"A Bucha madri si 'offrivano' a soldati Russia per salvare bambini"
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
27
Lun, Lug

Abbiamo 3723 visitatori e nessun utente online

"A Bucha madri si 'offrivano' a soldati Russia per salvare bambini"

Esteri
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - Le madri di Bucha hanno provato a salvare i loro bambini, le loro bambine. Sono andate ''nella scuola dove si nascondevano i bambini e le ragazzine'' e ''si sono offerte ai soldati russi, ai ceceni, al posto delle ragazzine. Per salvarle''. Ma ''purtroppo non è servito, purtroppo sono state stuprate le madri e i loro

bambini, le loro bambine''. Lo denuncia ad Adnkronos Taras Lazer, professore di lingua e letteratura italiana presso la facoltà di filologia della Borys Grinchenko Kyiv University, andato a Bucha dopo il ritiro delle truppe russe. ''Ho pianto insieme alla gente di Bucha, non riuscivo a capire come fosse possibile tutto questo'', racconta, parlando di ''case distrutte completamente o colpite parzialmente''. Tra queste case anche ''la casa di mia sorella, ho rivisto la sua finestra'', ma ''non ci hanno fatto entrare, i russi hanno minato le strade e le case''. La sorella dell'accademico e sceneggiatore ''è rimasta nascosta nei rifugi a Bucha, ma ora è in Europa''. 

E ''le persone che ho incontrato, tra le 30 e le 40, erano tutti anziani, donne e uomini, che hanno deciso di rimanere. Dopo essere uscite dai rifugi hanno baciato i soldati ucraini, hanno baciato il pane''. A loro, in queste settimane, era rimasto ben poco da magiare. ''Dalle loro case i russi e ceceni hanno rubato di tutto. Dalla televisione alla vodka'', racconta. 

Lazer, a Bucha, ha rivissuto i suoi luoghi, ''le mie strade preferite''. Il parco dove portava la figlia Anna, ora al sicuro a Berlino insieme alla moglie. ''I boschi, dove mi piaceva andare con la mia famiglia'' prima che la guerra stravolgesse il volto della zona alle porte di Kiev. ''Bucha è una zona molto tranquilla con tante famiglie giovani e progressiste, dove ci sono tante scuole e asili nido, case nuove in cui è spettacolare vivere'', dice usando il presente e ricordando la sua casa, vicino al parco. ''Mi hanno raccontato che i russi e i ceceni sono rimasti sorpresi a vedere quelle case tutte nuove, i supermercati, hanno rubato di tutto'', spiega. 

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.