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Sab, Ott

Messico, volontario italiano ucciso nel Chiapas

Esteri
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Un volontario italiano è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco domenica sera a San Cristobal de Las Casas nel Chiapas, in Messico. Si tratta di Michele Colosio, 42 anni, raggiunto da quattro colpi di pistola a un isolato di distanza da casa sua, di ritorno dai festeggiamenti per la finale degli Europei. La vittima viveva in Messico da

più di dieci anni e questa sera sarà ricordato con una cerimonia nella Piazza della Cattedrale di Brescia.  

"Michele Colosio è stato ucciso ieri sera. Il suo sorriso noto e largo si è spento, lo hanno ucciso in un assalto, a un isolato da casa sua, tornando dai festeggiamenti per la finale degli Europei. Era così felice", si legge in un post sul profilo Facebook della Casa de la Salud Comunitaria Yi' bel ik'Raiz del Viento di San Cristobal de las Casas, il centro di supporto a cui collaborava.  

FARNESINA  

L’ambasciata d’Italia a Città del Messico, in stretto raccordo con la Farnesina, sta seguendo il caso. L’ambasciata è in contatto sia con le autorità di polizia messicane per seguire lo sviluppo della vicenda, sia con i familiari della vittima, a cui sta prestando la massima assistenza, si legge in una nota della Farnesina. 

SINDACO  

"Non conoscevo Michele personalmente, ma in tanti me ne hanno parlato come un ragazzo davvero molto buono, credo che sia l'aggettivo che più sintetizza la sua persona dai racconti degli amici. Per ora non ho avuto nessun contatto con famiglia per rispetto del dolore che stanno provando, poi avrò modo di sentirli per portare le condoglianze della comunità", commenta Giacomo Marniga, sindaco di Borgosatollo all'Adnkronos. "Tra settembre e ottobre dello scorso anno è stato qui a trovare la mamma", spiega il primo cittadino. "Michele aveva perso il papà alcuni anni fa e il fratello vive all'estero", racconta. "Per ora non abbiamo definito nulla, stiamo valutando" se proclamare il lutto cittadino, conclude il sindaco. Michele da una decina d'anni faceva la spola tra il paese della Bassa Bresciana, dove era ancora residente, e il Messico in cui aveva avviato dei progetti di cooperazione e volontariato.  

CASA SALUD  

"Michele è nato in Italia ma è sempre stato un cittadino del mondo, viveva in Messico da più di 10 anni e aveva una grande rete di amicizie, grande come il suo cuore. Artigiano, viaggiatore, pastore di capre, contadino, meccanico di bici e tutto quello che gli veniva in mente di imparare, Michele nella sua gioventù ha studiato e lavorato come radiologo" all'ospedale di Brescia, poi la scelta di appoggiare i progetti in Messico "convinto che bisognava dare, bisognava aiutare, bisognava fare popolo nella fratellanza, senza distinzioni di lingue, confini e colore di pelle".  

Il 42enne di Borgosatollo (Brescia) "è morto dopo un assalto, uno dei tanti che ogni giorno si danno nel villaggio magico di San Cristoforo, una città già alla mercé di tanti gruppi armati. Il marciume istituzionale, la povertà diffusa e l'impunità hanno trasformato questa bella città in un inferno. Lo denunciamo da anni e resistiamo, non ci fermiamo. Ciao Michele, ci vediamo in giro".  

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