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Dom, Ott

Covid oggi Austria, maxi focolaio fra sciatori: anche Kurz nel mirino

Esteri
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Si apre oggi a Vienna la prima causa civile intentata per il maxi focolaio di coronavirus che nel marzo del 2020 si è registrato nella località sciistica di Ischgl, in Austria. Nel comprensorio sciistico migliaia di persone, provenienti da 45 paesi diversi, furono contagiate. I querelanti accusano le autorità austriache di

non aver risposto in modo efficace e repentino ai focolaio che sono emersi a Ischgl, ma anche in altre località del Tirolo. Lo riportano i media austriaci. 

Tra i querelanti anche la vedova e il figlio di Hannes Schopf, morto all'età di 72 anni dopo essere stato contagiato dal Covid-19 nella località turistica, che chiedono un risarcimento di 100mila euro alle autorità austriache. L'avvocato Alexander Klauser, che rappresenta la famiglia Schopf e altri, ha parlato di gravi carenze che hanno portato la zona a diventare un maxi focolaio, di aver ''agito troppo tardi'' e di aver commesso ''gravi errori di calcolo''. Le autorità austriache, ha proseguito, hanno fatto ''troppo poco, troppo tardi''. 

Quando la valle è stata finalmente messa in quarantena, un'evacuazione ordinata dell'area è stata ''ostacolata'' dal modo caotico con cui è stata annunciata e organizzata, ha continuato Klauser, puntando il dito anche contro il cancelliere Sebastian Kurz. Secondo la vedova di Schopf, il giornalista in pensione e appassionato sciatore ha contratto il virus durante l'evacuazione su un autobus, dove era stipato insieme ad altri turisti che hanno starnutito e tossito per tre ore. 

Dopo essere rientrati, molti turisti contagiati hanno contribuito a diffondere il coronavirus nei rispettivi paesi. 

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