(Adnkronos) - E' morta all'età di 84 anni Madeleine Albright , la prima donna a diventare segretario di Stato americano nel 1997. A dare la notizia della sua morte, causata da un tumore, è stata la famiglia su Twitter. Nata Marie Jana Korbelova, Albright emigrò da Praga negli Stati Uniti nel 1948, facendo carriera nella
Esattamente un mese fa, un mese prima di morire e alla vigilia dell'invasione militare russa dell'Ucraina, Albright ha scritto un editoriale per il New York Times nel quale contestava gli ''errori storici di Putin'' e il suo ''revisionismo per creare un pretesto per l'invasione''. Ricordava anche di essere stata la prima esponente del governo americano a incontrare Vladimir Putin, dopo che divenne presidente il 31 dicembre 1999, ''era piccolo e pallido, così freddo che poteva essere un rettile''.
"L'affermazione assurda e revisionista di Putin che l'Ucraina sia stata interamente creata dalla Russia e di fatto sottratta all'impero russo è completamente in linea con la sua visione deformata del mondo", scriveva l'ex segretario di Stato, aggiungendo che "la cosa che mi ha inquietato di più, è il tentativo di usarla per creare il pretesto per un'invasione in vasta scala''.
Segretario di Stato della seconda presidenza Clinton, tra il 1997 e il 2001, Albright ricordava che l'ex ufficiale del Kgb si mostrò "imbarazzato per quello che era successo al suo Paese e determinato a restaurarne la grandezza" riferendosi alla dissoluzione dell'Unione Sovietica. Da allora Putin è diventato sempre più un leader autoritario che "equipara il suo benessere a quello della nazione". Ma, scriveva Albright, ''Putin va incontro ad un enorme errore se pensa di rafforzare la posizione del suo Paese invadendo l'Ucraina''. Il risultato, aveva predetto, è che la Russia diventerà ''diplomaticamente isolata, economicamente azzoppata e strategicamente vulnerabile di fronte ad un Occidente più forte e più unito".
Albright concludeva dicendo di non ritenere che ''Putin ammetterà mai di aver fatto un errore, ha mostrato di essere paziente e pragmatico. Sicuramente è conscio del fatto che l'attuale scontro lo rende più dipendente dalla Cina, sapendo che la Russia non può prosperare senza qualche legame con l'Occidente".
