(Adnkronos) - Ammontano a circa 20mila i combattenti stranieri arruolati in Ucraina a un mese dall’inizio dell’attacco della Russia che ha innescato la guerra. 52 passaporti appartenenti a cittadini di altrettante nazionalità che hanno dato seguito all’appello lanciato da Vlodomir Zelensky, già pochi giorni dopo
I militari stranieri che decidono di combattere per la causa ucraina hanno fra i 25 e gli 80 anni (non stupisca il dato dell'età avanzata perché l’unico vero requisito per essere ammessi è quello di una pregressa esperienza sul campo di battaglia) e provengono da ogni zona del mondo, non solo dai vicini Paesi Baltici o dal Nord Europa, Francia, Germania, Portogallo e dalla Gran Bretagna: molti uomini arrivano infatti dagli Usa e dal Canada, alcuni addirittura dalla Corea del Sud. Altri anche dall’Italia.
Fra di loro ci sono delle donne (il tre per cento), fra le quali - a quanto risulterebbe - la 23enne Giulia Schiff, l’ex pilota veneziana espulsa dall’aeronautica militare, qualche anno fa al centro delle cronache per aver denunciato più volte di esser stata vittima di mobbing e nonnismo quando era allieva dell’Accademia di Pozzuoli.
Quando arrivano nei campi di reclutamento, i ‘legionari’ stranieri non svolgono un vero e proprio addestramento ma vengono smistati verso ruoli di competenza, a seconda dell’esperienza guadagnata in molti casi in Iraq o in Afghanistan e in generale in Medio Oriente. Per facilitare il loro arrivo, il ministero degli Affari esteri ucraino ha attivato un sito apposito dove è presente un vero e proprio form da compilare. Inoltre, il presidente Zelensky ha emanato un decreto di revoca dell’obbligo di visto per i cittadini stranieri che desiderano arruolarsi nell'esercito ucraino.
Dall’altra parte della barricata, c’è da dire che anche la Russia dispone di una legione straniera che si avvicina nei numeri a quella ucraina: secondo il ministero della Difesa di Mosca sarebbero infatti più di 16mila i militari, in gran parte di provenienza mediorientale, che hanno fatto domanda per combattere al fianco dell’esercito russo. Tuttavia, a differenza dei volontari stranieri che aderiscono alle ragioni di Kiev, secondo alcuni analisti, quelli pro Russia - reclutati dal gruppo Wagner - sarebbero veri e propri mercenari, soprattutto combattenti siriani specializzati in guerriglia urbana.
