(Adnkronos) - "Se un tempo, dal punto di vista culturale e psicologico, tumore era uguale a morte, oggi è uguale a cronicità. La ricerca medica ha reso possibile questo cambiamento, quindi il fantasma della morte è più distante dal paziente ed è gestito meglio. Il susseguirsi delle notizie sul presunto cancro
La circolazione di queste notizie "mi sembra basata su una semplificazione - commenta l'esperto - come se si volesse affidare al destino, alla malattia, la soluzione di un problema. Dietro queste informazioni sembra esserci un pensiero semplice, psichicamente elementare".
"La semplificazione - osserva Valera - è una modalità che utilizziamo molto spesso, in diversi ambiti, perché la mente non vuol far fatica. Anche in questo caso queste notizie sembrano scorrere su uno schema elementare. Si cerca di chi è la colpa. Anche per la guerra. Tutto è bianco e nero. Ventilare la malattia, che il retaggio culturale continua a fare ritenere letale, per il personaggio negativo, in una guerra che anche di informazione, è molto semplice. Mi sembra in linea con la tendenza attuale a voler evitare linguaggi e pensieri complessi".
