(Adnkronos) - Crisi Ucraina-Russia, le autorità militari russe hanno annunciato un nuovo ritiro delle loro forze al confine. Ma gli Usa ieri hanno definito falsa la notizia del parziale ritiro per una de-escalation della crisi. Anzi, negli ultimi giorni la Russia ha aumentato secondo gli Stati Uniti la sua presenza lungo il confine
ucraino di ben 7.000 soldati "con alcune" nuove truppe arrivate mercoledì.
Le autorità militari russe hanno assicurato che nuove unità corazzate del Distretto militare occidentale hanno iniziato a ritirarsi da un'area vicino al confine con l'Ucraina per rientrare nelle loro caserme, una volta completate alcune manovre in questa zona del Paese. Il ministero della Difesa russo ha indicato sul proprio sito web che queste unità corazzate "hanno iniziato a muoversi verso il loro punto di schieramento permanente dopo aver completato le esercitazioni previste nelle aree di addestramento". Sebbene non abbia specificato la loro destinazione, il ministero ha evidenziato che percorreranno una distanza di circa mille chilometri. "All'arrivo al punto di schieramento permanente, il personale militare dovrà svolgere compiti di manutenzione sull'equipaggiamento militare e prepararlo per le nuove attività di addestramento al combattimento previste durante il periodo di addestramento invernale", ha affermato il ministero della Difesa.
Il ministero ha inoltre annunciato in un secondo comunicato che venti navi da guerra hanno iniziato le manovre nel Mar Caspio dopo aver lasciato il porto di Makhachkala. Alle esercitazioni partecipano una fregata, sei corvette, imbarcazioni di artiglieria e rilevatori di mine. "L'equipaggio delle navi della Flottiglia del Caspio dovrà svolgere mirati compiti di addestramento al combattimento in condizioni ambientali difficili e agire in base a varie indicazioni provenienti dal posto di comando della flotta", viene spiegato.
Già nei giorni scorsi la Russia aveva annunciato il ritiro delle forze dalla zona di confine con l'Ucraina, compresa la penisola di Crimea, nonostante gli Stati Uniti si siano mostrati scettici riguardo alle affermazioni di Mosca. E ieri, un alto funzionario Usa ha affermato che di fatto il numero delle truppe russe è aumentato di 7mila unità negli ultimi giorni.
Gli Stati Uniti ora sanno che l'annuncio di Mosca sul parziale ritiro era falso: "Ogni elemento raccolto indica la loro volontà di offrirsi in pubblico di parlare, rivendicare una de-escalation mobilitandosi intanto in privato per la guerra", ha aggiunto. Ci sono anche ulteriori informazioni che la Russia potrebbe "avanzare un falso pretesto in qualsiasi momento per giustificare un'invasione dell'Ucraina", ha detto ancora, citando come esempio una potenziale provocazione nella regione orientale ucraina del Donbas.
"Non dobbiamo farci illusioni sul fatto che la Russia possa trascinare tutto questo molto più a lungo con uno stratagemma volto a passare settimane, se non mesi, a sovvertire l'Ucraina e sfidare l'unità dell'Occidente". A scriverlo, sul Daily Telegraph, è Liz Truss, ministro degli Esteri del governo di Londra. "Non dobbiamo lasciarci cullare da un falso senso di sicurezza perché la Russia afferma che alcune truppe stanno tornando nelle loro caserme, mentre in realtà la mobilitazione militare russa non mostra segni di rallentamento. Al momento non ci sono prove che i russi si stiano ritirando dalle regioni di confine vicino all'Ucraina", sottolinea.
Telefonata Biden-Scholz
“Continua a sussistere il rischio di un'ulteriore aggressione militare da parte della Russia contro l'Ucraina ed è richiesto il massimo livello di vigilanza; non è stato ancora osservato un ritiro significativo delle truppe russe”. E' quanto si leggeva ieri in una nota del governo tedesco dopo una telefonata tra il cancelliere Olaf Scholz e il presidente Usa Joe Biden.
“Entrambi hanno convenuto che la situazione nella regione deve essere valutata come estremamente grave in vista del massiccio accumulo di truppe russe nella zona di confine con l'Ucraina", riferiva ancora una nota del governo tedesco.
Blinken
"Gli Stati Uniti non rilevano alcun ritiro di truppe dal confine ucraino da parte della Russia", ha detto il segretario di Stato Antony Blinken, in un'intervista all'emittente ucraina Ictv. "Non abbiamo ancora visto una rimozione delle forze che circondano l'Ucraina, alcun ritiro, alcun termine delle cosiddette esercitazioni nelle quali la Russia sostiene di essere impegnata", ha detto ieri Blinken. Washington e i suoi alleati, ha aggiunto, sono preparati a tutti gli scenari: "Se la Russia sceglie la strada della diplomazia, siamo pienamente disposti a confrontarci. Allo stesso tempo, se scelgono la strada dell'aggressione, siamo pronti a rispondere".
Blinken ha poi ribadito che se Vladimir Putin accoglierà l'appello della Duma "a riconoscere le cosiddette repubblica di Donetsk e Luhansk come indipendenti", questo "equivarrà ad un rifiuto degli impegni degli accordi di Minsk, che fissano il processo per una piena reintegrazione politica, sociale ed economica di queste parti della regione ucraina del Donbas controllate dalle forza guidata dalla Russia e alleati politici dal 2014". E questo "minerebbe ulteriormente la sovranità e l'integrità territoriale dell'Ucraina, costituendo una grande violazione del diritto internazionale". Una scelta del genere da parte del Cremlino, conclude Blinken, "mettere ancora di più in dubbio il dichiarato impegno della Russia di continuare ad impegnarsi a trovare una soluzione pacifica di questa crisi, e - conclude - renderebbe necessaria una rapida e ferma risposta da parte degli Stati Uniti in pieno coordinamento con i nostri alleati e partner".
Se Vladimir Putin deciderà di invadere l'Ucraina, la Russia ne uscirà "indebolita, non rafforzata". Lo ha sottolineato Derek Chollet, consigliere del dipartimento di Stato e consigliere politico del segretario di Stato Antony Blinken, nel corso di una videoconferenza con i media internazionali. Come conseguenza dell'invasione ci sarebbe una "probabile insurrezione ucraina" e ci sarebbero "sacche con i cadaveri che tornerebbero a Mosca", ha aggiunto il funzionario Usa, tracciando uno scenario che, ha detto, si tradurrebbe in una "scelta dolorosa e costosa per la Russia".
