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Gio, Giu

Raid su Gaza, colpiti 15 chilometri di gallerie

Esteri
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Raid aereo di Tel Aviv contro la città di Gaza. Le esplosioni, riporta Times of Israel, hanno scosso questa mattina la zona da nord a sud per 10 minuti in un attacco che è stato sempre più intenso, più ampio e più prolungato dei raid aerei, condotti il giorno prima in cui 42 palestinesi erano stati uccisi. 

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"Nel quadro dell'attacco, sono stati presi di mira 35 bersagli dei terroristi nel giro di circa 20 minuti". Così un portavoce della Forze di Difesa israeliane ha riassunto le operazioni aeree condotte in nottata contro la Striscia. I caccia coinvolti sono stati 54, le bombe di precisione lanciate 110. Sono stati colpiti 15 chilometri di gallerie sotterranee. “Questo attacco rientrava in un'ampia operazione delle forze di difesa per danneggiare significativamente il sistema sotterraneo delle organizzazioni terroristiche a Gaza", hanno reso noto le forze di difesa. 

Le forze di difesa, parlando di "attacchi su vasta scala", hanno indicato tra i bersagli colpiti le abitazioni di nove comandanti di Hamas nella Striscia di Gaza: "Le case prese di mira venivano usate come infrastrutture terroristiche tanto che in alcune di esse sono stati trovati depositi di armi", ha reso noto l'esercito. Tra i bersagli, le case del comandante di brigata di Hamas di Beit Hanoun, di quello di compagnia dell'organizzazione a Beit Hanoun, di Gaza City e del comandante di compagnia di al-Shati.  

In nottata i razzi lanciati dalla Striscia hanno preso di mira, inoltre, diverse città israeliane, tra cui Beersheba, Ashkelon e le comunità circostanti. Dall'inizio dell'escalation tra Hamas e Israele, rende noto l'esercito israeliano, sono ''1.180 gli obiettivi di gruppi terroristici palestinesi'' colpiti dalle forze della difesa israeliana nella Striscia di Gaza.  

Sono 218 le vittime palestinesi, 197 delle quali nella sola Striscia di Gaza dall'inizio dei raid israeliani sferrati come rappresaglia contro il lancio di razzi verso il territorio israeliano. Tra le vittime, 58 sono minori. Questo l'ultimo bilancio fornito dal Ministero della Sanità palestinese, che precisa che 197 persone sono morte a Gaza e a queste vanno aggiunte i 21 morti in Cisgiordania, uccisi dai colpi sparati dalle forze di sicurezza israeliane. I feriti sono 1.235 a Gaza e 4.360 in Cisgiordania, secondo quanto riporta l'agenzia Wafa. 

Sono circa 3.150 i razzi sparati dalla Striscia di Gaza verso Israele dall'inizio dell'escalation, 460 dei quali sono caduti all'interno dell'enclave palestinese. Lo riferiscono le Forze della Difesa israeliana aggiungendo che circa il 90 per cento dei razzi lanciati da Hamas è stato intercettato dal sistema di difesa missilistica Iron Dome. 

Sono circa 42mila i palestinesi nella Striscia di Gaza costretti a lasciare le proprie abitazioni, a seguito degli attacchi israeliani contro Hamas. Lo ha riferito un portavoce dell'Unrwa, l'agenzia Onu per i palestinesi. Gli sfollati hanno trovato rifugio in 50 scuole gestite dall'agenzia, mentre oltre 2.500 persone sono rimaste senza casa per la distruzione delle loro abitazioni nei bombardamenti. 

In una nota diffusa dalla presidenza turca si legge che durante un colloquio telefonico il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha chiesto a Papa Francesco di agire insieme per ''fermare le atrocità'' in atto, ringraziandolo per le posizioni espresse finora. Inoltre il presidente turco ha auspicato che il Vaticano sostenga le sanzioni contro Israele per le sue ''pratiche disumane e illegali che violano lo status di Gerusalemme''. 

Erdogan ha inoltre sottolineato che Israele, bloccando l'accesso alla Moschea di Al-Aqsa e alla Chiesa del Santo Sepolcro, limita la libertà di culto e sta mettendo in pericolo la sicurezza regionale. ''L'umanità interna dovrebbe mostrarvi unita contro Israele che non esita di attaccare i luoghi sacri'', ha aggiunto. ''Non solo i palestinesi, ma tutti i musulmani, i cristiani e l'umanità interna è nel mirino degli attacchi compiuti da Israele''. 

 

"La violenza deve cessare immediatamente" twitta il segretario di stato americano Antony Blinken, annunciando di aver parlato ieri con il ministro degli Esteri egiziano Sameh Hassan Shoukry delle violenze in Israele, Cisgiordania, Gaza. "Tutte le parti devono favorire una de-escalation delle tensioni" aggiunge. Il segretario di stato americano ha avuto colloqui anche con il ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani e il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan.  

 

 

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