momento tutti gli sviluppi dell’attacco e sincerandomi, sempre personalmente, delle condizioni dei nostri militari. Il Fatto sta solo fingendo di produrre un ‘caso’ che non esiste: mischia dati qua e là, missioni diverse e decisioni assunte secondo precise e regolari procedure, li mescola e costruisce una storia politica che quei fatti non dimostrano".
"Infine, sulle navi nel Mar Rosso, una cosa è bene ricordarla: dottor Travaglio, Guido Crosetto non ha né possiede navi. Nemmeno un gommone. Le navi sono della Repubblica Italiana e della Marina Militare e operano nell’ambito di Aspides, una missione dell’Unione europea, con un mandato ben preciso sul quale ho scritto una lettera aperta e urgente all’Alto commissario Kallas, ieri uscita ovunque, ma che non vi siete neppure presi la briga di leggere. La Difesa non è, né sarà mai, il giocattolo di un ministro. È un’Istituzione dello Stato, che può muoversi solo dentro leggi, mandati, procedure e responsabilità precise, definite, che passano sempre e comunque dentro il Parlamento e che solo questi può autorizzare rispettando leggi e Costituzione. Si può criticare il Governo. Si può criticare il Ministro. È il sale della democrazia. Ma raccontare agli italiani che il Ministro e il Governo li hanno portati di nascosto in guerra, tenendo fuori Parlamento e Quirinale, senza dimostrarlo con un solo fatto, non è critica. È mistificazione politica. E questa volta non passerò oltre e non fingerò indifferenza per rispetto della Repubblica, della Costituzione e degli italiani".
Delle fiamme e grandi colonne di fumo nero sono state viste intanto levarsi anche vicino all'aeroporto internazionale King Khalid di Riad, in Arabia Saudita. Lo riporta l'agenzia Afp citando testimoni sul posto, mentre il sito di tracciamento aereo FlightRadar24 riferisce di "problemi gravi" all'aeroporto in questione, tra voli cancellati e in ritardo. "Abbiamo visto fumo nero e fiamme in direzione dell'aeroporto", ha dichiarato una fonte. Un serbatoio di carburante del colosso petrolifero saudita Aramco, situato nei pressi dell'aeroporto internazionale di Riad, è in fiamme.
Le notizie giungono a poche ore dal primo allarme aereo nella capitale saudita da quando sono ripresi i combattimenti con gli Houthi nel vicino Yemen. L'Arabia Saudita sostiene le forze governative yemenite, contrapposte ai ribelli, che nelle ultime settimane hanno preso di mira infrastrutture energetiche con cui Riad esporta il proprio greggio evitando lo Stretto di Hormuz. Gli Houthi hanno anche preso il controllo di diverse località strategiche vicino allo stretto di Bab-el Mandeb, l'accesso al Mar Rosso e al Mediterraneo attraverso il Canale di Suez.
