(Adnkronos) - Una società che forniva, secondo gli inquirenti, siti Internet di trading fraudolenti a gruppi criminali, che li utilizzavano per truffare risparmiatori in oltre cinquanta Paesi. A smantellarla è stata un'operazione
Nel corso di un'azione coordinata avvenuta oggi, informa l'Europol, sono stati sequestrati più di 100 server e sette persone sono state arrestate.
L'operazione, diretta dalla Procura tedesca di Itzehoe, nello Schleswig-Holstein, ha preso di mira una società collegata ad operatori di call center che, secondo le accuse, convincevano le vittime a consegnare i propri risparmi.
Gli investigatori stimano perdite superiori ai 4 milioni di euro. Le autorità hanno effettuato perquisizioni in 17 sedi, sequestrando server, altre prove e beni. I sette arrestati attendono ora di essere estradati in Germania.
L'intervento giunge al termine di quattro anni di indagini, che avevano già visto precedenti operazioni nel 2022 e nel 2025. Gli elementi raccolti durante le indagini hanno portato a individuare la società che, da Cipro e Israele, gestiva quello che viene definito un modello di 'criminalità come servizio' (crime-as-a-service). Gli investigatori hanno inoltre identificato presunti clienti che gestivano call center fraudolenti in Albania, Kosovo e Macedonia del Nord.
Il meccanismo prometteva rendimenti rapidi e sostanziosi attraverso il trading di criptovalute, valute estere o azioni. Dietro le piattaforme apparentemente legittime, i finti broker dichiaravano profitti inesistenti ed esercitavano una costante pressione psicologica per spingere le vittime a investire somme sempre maggiori.
L'indagine ha inoltre evidenziato l'abuso dell'affiliate marketing, una tecnica di web marketing, per attirare potenziali vittime. Annunci ingannevoli indirizzavano gli utenti verso piattaforme di investimento fraudolente, sfruttando la loro fiducia nelle promozioni online.
I dati personali raccolti attraverso questo processo venivano venduti a gruppi criminali che gestivano call center. Gli operatori contattavano quindi le potenziali vittime, proponendo presunte opportunità di investimento, trasformando il loro interesse iniziale in continue richieste di denaro.
Inizialmente, le vittime venivano incoraggiate a trasferire una piccola somma. Sui loro conti online apparivano poi profitti fittizi, che conferivano alla piattaforma un'apparenza di credibilità e facevano apparire l'investimento come un successo.
I finti broker sfruttavano questi guadagni apparenti per spingere le vittime a trasferire somme di denaro sempre più elevate. Quando le vittime chiedevano di prelevare il proprio denaro, gli operatori ricorrevano a tattiche dilatorie per bloccare i pagamenti. Alla fine, ogni contatto veniva interrotto, lasciando le vittime nell'impossibilità di recuperare i propri soldi.
L'indagine ha avuto inizio nel 2022, in seguito alla segnalazione di una coppia tedesca, che non riusciva a prelevare il denaro investito tramite una piattaforma di trading online. Una prima operazione internazionale, condotta nello stesso anno, ha portato a due arresti e al sequestro di prove.
L'analisi supportata da Europol ha consentito agli investigatori di sviluppare il caso, individuando altri sette sospettati, tra cui i presunti responsabili dei call center coinvolti.
Una seconda operazione, nel 2025, ha portato a ulteriori arresti, nonché al sequestro di denaro e prove. L'analisi del materiale rinvenuto ha permesso di identificare il presunto fornitore dell'infrastruttura e i suoi legami con i gestori dei call center, aprendo la strada all'operazione di oggi.
Europol ha aiutato gli investigatori a trasformare i dati operativi in informazioni utili alle indagini, coordinando l'attività investigativa transfrontaliera.
Il Centro europeo per la criminalità finanziaria ed economica (Efecc) di Europol ha fornito analisi approfondite, incrociato i dati con quelli presenti nei database dell'agenzia e riunito gli investigatori nazionali per pianificare l'azione congiunta.
Durante l'operazione, Europol ha inviato i propri esperti in Albania e Kosovo per supportare le attività di analisi forense digitale ed effettuare verifiche immediate nei database dell'agenzia. Un centro di comando virtuale (Virtual Command Post) ha inoltre fornito supporto all'intervento coordinato.
Eurojust ha sostenuto l'esecuzione di ordini europei di indagine, mandati d'arresto europei e provvedimenti di sequestro. Nell'Agenzia sono state istituite due squadre investigative comuni: una che ha coinvolto Albania, Germania e Polonia, e l'altra Albania e Kosovo. Le azioni giudiziarie di oggi sono state coordinate dalla sede di Eurojust all'Aja.
