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Mar, Ott

Gaza, raffica di razzi contro Israele: sirene d'allarme a Tel Aviv

Esteri
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Cresce il conflitto israelo-palestinese. Nella notte le sirene d'allarme sono suonate a Tel Aviv e nelle città circostanti, per segnalare razzi in arrivo. Gli allarmi, riferisce il Times of Israel, sono stati lanciati anche ad Ashdod, Ashkelon e in Cisgiordania. Diversi missili, si legge sul Times of Israel, sono stati intercettati dal

sistema di difesa antimissile 'Iron Dome', nel frattempo entrato in azione. Non si hanno al momento notizie di vittime in conseguenza del nuovo attacco. Ma, secondo quanto si legge sull'account Twitter dell'Idf, le forze armate israeliane, "Hamas ha lanciato una pesante raffica di razzi da Gaza verso le zone centrali e meridionali di Israele. Uomini, donne, bambini e anziani sono nei rifugi per proteggersi dai razzi lanciati contro di loro". Poche ore prima Hamas aveva emesso un avviso che avrebbe rinnovato il lancio di razzi al centro di Israele dopo la mezzanotte ora locale. Di conseguenza, l'aviazione israeliana ha lanciato un'intensa serie di raid aerei sulla Striscia di Gaza. 

Israele al momento non intende interrompere l'offensiva militare contro Hamas. L'operazione in corso proseguirà "per il tempo necessario", ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Netanyahu ha ringraziato il presidente americano Joe Biden per il suo fermo sostegno ed ha sottolineato che Israele sta facendo il possibile per evitare vittime tra i civili. Parlando delle violenze da parte di arabi in Israele Netanyahu ha usato il termine "terrorismo" ed ha avvertito che "chiunque agirà come un terrorista verrà trattato come tale". "Ci aspettiamo giorni non facili, ma saremo uniti e forti", ha detto Netanyahu. "Dobbiamo ricordare e dirci questo: abbiamo ragione e non possiamo venire a patti con questo terrore, con questa ferocia, con questa violenza", ha aggiunto in una dichiarazione riportata dal Times of Israel. Il primo ministro israeliano esorta la popolazione a rimanere vicino ai rifugi antiaerei. 

Le varie iniziative per fermare le ostilità sono state respinte dalla leadership israeliana. "Non è il momento per un cessate il fuoco. Continuiamo", ha riferito una fonte governativa israeliana, citata dall'emittente Channel 12. Secondo la fonte, le discussioni per un eventuale tregua sono rinviate alla prossima settimana. 

Distrutto palazzo dei media  

Nel pomeriggio le forze israeliane hanno distrutto la torre Al Jalaa a Gaza City, un alto edificio dove avevano sede diversi media, fra cui Al Jazeera e l'agenzia stampa Associated press. Times of Israel ha mostrato un video dell'edificio che si sbriciola in una nuvola di polvere. Le forze israeliane avevano avvertito gli occupanti dell'edificio con un'ora di anticipo sull'attacco. C'è stato anche un avvertimento con il sistema del 'roof knocking', ovvero un razzo contro il tetto che non ha causato seri danni 

Secondo l'esercito israeliano, nell'edificio si trovavano anche "risorse militari" usate dall'intelligence di Hamas, accusato di "nascondersi dietro" gli uffici della stampa internazionale usando gli operatori dell'informazione "come scudi umani". "Il gruppo terrorista Hamas piazza intenzionalmente le sue risorse militari nel cuore della popolazione civile a Gaza", si legge in una dichiarazione. I un secondo comunicato, l'Idf ha spiegato che oltre ad essere utilizzato dall'unità di ricerca e sviluppo dell'intelligence militare di Hamas, l'edificio ospitava altri uffici di Hamas e della Jihad islamica. Secondo quanto sostiene l'Idf, l'unità di Hamas si è resa responsabile di numerosi "atti di sabotaggio" contro Israele ed è in possesso della "tecnologia di maggior valore" a disposizione di Hamas.  

L'emittente panaraba Al Jazeera ha confermato la distruzione dei propri uffici a Gaza. L'emittente ha citato il proprio corrispondente Youmna al-Sayed, che ha riferito che le Forze di difesa israeliano avevano dato al proprietario del palazzo un'ora di tempo per l'evacuazione. "La distruzione è massiccia. Centinaia di famiglie hanno ora evacuato l'edificio, e l'edificio accanto ad esso, e quello di fronte, che significa che altre famiglie si sono unite alla lista delle migliaia di famiglie che al momento nella Striscia di Gaza sono sfollate", ha detto al-Sayed. "Nessun posto a Gaza ora sembra sicuro", ha aggiunto il giornalista.  

Si dice "scioccata e inorridita" l'Associated Press. Si tratta di uno "sviluppo incredibilmente inquietante", afferma Gary Pruitt, amministratore delegato di AP, sottolineando che "abbiamo evitato per poco una terribile perdita di vite". Pruitt spiega che l'agenzia è stata avvertita in anticipo dell'imminente bombardamento dell'edificio ed è riuscita a fare evacuare in tempo il proprio staff. "Stiamo chiedendo informazioni al governo israeliano e siamo in contatto col dipartimento di Stato Usa per saperne di più", aggiunge l'ad dell'agenzia.  

Hamas: colpiremo Tel Aviv  

Abu Obeida, portavoce dell'ala militare di Hamas, minaccia nuovi razzi contro Tel Aviv dopo che gli israeliani hanno distrutto la torre. "Dopo il bombardamento di un edificio civile e Gaza, i residenti di Tel Aviv e del centro d'Israele devono stare attenti", ha detto il portavoce, citato da Times of Israel. 

Casa Bianca  

Sull'accaduto è intervenuta anche la Casa Bianca: "Abbiamo comunicato direttamente agli israeliani che garantire la sicurezza dei giornalisti e dei media indipendenti è una responsabilità fondamentale", afferma in un tweet la portavoce Jen Psaki. 

E, nel corso di una conversazione telefonica con il presidente americano Joe Biden, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che "Israele sta facendo di tutto per evitare di danneggiare civili innocenti e la prova di ciò sta nel fatto che nelle torri dove ci sono obiettivi terroristici attaccati dalle Forze di Difesa israeliane, viene prima dato loro il tempo di allontanarsi". E' la seconda volta questa settimana che Netanyahu parla con Biden sulla situazione in Israele e Gaza, secondo quanto riportato dal suo ufficio. Nel corso della telefonata Netanyahu ha aggiornato Biden sulle operazioni condotte a Gaza e sui passi futuri che intende intraprendere, ringraziando il presidente americano per il "fermo sostegno" degli Stati Uniti rispetto al diritto di Israele a difendersi. 

Bidean ha parlato anche con il presidente dell'Autorità palestinese Mahmoud Abbas. I due leader, ha riferito il ministro dell'Autorità palestinese Hussein al-Sheikh, molto vicino ad Abbas, "hanno discusso gli ultimi sviluppi" della situazione a Gaza. Si tratta della prima telefonata tra i due leader, da quando Biden ha avviato la sua Presidenza.  

Intanto, a quanto si apprende, questo pomeriggio il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha sentito telefonicamente l’alto rappresentante Ue Josep Borrell. Al centro della telefonata la situazione in Medio Oriente e la necessità di organizzare a stretto giro una riunione straordinaria tra i ministri degli esteri europei. 

Uccisi due membri della Jihad Islamica  

I caccia israeliani hanno colpito ed ucciso due membri della Jihad Islamica coinvolti nel lancio di razzi verso il territorio israeliano. A renderlo noto sono state le forze di difesa israeliane precisando che uno di loro è stato colpito a Khan Younis, l'altro nei campo rifugiati di al-Muazi. Un caccia israeliano ha inoltre colpito la casa di Raed Sa’ad, capo del comando operazioni speciali di Hamas per la Striscia di Gaza. A renderlo noto sono state le Forze di Difesa israeliane, con una dichiarazione in cui si afferma che l'obiettivo colpito serviva da 'infrastruttura militare'. 

 

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