(Adnkronos) - Una superpetroliera sarebbe stata colpita dall'esplosione di una mina nello Stretto di Hormuz. E' quanto sostengono media iraniani, che citano informazioni diffuse dai Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani. Segnalato un
incendio a bordo della nave. Secondo quanto riportato, la petroliera trasportava più di due milioni di barili di greggio. Per i Pasdaran avrebbe tentato una rotta non autorizzata per il transito nello Stretto di Hormuz con il supporto delle forze americane. Nessun riscontro al momento per la versione fornita dai Pasdaran.
Nuova segnalazione di Ukmto (United Kingdom Maritime Trade Operations) su quanto avvenuto nelle scorse ore al largo della costa saudita. In un nuovo avviso diffuso via X Ukmto riferisce di aver ricevuto informazioni di un "incidente" avvenuto ieri a 78 miglia nautiche a nordest di Al Jubayl, in Arabia Saudita, precisando che il comandante di una petroliera ha riportato di un attacco con "un Rpg" lanciato da una "piccola" unità navale, che ha provocato danni. Nessuna conseguenza per l'equipaggio, si legge.
In precedenza Ukmto segnalava una petroliera colpita ieri da "un proiettile di origine ignota" a 68 miglia nautiche a nordest di Al Jubayl precisando che l'equipaggio è stato trasferito.
Intanto, secondo quanto scrive il Wall Street Journal che cita fonti a conoscenza di informazioni di intelligence saudite e yemenite, il sostegno dell'Iran ha aiutato gli Houthi dello Yemen, che da anni la Repubblica islamica è accusata di appoggiare, a sferrare attacchi sofisticati - sinora i più potenti - contro l'Arabia Saudita e gli alleati yemeniti della monarchia del Golfo. Teheran, si legge, ha assicurato intelligence, consigli tattici, addestramento.
"A livello operativo il legame è molto, molto forte", ha detto al Wsj Danny Citrinowicz, con un passato da numero uno della sezione Iran per l'intelligence israeliana. "L'Iran ha grande interesse nel successo degli Houthi. Danneggia l'Arabia Saudita, fa salire i prezzi del petrolio - ha osservato - Si tratta di un interesse strategico condiviso". E quindi, è l'analisi di Citrinowicz, si tratta di una "cooperazione strategica".
