Guerra Ucraina, Toson (Confindustria): "Connazionali ci chiedono cosa fare, tanti in fuga verso Polonia"
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
13
Dom, Set

Abbiamo 7201 visitatori e nessun utente online

Guerra Ucraina, Toson (Confindustria): "Connazionali ci chiedono cosa fare, tanti in fuga verso Polonia"

Esteri
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - "Sto ricevendo decine di telefonate da parte di colleghi, persone che mi conoscono, che si trovano nel Paese e mi chiedono cosa fare, come mettersi in sicurezza, come muoversi. Noi facciamo il possibile, abbiamo istituito un

emergency desk per raccogliere e dare quante più informazioni possibili. E l'ambasciata italiana è operativa". A raccontarlo, raggiunto telefonicamente da Adnkronos/Labitalia, è Marco Toson, presidente di Confindustria Ucraina e console onorario ucraino per le Tre Venezie, rientrato da due giorni in Italia. "Dovevo essere di nuovo oggi lì, ma lo spazio aereo è tutto bloccato".  

"Nei giorni scorsi abbiamo spostato tanti nostri connazionali, imprenditori e operatori che lavorano in Ucraina, dalla zona Est del Paese, che sapevamo più a rischio verso Ovest, a Leopoli. Ma adesso si sta combattendo anche lì. Per fortuna la Polonia ha aperto le frontiere, Leopoli è distante tre quarti d'ora dal confine e da quello che sappiamo tanti stanno cercando di attraversarlo", racconta.  

Al contrario "La raccomandazione che diamo a tutti i nostri connazionali che sono in questo momento a Kiev o nelle vicinanze -sottolinea Toson- è di stare fermi, di non muoversi, oggi è il giorno più pericoloso. Non si devono mettere su strade e autostrade, non devono puntare alla strada tra Kiev e Leopoli, perchè non sappiamo dove si trovano le installazioni militari ucraine a che possono essere obiettivo di attacco". 

Una presenza importante quella italiana in Ucraina. "Le aziende italiane in Ucraina con siti produttivi, di trasformazione o con basi operative sono più di 100. In questo momento sono ferme. Alcuni italiani sono rientrati appena è stato lanciato l'allarme, altri sono rimasti e sono stati spostati dalle zone più a rischio. Noi abbiamo il nostro ufficio operativo a Kiev, insieme agli altri in 23 punti del Paese e qui in Italia. Abbiamo istituito degli emergency desk per raccogliere tutte le richieste che ci arrivano e per dare informazioni agli imprenditori e ai nostri connazionali",sottolinea ancora Toson.  

Fino a poche settimane fa l'Ucraina era un mercato importante per le aziende italiane. "L'anno scorso secondo i dati del Mise il giro d'affari tra import ed export tra Italia e Ucraina ha fatto segnare 1,5-1,8 mld di euro. E' aumentato notevolmente l'export dal nostro Paese verso Kiev, con la richiesta di tanto made in Italy, moda, abbigliamento, meccanica e vino in testa. Ora è tutto fermo", conclude Toson.  

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.