(Adnkronos) - Guerra Ucraina, continuano gli attacchi pesanti da parte della Russia su diverse città. Kiev spera in "nove corridoi umanitari" per l'evacuazione dei civili dalle città, anche da Mariupol. Secondo la vice premier Iryna Vereshchuk, "per oggi sono stati concordati nove corridoi" e l'obiettivo è mandare "da
Stando alla Vereshchuk sono previsti per oggi "corridoi da Borodjanka a Zytomyr, da Mariupol a Zaporizhzhia, da Shevchenkove a Brovary e da Kharkiv a Vovchansk".
Almeno una persona sarebbe rimasta uccisa e altre tre sarebbero rimaste ferite a Kiev dove intorno alle 5 ora locale rottami di un missile abbattuto hanno colpito un palazzo nel distretto di Darnytskyi. Lo hanno riferito i servizi d'emergenza ucraini, come riporta la Bbc che parla di decine di persone evacuate dall'edificio.
La Russia è accusata di aver attaccato nella notte la città di Merefa, nella regione di Kharkiv. Secondo le notizie riportate da The Kyiv Independent, la località, con 21.500 abitanti, è stata colpita intorno alle 3.30 di notte, ora locale, da un attacco aereo che ha danneggiato una scuola e un circolo.
La regione di Kherson, nel sud dell'Ucraina, è sull'orlo di una catastrofe umanitaria a causa dell'invasione russa. L'allarme è arrivato dal commissario per i diritti umani del Parlamento di Kiev, Lyudmyla Denisova, secondo la quale "a causa dell'occupazione temporanea degli insediamenti nella regione, soprattutto quelli piccoli, la popolazione fa i conti con una grave carenza di medicine e talvolta di generi alimentari".
"Non sembra possibile consegnare nulla da altre regioni dell'Ucraina a causa delle azioni aggressive e degli attacchi degli occupanti", ha denunciato, parlando anche - secondo Ukrinform - di problemi con le forniture di acqua, corrente e gas.
Denisova ha accusato le forze russe di aprire il fuoco contro i civili che protestano. Martedì il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, aveva rivendicato il controllo da parte delle forze russe dell'intera regione di Kherson.
"A Mariupol non è rimasto un palazzo intero. Per bere la gente è costretta a sciogliere la neve, a prendere l'acqua dalle pozzanghere o a scaricarla dai termosifoni". Lo ha dichiarato il vice sindaco della città sotto assedio nella regione di Donetsk, in Ucraina, Sergey Orlov in un'intervista a Forbes Ucraina, aggiungendo che a causa degli attacchi russi l'80-90% degli edifici è stato distrutto o danneggiato".
"Le infrastrutture quasi non funzionano più - ha detto ancora - e i residenti rimasti, circa 350-400mila, soffrono per la carenza d'acqua e per l'assenza di riscaldamento: la città ha un disperato bisogno di un corridoio umanitario e di evacuazione. L'ultimo convoglio umanitario in arrivo è fermo da quattro giorni perché i russi non gli permettono di entrare in città.
“L’esercito russo - ha concluso il vice sindaco - si rende conto che non potrà esserci vittoria nello scontro diretto con l'esercito ucraino e quindi sta cercando, attaccando civili e infrastrutture, di costringerci ad arrenderci. Non sono in guerra con l'esercito ucraino, ma con la popolazione”.
E si sarebbe aggravato intanto il bilancio delle vittime nella città di Chernihiv, nel nord del Paese. Secondo il governatore della regione, Viacheslav Chaus, qui ieri 53 persone sarebbero morte a causa dei bombardamenti russi. "Stiamo subendo pesanti perdite, ieri sono stati uccisi 53 cittadini", ha affermato Viacheslav Chaus in un video diffuso su Telegram.
Le forze russe affermano intanto di aver colpito e distrutto un deposito di missili e munizioni a Sarny, nella regione di Rivne, nell'Ucraina Occidentale. Lo riporta il Guardian.
