Ucraina, Trump contro Zelensky: "E' ora di un nuovo presidente"
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Ucraina, Trump contro Zelensky: "E' ora di un nuovo presidente"

Esteri
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(Adnkronos) - "È ora che l'Ucraina abbia un nuovo presidente". Donald Trump 'silura' Volodymyr Zelensky. Il presidente degli Stati Uniti risponde ai giornalisti alla Casa Bianca e reagisce alle critiche mosse dal presidente ucraino

Volodymyr Zelensky all'accordo tra Washington e Mosca: gli Usa sospenjdono fino ad aprile del prossimo anno le sanzioni sul diesel russo e otterranno una fornitura di gasolio. "Suggerisco all'Ucraina di trovarsi un nuovo leader, uno che sappia raggiungere un accordo", dice Trump. 

Il presidente americano continua poi ad attaccare Zelensky incolpandolo di voler continuare il conflitto con la Russia. "Avrebbe potuto risolvere questa guerra molte volte, ma preferisce di no" attacca il tycoon. "Zelensky vuole creare problemi al mondo. Vuole creare problemi ai nostri agricoltori colpendo le raffinerie russe - afferma Trump -. Abbiamo detto a Zelensky: 'Fai quello che vuoi, ma non colpire il gasolio'. E lui cosa fa? Va e colpisce proprio il gasolio. Può fare quello che vuole, ma questo non può farlo". 

 

La Russia ha accolto con favore le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che ha esortato l'Ucraina a scegliere un nuovo presidente al posto di Volodymyr Zelensky. Kirill Dmitriev, inviato speciale del Cremlino per la cooperazione economica, ha definito le parole del leader statunitense "emblematiche e storiche". "Il presidente Trump si unisce ai tanti che ritengono che l'Ucraina abbia bisogno di una leadership realmente concentrata sulla pace, non sulla politica guerrafondaia di Zelensky", ha scritto Dmitriev su X. 

 

Il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, ha difeso il presidente Volodymyr Zelensky dopo che il presidente americano Donald Trump aveva auspicato un cambio alla guida dell'Ucraina. "Ha il sostegno del popolo ucraino ed è il popolo ad avere il diritto di decidere -- ha scritto Sybiha su X -. Le dichiarazioni provenienti dall'estero non fanno che confermare che sta svolgendo bene il suo lavoro. Merita sostegno". 

 

Il premier britannico Andy Burnham ha espresso la sua "totale solidarietà" al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dopo le tensioni con Donald Trump sull'accordo tra Stati Uniti e Russia relativo al diesel russo e le dichiarazioni del presidente americano, che ha auspicato un cambio alla guida dell'Ucraina. Nel corso di un colloquio telefonico con Zelensky, Burnham ha riconosciuto che "le ultime 24 ore sono state difficili per l'Ucraina", si legge in una nota, diffusa da Downing Street, ribadendo la propria "totale solidarietà" al leader di Kiev.  

 

Gli Stati Uniti hanno proposto alla Russia tre importanti incentivi economici nel tentativo di convincere Mosca ad accettare un cessate il fuoco parziale alle infrastrutture energetiche o alle operazioni marittime nel conflitto in Ucraina. Lo rivela il New York Times, citando funzionari a conoscenza dei negoziati riservati, secondo cui le proposte sarebbero state avanzate dagli inviati americani Jared Kushner e Steve Witkoff nell'ambito dei colloqui avviati a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, a fine settembre. Tra le concessioni messe sul tavolo figurerebbe lo sblocco di miliardi di dollari di beni sovrani russi congelati in Occidente, riprendendo un piano precedente che prevedeva la possibilità di liberare fino a 100 miliardi di dollari. I fondi sarebbero stati offerti come incentivo iniziale per ottenere una tregua parziale, e non come ricompensa per la sua attuazione. 

Washington avrebbe, inoltre, rilanciato l'operazione multimiliardaria per la vendita di parte delle attività del colosso petrolifero russo Lukoil a investitori mediorientali, alcuni dei quali avrebbero legami d'affari con i negoziatori statunitensi. La terza proposta riguarderebbe invece la possibilità di consentire alla Bielorussia, stretta alleata di Mosca, di esportare potassio. Secondo il quotidiano americano, Kiev non avrebbe respinto categoricamente le offerte, chiedendo tuttavia precise garanzie, tra cui il trasferimento all'Ucraina di somme equivalenti a quelle eventualmente sbloccate a favore della Russia e l'impegno a fornire ulteriori aiuti militari in caso di violazione della tregua da parte di Mosca. I negoziati non hanno finora prodotto risultati concreti, mentre il Cremlino ha fatto sapere che non è prevista un'immediata ripresa dei colloqui di pace. 

 

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, e l'ambasciatore ucraino nel Regno Unito ed ex comandante in capo delle Forze armate, Valeriy Zaluzhny, sarebbero i due candidati più votati al primo turno di ipotetiche elezioni presidenziali in Ucraina. Il ricorso alle urne, in realtà, non è una prospettiva a breve termine per il paese che da oltre 4 anni e mezzo è dilaniato dalla guerra iniziata dalla Russia. Zelensky raccoglierebbe il 22,9% delle preferenze, mentre Zaluzhny il 20,2%, secondo un sondaggio della Rating Group condotto dal 3 al 5 ottobre su un campione di mille cittadini ucraini di almeno 18 anni. Seguono l'ex presidente Petro Poroshenko, oggi deputato e leader del partito Solidarietà Europea, e l'ex ministro della Difesa, Mykhailo Fedorov, entrambi al 7,6%. Al 6,7% si trova Kyrylo Budanov, capo dell'Ufficio del presidente ucraino. 

Più indietro l'ex comandante del battaglione Azov, Andriy Biletsky, al 5,4%; il deputato ed ex presidente della Verkhovna Rada, Dmytro Razumkov, al 5,1%; il presentatore televisivo e fondatore della fondazione benefica che porta il suo nome, Serhiy Prytula, al 2,4%; l'ex premier Yulia Tymoshenko all'1,9% e l'ex deputato Yuriy Boyko all'1,4%. Tra gli intervistati, il 4,5% sceglierebbe un candidato diverso da quelli indicati nel sondaggio, mentre il 5,2% dichiara che non andrebbe a votare. Il 9,2%, invece, non ha ancora deciso per chi votare o non sa indicare una preferenza. Il margine di errore è indicato in un massimo di 3,1 punti percentuali. 

 

Trump afferma poi che Washington sta valutando la possibilità di unirsi all'Arabia Saudita in attacchi contro i ribelli Houthi e di riprendere i bombardamenti sull'Iran, dopo il nuovo attacco contro l'aeroporto internazionale Re Khalid di Riad. "Abbiamo appena saputo dell'ultimo attacco, prenderemo una decisione - dice -. Esamineremo la situazione". Giovedì Trump aveva escluso nuovi attacchi statunitensi contro l'Iran prima delle elezioni di metà mandato del prossimo 3 novembre. 

 

Trump annuncia anche che prenderà presto una decisione definitiva sulla possibilità di trasmettere in diretta l'esecuzione di Nidal Hasan, l'ex maggiore dell'esercito americano condannato a morte per la strage di Fort Hood, in Texas. "Mostrandola, forse altre persone non faranno quello che ha fatto lui - risponde -. È un assassino spietato. Ha ucciso 13 persone a sangue freddo e ne ha ferite più di 20. Alcune di quelle persone non potranno mai riavere indietro la propria vita, nel vero senso della parola. È stato spietato, è stato violento". "Ci sono due possibilità: non mostrarla oppure mostrarla - prosegue Trump -. Alla fine prenderò una decisione. So cosa vorrebbero fare i militari, ma prenderemo una decisione". 

 

Trump ha definito Navi Pillay, l'ex responsabile delle Nazioni Unite per i diritti umani a cui è stato assegnato il Nobel per la Pace, una "persona di cui nessuno aveva mai sentito parlare". "Tutto quello che sappiamo è che, a quanto pare, è fortemente anti-israeliana - ha detto ai giornalisti alla Casa Bianca - C'è qualcosa che non va in Norvegia, ve lo dico io". 

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