Seneca, la dottrina dello spiritus: per una sintesi di filosofia e medicina nel suo pensiero
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Dom, Lug

Seneca, la dottrina dello spiritus: per una sintesi di filosofia e medicina nel suo pensiero

Il senso della vita
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Seneca, la dottrina dello spiritus: per una sintesi di filosofia e medicina nel suo pensiero
Seneca, la dottrina dello spiritus: per una sintesi di filosofia e medicina nel suo pensiero

 

"Corrispondenze"
La natura è un tempio dove incerte parole
mormorano pilastri che son vivi,
una foresta di simboli che l'uomo
attraversa nel raggio dei loro sguardi familiari.

Come echi che a lungo e da lontano
tendono a un'unità profonda e buia
grande come le tenebre o la luce
i suoni rispondono ai colori, i colori ai profumi

Profumi freschi come la pelle d'un bambino
vellutati come l'oboe e verdi come i prati,
altri d'una corrotta, trionfante ricchezza

che tende a propagarsi senza fine - così
l'ambra e il muschio, l'incenso e il benzoino
a commentare le dolcezze estreme dello spirito e dei sensi.



Charles Baudelaire

È mattino presto, ma non così tanto presto, non è l'alba di un nuovo giorno, ma sono le nove di una mattina dal cielo coperto, grigiastro e dove stranamente le strade sono sgombre da auto. Alla guida. Bisogna andare a prendere l'ospite, il relatore della conferenza della sera precedente per salutarlo ed accompagnarlo alla stazione. Non si può far tardi. Si ode un rumore dell'auto mentre procede sull'asfalto disseminato di buche. Ricorda il suono di una catena, deve essere il pneumatico. Si accosta l'auto alla carreggiata, si esaminano le gomme. In una di esse è conficcato un metallo. Per fortuna, proprio di fronte al luogo dello stop vi è un gommaio privo di avventori e subito il lavorante, conoscente, smonta il soggetto della disquisizione lo aggiusta, aggiunge l'aria a tutte le gomme e l'auto riparte e giunge, con poco ritardo, dal docente ed in orario alla stazione per il treno.

Un racconto così è assai banale! Un avvenimento come un altro dei tanti possibili nel corso delle giornate di ciascuno di noi! Ma perché la necessità di raccontare un fatto privo di qualsiasi valore? Giusto perché il caso ha voluto mostrarci che macro e micro cosmo si corrispondono! Cosa ? Che va farfugliando, direte voi che leggete, la scrivente? Avrà bevuto un bicchierino di troppo? Il peso della cultura nuoce agli ingranaggi della testa? No, Cari amici, lettori coraggiosi di Eumeswil è solo che la sera prima, e, voi, forse non lo sapete, non lo potete forse di certo sapere, abbiamo parlato e realizzato un video sul seguente argomento: "La dottrina dello spiritus: per una sintesi di filosofia e medicina nel pensiero di Seneca" spiritus-pneuma-aria... Attraverso una lettura attenta delle opere in prosa e delle tragedie di Seneca, è possibile rinvenire tracce delle dottrine della scuola medica stoica dalle fonti denominata 'Scuola Pneumatica': il ruolo unificante dello spiritus-penuma, responsabile tanto del funzionamento del corpo quanto di quello dell'anima e delle relative degenerazioni patologiche, permette una migliore comprensione di come per Seneca la 'malattia' umana non sia mai solo fisica o morale, ma si tratti di fatto di un fenomeno pervasivo che altera nel suo complesso l'armonia dell'identità individuale.

"MEDEA e FEDRA" sono due tragedie di Senaca e vi riportiamo una interpretazione "classica" da un retro di copertina di un testo su di esse:

"Le tragedie di Seneca non costituiscono solo gli unici esemplari integralmente superstiti di tutto il teatro tragico latino - il che vale a definirne l'importanza storica -, ma sono anche la forma in cui si è espresso il talento poetico di uno dei più grandi pensatori antichi, maestro della saggezza stoica e della virtus, e sul complesso rapporto che intercorre tra la fede razionale del filosofo ed il pathos disperato delle tragedie si è a lungo discusso, con esiti spesso controversi. Ma il poeta Seneca non cancella l'universo del Seneca filosofo. Le tragedie scaturiscono dalla stessa problematica etica che nutre le sue opere in prosa, di cui rappresentano il rovesciamento speculare: non evocano l'Olimpo del sapiente, ma l'inferno dannato, cinto di indicibile orrore.

Fedra e Medea sono due esempi della tenebrosa perversione a cui può condurre la sconfitta della ragione. Ferite entrambe da un amore non corrisposto, consumano il loro dramma nel cerchio di una solitudine angosciosa, che sembra annullare le coordinate stesse del tempo e dello spazio per dilatarsi entro i confini della vita interiore, fronte dello scontro estremo fra il bene ed il male. Medea incarna la devastazione dell'ira, che penetra nell'animo fino a stravolgerne i primigeni istinti materni; Fedra diviene essa stessa terreno di lotta fra passione e ragione, fra fragilità e fierezza, in una estrema lacerazione della volontà.

Tragedie dell'anima, che Seneca esplora nelle pieghe più oscure con una sapienza psicologica ignara agli statuti dottrinari antichi".

Ecco invece che attraverso la trattazione ampia del video che vi presentiamo quest'oggi alla interpretazione appena letta delle tragedie di Seneca e alle motivazioni dei comportamenti dell'animo umano appena offerti, il Prof. Bocchi arriva a dare spiegazioni di altra natura. Le protagoniste delle tragedie sono in realtà persone affette di disturbi "pneumatici". Seneca non solo ci descrive come la "malattia" modifica i soggetti fisamente, ma anche lo scovolgimento delle loro menti ed azioni... È pertanto assai interessante questo nuovo campo di ricerca e di lettura dell'opera di Seneca proposto dal Bocchi di considerare Seneca non solo filosofo, ma anche medico ed appartenente ad una scuola particolare di medicina e riprendere in mano i canoni di tale approccio medico... Si aprono scenari del tutto nuovi ed inconsueti non solo per l'opera di Seneca, ma come possibile approccio alla nostra realtà odierna...

A parlare nel video sarà: Giuseppe Bocchi (Brescia, 30-12-1976) è assistente di Letteratura latina e Grammatica latina e docente di Lingua latina e Filologia classica presso la sede bresciana dell'Università Cattolica. La sua tesi di dottorato dedicata allo studio dei rapporti tra il pensiero filosofico senecano e le dottrine mediche stoiche è stata successivamente rielaborata e pubblicata dalla casa editrice Vita e Pensiero col titolo Philosophia medica e medicina rhetorica in Seneca (Milano 2011). Oltre alla tragedia di Seneca, altri filoni di indagine riguardano Virgilio, con un tentativo di rilettura della Fabula Aristaei alla luce di alcune nuove teorie glottologiche e delle dottrine orfiche (2016). Per quanto riguarda Lucano, Giuseppe Bocchi ha formulato una proposta di rilettura del concetto di anti-virgilianismo che caratterizzerebbe la Pharsalia (2014) e ha elaborato un'analisi delle scene di disfacimento somatico nella battaglia di Marsiglia narrata nel III libro del poema (2020). Per la rivista polacca di fascia A 'Eos' ha curato la recensione in inglese al ricco volume di studi miscellanei Sappho at Rome (Oxford 2019)".

Forse allora quando questo "Spiritus" pneuma, scorre nel modo migliore ci fa presagire, schiudere al meraviglioso. Così ci dice Ernst Jűnger a riguardo: "Il meraviglioso" non suscita in noi nessuna sorpresa, perché il meraviglioso è ciò con cui abbiamo la più profonda confidenza. La felicità che la sua vista ci procura sta propriamente nel fatto di veder confermata la verità dei nostri sogni. Come avrebbe potuto Hõlderlin altrimenti, lontano dai luoghi dove giocano i delfini, riconoscere nel suo più intimo significa la bellezza imperitura degli arcipelaghi?

Vivono tutte ancora le isole madri degli Eroi, ogni anno rifioriscono

VIDEO.  Seneca, la dottrina dello spiritus: per una sintesi di filosofia e medicina nel suo pensiero, con Giuseppe Bocchi

 

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 L'ASSOCIAZIONE #EUMESWIL​ è un’associazione culturale non-profit, sorta a Firenze e Vienna con lo scopo di studiare e diffondere l’opera, il pensiero e lo stile esistenziale di #ErnstJünger​.

L’Associazione si fonda su tre pilastri:

CULTURA - Intesa come coltivazione di sé.

TRADIZIONE - Come l'eredità spirituale dei nostri antenati.

RETTITUDINE - Come modo di essere e non di apparire.

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