Il teatro che migliora la vita
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Gio, Ago

Il teatro che migliora la vita

Enrico IV - Teatro Nazionale - Genova, ph Tommaso Le Pera

Il senso della vita
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Quanti tra noi, ascoltando la radio sono rimasti affascinati, folgorati da una voce e trasportati in un altro mondo? Quanti invece, rispondendo al telefono, udendo una voce impersonale, meccanica, metallica hanno avuto il desiderio di troncare e chiudere all’istante la conversazione? In quanti convegni, conferenze abbiamo preferito e seguito la voce che ci risultava più comprensibile, squillante ed allegra anziché i contenuti nobili, ma esposti con fatica e mal udibili?

Enrico IV - Teatro Nazionale - Genova, ph Tommaso Le Pera
Enrico IV - Teatro Nazionale - Genova, ph Tommaso Le Pera

 

La voce può essere un canto, calda, morbida, affascinarci, allietarci, evocarci immagini, odori, ricordi e parlarci nell’intimo oppure farci venire la pelle d’oca ed irretirci all’istante.

Attraverso il linguaggio animato dalla voce comunichiamo eppure talvolta succede un qualcosa per cui diciamo all’altro: tu non mi capisci! Non mi sai proprio comprendere! Ma siamo realmente sicuri che sia l’altro a non saperlo fare anziché noi non capaci di esprimerci e per bene?

Da anni i social, il lavoro a distanza, le chiusure, le distanze sociali hanno penalizzato la comunicazione, l’incontro ed il venirsi incontro.

Comunicare vuol infatti significare etimologicamente dal latino: communicare, mettere in comune, derivato di commune, propriamente, che compie il suo dovere con gli altri, composto di cum insieme e munis ufficio, incarico, dovere, funzione. Incredibile il valore di questa parola, ed incredibile la profondità intuitiva della sua etimologia. Consapevole delle proprie responsabilità e forte del proprio ruolo, la comunicazione è un’espressione sociale, un mettere un valore al servizio di qualcuno o qualcosa fuori da sé: non basta pronunciare, scrivere o disegnare per comunicare; la comunicazione avviene quando arriva, quando l’espressione è compresa e diventa patrimonio comune per la costruzione di una discussione, di un sapere, di una cultura. Propria di ogni essere vivente (chimica, comportamentale o sonora che sia), come umani abbiamo l’ulteriore responsabilità derivante da un linguaggio evolutivamente tardivo, fragile ma raffinatissimo che - noblesse oblige - non possiamo non usare al meglio per aver cura del nostro ambiente di vita, comunicando una cultura elevata nel nostro alto ufficio di ultimogeniti figli maggiori della Natura.

E proprio il comunicare e la comunicazione non solo non ci vengono insegnati, ma sono stati messi a dura prova!

Chi meglio di un artista, attore può insegnarci l’arte del comunicare ed usare la voce? Al di là delle scelte fatte negli ultimi anni non è forse giunto il momento di "gettare le maschere" e ritrovarsi viso, a viso e parlarsi, comunicare, cercare di comprenderci scambievolmente? Farsi forza l’un, l’altro e forti, unendosi e cercando di essere empatici?

Il volto, la voce, il suo timbro, tono sono unici, nessun altro può averli uguali ad un altro.

Stare ad osservare un viso ed ascoltare una voce e come stare innanzi ad un capolavoro. Ciascuno esprime un qualcosa di unico ed irripetipile.

Ritrovarsi insieme per un corso sulla voce e la comunicazione può essere un mezzo per togliere ansie, paure, timidezze, quel tartagliare o fiato corto che compare all’improvviso e ci infastidisce.

Il corso può essere utile per il lavoro o inteso come gioco!

Insieme a Claudio Mazzenga, mercoledì e giovedì 15-16 giugno, a Firenze, daremo l’avvio ad un seminario sulla voce e la comunicazione e speriamo possano esservene altri in un prossimo futuro e questo sia solo il primo passo di un percorso per apprendere l’arte del teatro.

Al corso possono partecipare i bambini, adulti, anziani, donne in gravidanza, gli alti ed i bassi, i belli ed i brutti, i grassi ed magri, i ricchi ed i poveri, gli allegri ed i tristi, i simpatici e gli antipatici, gli intelligenti e gli sciocchi, i sordi, i muti, i ciechi, chi può deambulare e chi non. Il teatro rappresenta la vita e perciò c’è un posto per tutti.

Non c’è da meravigliarsi - inoltre - che se ciò che pensavamo essere un pregio diviene un difetto e viceversa.

Si scoprirà anche a parlare col diaframma utile per chi fà del parlare il suo mestiere, ma anche che all’interno di noi risiede una cassa armonica che ci mette in armonia col prossimo ed il creato.

Saranno momenti dedicati allo stare insieme apprendendo e divertendoci! Ognuno di noi in realtà è attore consapevole od inconsapevole che sia! Il teatro mette in scena l’uomo e tutti i suoi drammi!

Attraverso la rappresentazione scenica, la trasposizione che avviene in palcoscenico, l’essere umano può comprendere i suoi movimenti interiori, entrarvi in contatto e superare i vari traumi che la vita offre per farci crescere e migliorare.

Il teatro personifica la vita con le sue complessità e diversità ed è il modo migliore per noi per comprenderle.

Claudio Mazzenga, molti tra voi, lo avranno visto in scena quest’anno con lo spettacolo Enrico IV di Luigi Pirandello con Sebastiano Lo Monaco, scene e regia dello spettacolo di Yannis Kokkos. Lo sguardo di Pirandello filtrato dalla cultura e dall’esperienza di uno dei più incisivi e stimati registi viventi. Enrico IV diretto da Yannis Kokkos accoglie lo spettatore, quasi a sua insaputa, all’interno di una seduta psicanalitica dalla quale uscirà, a fine spettacolo, con molti e rilevanti quesiti sul suo vissuto. Come è noto infatti Luigi Pirandello ebbe a sviluppare temi, allora nascenti, della psicologia del profondo, riferibili agli studi di Sigmund Freud e alla successiva Scuola di Francoforte.

La sfida rilevante per l’epoca contemporanea è costruire una società, nella quale siano presenti osservatori critici che sappiano da un lato promuovere una cultura del pensiero e della riflessione e dall’altro prendere decisioni ponderate. In quest’opera la follia del protagonista viene rappresentata fino in fondo ed esibita. In fondo, Enrico, per poterla mostrare attraverso una cosciente finzione, deve rinsavire, e mettere a nudo il rapporto tra maschera e smascheramento, recitando la follia ed evidenziando il carattere metateatrale che si può applicare al testo.

Claudio Mazzenga, dopo aver attraversato la nostra penisola e le isole, ricco di questa intensa esperienza teatrale ed arricchito dal suo personaggio, giunge da noi, per insegnarci l’arte della comunicazione e del parlare. Claudio Mazzenga è inoltre fondatore del "Teatro che fa bene alla vita". Partecipa come allievo attore al corso triennale dell’accademia di arte drammatica di Roma, diplomato all’istituto di stato per la cinematografia e la televisione. Allievo regista del laboratorio teatrale diretto da Giancarlo Cobelli. Segue numerosi stage tra i quali: improvvisazione teatrale, mimo e arte della vocalità diretto da Carlo Merlo e Jean Le Coque di Parigi, e metodologia dell’actor studio con Susan Strasberg, debutta come protagonista al teatro Eliseo di Roma diretto da Giuseppe Patroni Griffi, vincendo il premio teenager come migliore attore dell’anno 1980, inizio di una lunga carriera come attore di teatro,cinema, radio e televisione che lo ha portato a collaborare con artisti tra i quali: Franco Brusati, Hermes Pan, Mauro Bolognini, Roberto Guicciardini, Federico Fellini, Pupi Avati, Giancarlo Sepe Dario Argento,Alida Valli Paola Borboni e Vittorio Gassman. Attento alla drammaturgia di tutti i tempi ha diretto e interpretato testi di: Shakespeare, Pirandello, Cecov, Pinter, Ruccello, Yourcenair, Pasolini, Patroni Griffi e molti altri. Sua l’idea del progetto artistico multimediale del quale è stato per anni autore e regista iniziando così anche la ricerca e la messa in scena di spettacoli che mirano alla rappresentazione della fusione nelle varie arti. Dal 2000 comincia la collaborazione come docente di recitazione, improvvisazione, impostazione della voce, dizione, storia del cinema e del teatro con l’accademia teatrale di Roma. Nel 2007 fonda l’accademia di recitazione "la fabbrica cineteatrale" a Catania di cui è direttore artistico e didattico. Prosegue il suo percorso didattico con una serie di collaborazioni con le più prestigiose accademie teatrali italiane che lo portano nel 2008 ad ideare Il Metodo "gli strumenti degli attori" da lui sviluppato e promosso iniziando una serie di progetti e collaborazioni con l'assessorato alla cultura dei comuni di CUNEO, CATANIA, FOGGIA, BOLOGNA, MESTRE, BOLOGNA, VENEZIA, NAPOLI, TARANTO, MILANO, TAORMINA, SIRACUSA e FIRENZE.

Conosciuto anche come fondatore del "TEATRO CHE MIGLIORA LA VITA" percorsi teatrali di comunicazione e approfondimento del "se", (Arte-Teatro-Terapia), che già dalla sua creazione ha prodotto, con più di 1800 iscritti, con numerosi spettacoli, anche in tour, nelle principali città italiane. Metodo che gli è valso nel 2008 l'accreditamento come docente di recitazione, dizione e storia del teatro da parte dell' ETI (ENTE TEATRALE ITALIANO) nel giugno 2011 e successivamente nel 2012 ha ricoperto il ruolo di docente formativo nei corsi promossi dall'Università degli studi di Catania, per il gruppo EMIR, oggi oltre ad essere acting coach per cinecittà istituto luce.

Collabora come tutor di comunicazione efficace per varie aziende italiane e straniere.

Al termine del nostro stage con Claudio Mazzenga verrà rilasciato un attestato di frequenza che potrà arricchire il cv. ed essere utile per chi deve presentarsi a vari concorsi.

Ricordiamo che il teatro attraverso la catarsi comica o tragica trasforma l’uomo migliorandolo, ed innalzandolo e rendendolo libero. Crediamo che proprio di questo abbiamo bisogno e questo possa essere il primo passo per poterlo compiere e cercare di stare bene, al meglio ed insieme agli altri finalmente comunicando di persona, viso a viso!

Per partecipare al seminario ed avere maggiori informazioni contattateci: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. È possibile, volendo, organizzare seminari in altre città d’Italia…

VIDEO. Il teatro che migliora la vita, con Claudio Mazzenga

Workshop di dizione ed educazione vocale
Workshop di dizione ed educazione vocale

 

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 L'ASSOCIAZIONE #EUMESWIL​ è un’associazione culturale non-profit, sorta a Firenze e Vienna con lo scopo di studiare e diffondere l’opera, il pensiero e lo stile esistenziale di #ErnstJünger​.

L’Associazione si fonda su tre pilastri:

CULTURA - Intesa come coltivazione di sé.

TRADIZIONE - Come l'eredità spirituale dei nostri antenati.

RETTITUDINE - Come modo di essere e non di apparire.

Visita il Sito: Associazione Eumeswil

 

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