Israele, Netanyahu senza maggioranza. Ipotesi soldi Qatar a elettori arabi, Commissione elettorale: "Non ci sono elementi"
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Israele, Netanyahu senza maggioranza. Ipotesi soldi Qatar a elettori arabi, Commissione elettorale: "Non ci sono elementi"

Esteri
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(Adnkronos) - Israele in stallo dopo le elezioni. Il blocco del premier israeliano, Benjamin Netanyahu si conferma in testa con 53 seggi dopo la conclusione dello spoglio delle schede elettorali. Ora comunque resta l'attesa per lo spoglio delle

'buste doppie'. La coalizione guidata da Gadi Eisenkot ottiene al momento 48 seggi mentre i partiti arabi arrivano complessivamente a 19 seggi. Per raggiungere la maggioranza erano necessari almeno 61 seggi. 

Il Likud si conferma il partito più votato con 26 seggi alla Knesset, seguito da Yashar con 21, dagli arabi della Lista Unita con 12 e da B'Yachad ('Insieme') con 12 seggi entrambi. Seguono i Democratici con 8, Yisrael Beiteinu 7, Ra'am 7, Giudaismo Unito della Torah 7, Otzma Yehudit 7, Shas 7, Sionismo Religioso 6. 

Il primo ministro israeliano uscente ha intanto scritto su X che "non permetterà" che in Israele venga "formato un governo pericoloso" con i partiti arabi. I principali media arabi vedono i partiti arabi come "ago della bilancia" delle elezioni israeliane, diventate un test sulla sopravvivenza del premier. 

Dal canto suo, Eisenkot punta a formare un nuovo governo in Israele e promette di lavorare per un cambio di rotta dopo il voto. "Siamo concentrati sul difficile compito che ci è stato affidato: portare il cambiamento in Israele e formare un governo di mobilitazione sionista", ha scritto su X, ringraziando gli elettori che hanno sostenuto il suo progetto politico. Eisenkot ha rivendicato il risultato ottenuto in appena un anno con il suo nuovo partito Yashar, definito "una valida alternativa di governo, responsabile e all'altezza delle istituzioni". Nel suo messaggio ha attaccato inoltre il governo di Benjamin Netanyahu che, a suo giudizio, non gode più della "fiducia" degli israeliani ed è "al punto più basso" in 20 anni. 

 

"Le elezioni per la Knesset si sono svolte nel rispetto della legge. L'integrità del voto nei seggi elettorali è stata rigorosamente tutelata e, per quanto ne sappiamo, non vi sono elementi a sostegno delle accuse di violazioni sistematiche della regolarità elettorale". Lo ha dichiarato il direttore generale ad interim della Commissione elettorale centrale israeliana, Dean Livne, respingendo le accuse di brogli diffusi nelle elezioni di martedì. In una lettera al deputato di Yesh Atid Vladimir Beliak, membro della Commissione, Livne ha inoltre precisato che la richiesta del presidente dell'organismo, il giudice Noam Sohlberg, di avviare un'indagine dello Shin Bet riguarda informazioni di intelligence classificate che richiedono ulteriori approfondimenti e che non sono ancora state verificate. 

La precisazione è arrivata dopo le accuse di brogli elettorali da parte del premier Netanyahu e i suoi alleati, secondo cui il voto sarebbe stato alterato da iniziative finanziate dall'estero - Qatar e Turchia - per aumentare l'affluenza degli elettori arabi. 

 

Il Likud del primo ministro Netanyahu ritiene che il Qatar e la Turchia siano le fonti dei finanziamenti che sarebbero stati inviati a gruppi impegnati a mobilitare gli elettori tra i cittadini arabi. La vicenda è attualmente oggetto di un’indagine dello Shin Bet. E' quanto riferiscono i media israeliani. L’indagine, sottolinea il canale israeliano 'N12', si basa su informazioni di intelligence giunte allo Shin Bet e presentate al presidente della Commissione elettorale centrale, il giudice della Corte Suprema Noam Solberg 

Secondo le ricostruzioni dei media israeliani, scrive 'The Times of Israel', "i canali utilizzati per inviare apparentemente i fondi alle organizzazioni sono molto simili a quelli impiegati in passato per finanziare attività terroristiche". Questa mattina, Solberg ha ordinato al capo dello Shin Bet, David Zini, di avviare un’indagine sulle "sospette interferenze finanziarie straniere e sul sospetto di corruzione elettorale da parte di soggetti stranieri". 

Prima dell’apertura dei seggi, alcuni media israeliani avevano riferito che il Likud intendeva contestare i risultati nelle località arabe e sostenere che le elezioni fossero state "rubate" nel caso in cui Netanyahu non avesse vinto. Secondo le stesse fonti, il partito aveva già preparato una serie di reclami e accuse di frode elettorale. Già nella giornata di oggi, la polizia aveva respinto le affermazioni del Likud, dichiarando che "non vi sono prove a sostegno" di tali accuse. 

Anche il presidente israeliano Isaac Herzog ha parlato con il presidente della Commissione elettorale centrale, Noam Sohlberg, e con il capo dello Shin Bet, David Zini, in merito alla richiesta di Sohlberg di indagare sulle accuse di interferenze straniere nel voto. Herzog ha sottolineato la necessità di un'indagine "approfondita", mettendo al contempo in guardia dal rischio di "gettare discredito" sull’intera comunità araba. "Sto seguendo da vicino gli sviluppi dell’indagine sui sospetti riportati questa mattina", ha sottolineato Herzog in un intervento presso la residenza presidenziale. 

"L’integrità delle elezioni - sottolinea Herzog secondo quanto riferisce 'The Times of Israel' - è un valore fondamentale in una democrazia. Le prove e i sospetti devono essere esaminati a fondo e i responsabili devono essere indagati e puniti nella misura massima prevista dalla legge. Ma anche in un momento come questo, dobbiamo evitare di gettare discredito su un’intera comunità che ha cercato di esercitare il proprio diritto di voto e di partecipare attivamente alla democrazia", ha aggiunto, dopo la denuncia di Netanyahu e dei sui alleati. 

Herzog ha inoltre rinnovato il suo appello ai politici affinché affrontino i prossimi negoziati per la formazione della coalizione di governo con una mentalità "aperta" e cerchino di ottenere soltanto "ciò che è nel migliore interesse del Paese". 

 

Il leader del partito Yashar Eisenkot accusa intanto Netanyahu di cercare di delegittimare le elezioni. "Mi congratulo con Netanyahu per aver finalmente condannato il coinvolgimento del Qatar nello Stato di Israele", sottolinea Eisenkot con tono sarcastico riferendosi alle indagini in corso sul caso 'Qatargate' in cui gli ex consiglieri Yisrael Einhorn e Yonatan Urich sono accusati di aver svolto attività di pubbliche relazioni per conto del Qatar mentre erano alle dipendenze dell’Ufficio del Primo Ministro. "Il coinvolgimento straniero in Israele è una questione inaccettabile e gravissima, specialmente quando riguarda un Paese che finanzia e sostiene l’organizzazione di Hamas", sottolinea Eisenkot secondo quanto riferisce 'The Times of Israel'. "È grave quando avviene nell’Ufficio del Primo Ministro ed è grave se si verifica nel sistema elettorale". 

Eisenkot sostiene che Netanyahu "si è abituato ad affrontare la realtà ricorrendo a menzogne, manipolazione dell’informazione e seminando il caos" e sta conducendo "un’operazione di influenza illegittima sull’opinione pubblica israeliana volta a ritardare la pubblicazione puntuale dei risultati elettorali e a creare una finta delegittimazione delle attività della 26ª Knesset". 

Il leader di Yashar sostiene che sia inaccettabile che Netanyahu stia cercando di utilizzare un’indagine ancora in corso "per minare i risultati elettorali ufficiali". Eisenkot chiede un’indagine "imparziale, approfondita e immediata" ed esige che si agisca con un "pugno di ferro" contro chiunque metta a repentaglio l’integrità delle elezioni. "Ogni decisione relativa alle elezioni deve essere presa con la massima serietà e con la consapevolezza che la costituzione della 26ª Knesset deve avvenire nei tempi previsti", sottolinea Eisenkot. "Realizzare la volontà degli elettori attraverso elezioni democratiche è un elemento fondamentale della democrazia israeliana e della resilienza nazionale". 

 

La presunta interferenza elettorale da parte del Qatar sarebbe di portata assai inferiore a quanto emerso con alcune notizie. A dichiararlo ai media israeliani Ynet e Kan sono stati alcuni funzionari. "Si tratta di una vicenda molto più circoscritta di quanto si voglia far credere. Non è un episodio inedito. Semplicemente, in questo caso è stata superata una soglia probatoria tale da rendere necessaria un'indagine", ha dichiarato al portale di notizie Ynet una fonte, descritta come "non politica". 

Analogamente altre fonti, informate sui dettagli dell'indagine condotta dallo Shin Bet, hanno riferito all'emittente pubblica Kan che i sospetti al vaglio degli investigatori riguardano questioni di portata relativamente limitata. Precedentemente, sempre oggi, Dean Livne, direttore generale della Commissione elettorale centrale, aveva dichiarato a Kan che "non vi è alcun fondamento" per le accuse di "furto elettorale". 

"Abbiamo ricevuto dal partito Likud e da altre formazioni politiche un elenco di accuse, non di prove. Alcune sono fondate, altre forse no", ha affermato. 

 

Il Qatar respinge le accuse "formulate da alcuni politici israeliani e dai loro contatti nei media" su una possibile interferenza di Doha nelle elezioni israeliane. "Respingiamo categoricamente le accuse secondo cui il Qatar avrebbe interferito nelle elezioni israeliane o finanziato attività finalizzate a influenzarne il risultato", ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar,Majed Al Ansari. "Accusano il Qatar di aver comprato Benjamin Netanyahu, la sinistra politica israeliana e ora, in quest’ultima campagna, anche il voto arabo… Queste accuse sono tanto ridicole quanto pericolose", ha aggiunto. 

 

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