''Al Muro del Tempo'': la ''rottura di livello'' e l'accesso al ''fondo originario''
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''Al Muro del Tempo'': la ''rottura di livello'' e l'accesso al ''fondo originario''

The Pantheon of the Indian Saura Tradition

Il senso della vita
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Eumeswil per il suo ciclo di incontri e letture su "Ancore fari per un cammino luminoso nel sentiero dell’esistenza" ha il piacere di presentarvi Marco Maculotti, nato a Cremona, dopo aver compiuto studi classici, si laurea a Milano. Oltre a collaborare con varie riviste, è il fondatore e il curatore di "AXIS mundi", rivista online di cultura, studi tradizionali, antropologia del sacro, storia delle religioni, folklore, esoterismo e letteratura del fantastico.

Bassorilievi Apsaras, Angkor Wat
Bassorilievi Apsaras, Angkor Wat

 

Pubblichiamo di Marco Maculotti, il Suo saggio su: Al muro del del tempo: "La rottura di livello" e "L'accesso al fondo originario" di Ernst Jünger dove indaga prevalentemente, in questa sede, del ruolo della metafisica, della "rottura di livello", del trascendente e come potersi sintonizzare sulle sue onde…

Noi riportiamo i risvolti di copertina di Al muro del tempo: sin dalla più remota antichità i passaggi d’epoca sono stati considerarti chiusure e aperture di cicli, in obbedienza a una concezione del tempo quale sostanza non uniforme e neppure lineare come invece l’età moderna si è abituata a pensarlo.

Ma anche per i moderni il tempo rimane un’entità oscura, scandita da soglie che suscitano attese esaltanti e crudeli incubi: anzitutto millenni. Ed è proprio uno di tali momenti che stiamo ora vivendo, in coincidenza con quella che, secondo l’antica concezione astrologica fondata sulla precessione degli equinozi, è la transizione dall’Era dei Pesci (dominata da Cristo Ichthys) all’Era dell’Aquario, i cui caratteri possiamo solo presagire.

A questo grande tema, adatto a ogni superstizione come alla grande speculazione più alta, Ernst Jünger dedicò Al muro del Tempo una delle sue meditazioni più chiaroveggenti. Insieme arcaico e proiettato in avanti, lo spirito di Jünger sa prepararci meglio di chiunque altro a un ominoso evento che ci obbliga a confrontarci con la più enigmatica dimensione della nostra vita: il tempo.

"Quando la fede diminuisce, rimane qualcosa di diverso dal nulla e dalle sue conseguenze, tanto spesso descritte. Resta il luogo del nulla e delle sue conseguenze, tanto spesso descritte. Resta il luogo già occupato dalla fede, ove quest’ultima venne amministrata. Resta la battigia, e su di essa il tramonto, e tuttavia lì accanto vi è l’inesauribile ricchezza dell’abisso."

"A rimanere non è il nulla. È il vuoto, con la sua potenza di risucchio. In esso agisce, nel contempo, una nuova forza d’attrazione. Là dove era la fede rimane un bisogno: mille braccia si protendono alla ricerca di un nuovo oggetto. È l’inquietudine generata dalla diminuzione. Essa cresce fino ad assumere intensità di foglie, quando oramai è vicino ciò che deve fare il proprio ingresso. È il tempo della ricerca, delle grandi peregrinazioni e delle partenze, dei profeti veri e falsi, degli attendamenti e dei campi militari, delle solitarie veglie notturne".

Ad ogni civiltà del passato, sono associati dei miti che parlano, fin dalla notte dei tempi, ai nostri sentimenti più profondi e rispondono ai grandi quesiti dell’uomo.

I miti di ogni civiltà sono associati ad una ricca iconografia.

In quella egizia, la natura, le emozioni, gli avvenimenti sono divinizzati: Bastet, dea della maternità e del calore solare, si manifesta nelle sembianze di una gatta.

La mitologia greca rivive sui vasi di terracotta o come margine di un manoscritto medievale o su la tela di un grande maestro,attraverso le gesta e le vicende amorose degli dei, mostri ed eroi.

Quanto al pantheon indù, con le sue 33 milioni di divinità, si mostra assai ben fornito ed intrigante, con a capo Ganesha dalla testa elefantina, che allontana gli ostacoli assicurando fortuna ad ogni impresa.

Nella Città proibita del Celeste Impero, l’onnipresente drago simboleggiava autorità, fertilità, bontà e forza, dispensando ricchezza e prosperità. Senza dimenticare il qilin, o unicorno cinese…

Per I Pellerossa, il Grande Spirito animava ogni elemento della natura, fosse albero, animale, montagna; le vicende fantastiche del sole, delle stagioni, delle belve si rianimavano nelle danze rituali, sui totem e sulle pelle dei bisonti. Quanto al culumet, il suo fumo portava le preghiere fino alle divinità celesti.

Un mondo colorato, ricco di simboli, immagini, arte e di serenità qualora uno sappia accordarsi col mondo superiore presente fin dalle origini del mondo.

Un mondo che ora sembra tracollare in un baratro e da un precipizio…

Ma un mondo, in realtà, sempre esistente e raggiungibile attraverso la pratica della "rottura di livello".

Per meglio enfatizzare questa ultima sentenza un’esperienza diretta da parte di chi scrive avvenuta in un passato molto recente.

Mentre guida, dopo una fitta pioggia, compare all’orizzonte un variegato arcobaleno, messaggero dal Cielo di Irene, la Pace. Un arco - ponte - tra Cielo e Terra. La strada è libera, sgombra. L’aria pulita e nitida. Verso l’orizzonte, l’infinito, solo cielo e qualche esile e volatile nube. Ai fianchi del percorso prati che si frammistano a zone brulle e dolci colline verdeggianti. Intanto la musica, le sue note si riversano nell’auto, in chi la guida e nel paesaggio. Il volume dello stereo aumenta, la velocità dell’auto si incrementa, la macchina, la conducente ed il paesaggio sembrano armonizzarsi fra loro e divenire un’unica cosa.

Risuonano le note di Vivaldi ascoltato a tutto volume, quando giunge la guidatrice verso il Pollino, i suoi boschi, le vette brulle, dolci, morbide, si intervallano a quelle ricoperte di boschi di abeti, alle vallate verdeggiante e alle vallate ricoperte di sassi accumulati dove l’erba è secca, gialla, dorata.

La strada vi passa nel mezzo come fosse un sentiero ed il cielo in lontananza è , adesso, ampio e guarnito di nubi bianche plasmate di innumerevoli forme.

Da un lato il sole, non più vigoroso, prossimo al tramonto, riveste di luce dorata il paesaggio e la musica cambia compositore e diviene di un autore classico contemporaneo, che insieme alla bellezza del paesaggio crea una intensità ed un nuovo aumento della velocità in chi è al volante.

La musica ed il paesaggio accompagnano la guida, le curve ed i sorpassi in un crescendo di tensione metafisica dove la sinestesia, si unisce alla stereoscopicità e al cinestestetico apportando un’ampiezza dei sensi e dell’essere nel mondo: uno sballo totale e vorticoso sopraggiunto e giunto in maniera del tutto naturale ed improvviso e non prevedibile.

Un volo verso un’altra dimensione dell’essere.

Una coralità dei sensi fusi all’unisono col paesaggio, la guida ed il cielo, la musica.

La vita va ben oltre le nostre aspettative classiche quando si è predisposti o ci predisponiamo a ricevere i doni dall’Alto.

Leggi il saggio di Marco Maculotti: Ernst Jünger Al muro del tempo, link: "La rottura di livello" e "L’accesso al Fondo Originario"

Leggi anche: Associazione Eumeswil

 


 L'ASSOCIAZIONE #EUMESWIL​ è un’associazione culturale non-profit, sorta a Firenze e Vienna con lo scopo di studiare e diffondere l’opera, il pensiero e lo stile esistenziale di #ErnstJünger​.

L’Associazione si fonda su tre pilastri:

CULTURA - Intesa come coltivazione di sé.

TRADIZIONE - Come l'eredità spirituale dei nostri antenati.

RETTITUDINE - Come modo di essere e non di apparire.

Visita il Sito: Associazione Eumeswil

 

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