(Adnkronos) - C'è l'urgenza di far sentire la propria "voce" dietro la scelta di dimissioni anticipate della presidente della Bce Christine Lagarde, mentre il vento euroscettico dell'estrema destra soffia forte in Francia. Già
Lagarde annuncia la dipartita da Francoforte con ragionevole anticipo, presiederà altre due riunioni, quella di dicembre e l'ultima, il 4 febbraio. "Voglio avere la libertà di parola, la libertà di espressione e la libertà di impegnarmi su questioni che non riguardano la politica monetaria", dice con visibile commozione in conferenza stampa dopo il Consiglio direttivo che ha lasciato invariati i tassi di interesse. "La mia voce può aiutare su questioni che ho a cuore", scandisce. Elegante come sempre in tailleur chiaro, capelli d'argento, due cerotti sotto sulla guancia, la presidente dell'Eurotower assicura che non ci sarà "nessun limbo", e che ci sarà un sostituto. Tra i favoriti alla successione, l'ex governatore della Banca centrale olandese, il 'falco' Klaas Knot, e l'ex governatore della Banca centrale spagnola Pablo Hernandez De Cos.
"Mi è stato chiesto se non ritengo di poter rimanere neutrale e non credo di poterlo fare. In questo momento non mi sentirei a mio agio mantenendo questa neutralità, sono interessata alla verità e vedo che molto spesso viene danneggiata e contraddetta con rappresentazioni distorte", dice ancora dal podio della conferenza stampa a Francoforte.
La scelta di Lagarde arriva mentre l'inflazione non arresta la sua corsa sotto il peso dello shock energetico preannunciandosi "ben oltre il target anche nei prossimi trimestri", spiega. Ma la Francia chiama e l'ex titolare di Bercy è considerata una riserva della Repubblica, una carta vincente per salvare la stabilità politica ed economia dell'Esagono in una fase di alto deficit e turbolenze sui mercati. (di Luana Cimino)
