Elezioni midterm Usa, per i sondaggi sarà onda blu senza precedenti: ma fino a che punto ci si può fidare?
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Mar, Nov

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Elezioni midterm Usa, per i sondaggi sarà onda blu senza precedenti: ma fino a che punto ci si può fidare?

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(Adnkronos) - Un'onda blu senza precedenti, non paragonabile a quelle precedenti, che potrebbe attraversare roccaforti Gop come il Texas e Kansas con risultati impensabili fino a pochi mesi fa. E' questo lo scenario che emerge dagli ultimi

sondaggi alla vigilia dell'Election Day, in particolare i Final Polls del New York Times che descrivono una situazione di vantaggio per i dem in tutti i sette stati che saranno decisivi per il controllo del Senato: Michigan, Kansas, Texas, Maine, Ohio e, anche se per un soffio, in Alaska e Iowa. 

Risultati così positivi, per esempio un vantaggio di 11 punti di Abdul El Sayed su Mike Rogers in Michigan, che spinge lo stesso giornale americano a chiedersi se ci si può fidare di questi sondaggi, avvisando che non è la prima volta dall'inizio dell'era Trump che pronostici positivi per i democratici poi si sono rivelati sbagliati nel segreto dell'urna. Secondo il Times "c'è la reale possibilità" che questo possa succedere di nuovo: "I sostenitori del presidente Trump sono tendenzialmente restii a rispondere ai sondaggi, cosa che introduce quindi il rischio costante di un errore di valutazione".  

In ogni caso, il vantaggio dei dem appare tale che potrebbe portare a una loro vittoria anche con un errore di calcolo del peso del voto repubblicano, anche perché - ricorda il Times - queste elezioni offrono la possibilità di dare un giudizio su un presidente altamente impopolare: solo Harry Truman nel 1946 ha affrontato le elezioni di midterm con un tasso di popolare più basso di quello attuale di Trump, intorno al 35%. Trump risulta impopolare, per la prima volta, anche tra elettori repubblicani, con un tasso di popolarità almeno 12 punti più basso di quello che aveva nel 2018, quando alle elezioni di midterm vi fu una 'blue wave" che permise di ottenere una solida maggioranza alla Camera, ma non di strappare seggi ai repubblicani al Senato.  

 

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