Lo spirito degli esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola
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Gio, Ago

Lo spirito degli esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola

Sant'Ignazio di Loyola, mosaico

Il senso della vita
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Ognuno di noi avverte con maggiore o minore frequenza la dimensione di essere smarrito e peregrino sul pianeta Terra e spesso è alla ricerca di una via che possa condurlo per mano alla fonte, alla casa del Padre Celeste.

San Ignacio de Loyola, mosaico
San Ignacio de Loyola, mosaico

 

Oggi vanno di moda e vi sono tantissime e continue aperture verso molteplici vie, filosofie, religioni e scuole iniziatiche, ma anche tanta ignoranza sul patrimonio che il cristianesimo incarna e su cui si fonda la spiritualità e la cultura occidentale, non abbiamo ben chiaro cosa ha da offrire.

La via cristiana è un cammino verso la vita Eterna e l’Amore, un percorso sempre meno battuto e proposto. Per il ricercatore spirituale trovare una guida per il cammino interiore può essere un modo non solo per innalzarsi interiormente, ma per riconnettersi con il patrimonio occidentale e proseguendolo dando una continuità tra un passato ed un presente che sfocia nel domani. Certo - talvolta - ci pare essere di altri tempi a perseguire tale via. Spesso non troviamo la persona che ci pare idonea a guidarci ma c’è sempre la possibilità di chiedere aiuto a Dio e se la richiesta e a cuore aperto, sincero, umile ed il momento propizio, una via adeguata alle nostre esigenze dovrebbe potersi manifestarsi.

Talvolta le Chiese non ci parlano e ricordano più la Vita Eterna, ma ci parlano e fanno politica, ecologia, ci consigliano le cure mediche e cosa dobbiamo somministrarci, ma il giudizio non sta a noi uomini. A noi è lecito richiedere di parlare di Teologia e di riportarci all’essenza, alla Fonte e all’Unione col Signore… D’altronde è noto che proprio la Chiesa è il terreno più minato dove, oramai da lungo tempo, si insidia chi lavora per distruggerla. Forse, rimpadronirsi dell’antico sapere, della conoscenza che porta alla Luce e alla sorgente, è al giorno d’oggi il movimento più trasgressivo, controtendenza, anticonformista.

Amore totale è quello che ci dovrebbe venire insegnato. Sicuramente è una via per chi è alla ricerca della serenità interiore, della beatitudine che allontana da una visione materialista e mondana del vivere privilegiando una di luce e pace interiore.

Le Lobby hanno il progetto di costruire la Gerusalemme terrestre e non Celeste. Tanti gruppi pseudo esoterici, culturali sono fioriti e continuano a prosperare portando avanti ideali falsamente spirituali, culturali e filantropici.

Oggi il video che vi presentiamo è con Don Curzio Nitoglia. Dopo averci illustrato l’orazione mentale, la Madonna e lo Spirito Santo ci guiderà verso: LO SPIRITO DEGLI ESERCIZI SPIRITUALI DI SANT' IGNAZIO DI LOYOLA, VIA ALLA SANTITÀ CONSUMATA. Gli esercizi di Sant’Ignazio sono l’antidoto per eccellenza contro il modernismo ascetico, purché se ne colga lo "spirito"“ e non ci si arresti alla "lettera". Sono esercizi che dovrebbero durare quattro settimane, ma vi è una versione che li racchiude in una. Ogni meditazione che dura una settimana e connessa, legata intimamente all’altra. Il cammino degli esercizi fu rivelato al Santo dalla Madonna nella grotta di Manresa. È un cammino che aiuta l’esercitante ad innamorarsi della mentalità o della teologia ascetica e mistica e sono una via al Paradiso e a vivere la vita sotto una prospettiva nuova e viva.

Don Curzio Nitoglia ci spiegherà, nel video, passo dopo passo il senso del cammino, della meditazione ed il suo scopo, il suo fine. Noi riportiamo, invece, parti di una Lettera ai Giovani di San Luigi Gonzaga scritta, in realtà, da Federico Pelicon che ripercorre la vita del Santo facendolo narrare in prima persona. Noi estrapoleremo alcune parti che ci sembrano significative ed illuminanti per questo momento di infinita pandemia. Ora anche il vaiolo delle scimmie che sembra voler essere conferma della teoria di Darwin e rappresentare l’uomo scimpanzé… Forse l’essere umano non si è mai evoluto? Sta regredendo? Di sicuro pare non essere il figlio del Creatore. Il fatto è che il virus si contagia soprattutto per contatti intimi… Certo sembra che vi sia la zampina dal piede caprino che emana odore di zolfo… Ma torniamo alla lettera:

"Ciao carissimi amici! Mi presento. Il mio nome è Luigi e sono nato nel 1568 a Castiglione delle Stiviere. Abito nella piazza d’oro, al numero infinito, nella Gerusalemme celeste, connesso ventiquattro ore su ventiquattro con il Pianeta Terra. L’indirizzo per intero lo trovate nell’ultimo libro della Bibbia, capitolo 21 e 22 dell’ Apocalisse. Qui sto divinamente perché Dio lo senti di famiglia. Non vi ho ancora detto nulla del mio cognome. Sono un Gonzaga. Al Tempo ero nobile erede al marchesato di Castiglione e un ultimo discendente della mia famiglia vive ancora a Roma. Spero che il mio discendente, quando sarà, arrivi direttamente nella piazza d’oro dove ora vivo, perché, da qui, oltre che stare bene, godiamo di una comunione intima con tutta l’umanità che ci infiamma follemente di passione.

Per sapere di me, non si può prescindere da un uomo come Ignazio di Loyla, un tipo tosto, direi un tipo molto coraggioso… Ignazio era già morto, quando sono entrato in Compagnia di Gesù, ma attraverso i suoi esercizi spirituali ho imparato ad agganciare il mio sguardo a quello della Trinità con il quale contemplo eternamente il mondo… Attraverso di Lui ho incrociato un cammino di verità e libertà che ho abbracciato. L’unico guadagno è stato per me Cristo e ne è valsa la pena. Ho perso tutto ciò che nella vita mai a riempito il mio cuore: ricchezza, onore e comodità. E ne sono rimasto appagato con tanta gioia e indicibile consolazione interiore…

La sete di verità che ciascuno prova, carissimi amici, come l’ho sperimentata io ci accomuna tutti.

Chi non si sente "malato" di amore, ciò essere desideroso e ricercatore al tempo stesso dell’amore così forte tra tra l’amato e l’amata? Solo la passione per la vita può rendere ricercatori della felicità nel costante anelito di un più, di un più qualitativo, perché la routine non può appagare mai, semmai può spiritualmente ucciderti…

Ebbene, carissimi amici, ho conosciuto il martirio, quello che viene dalla carità che l’ha letteralmente infiammato lo spirito. Ho scelto il motto "Come gli altri", cioè senza privilegi e mi sono lasciato consumare sulle strade immiserite di Roma, piene di gente contagiosa dal tifo. Sentivo un’urgenza interiore di prodigarmi nell’aiuto a tanta povera gente. Le periferie del mondo le ho trovate nell’umano pur non avendo visitato le Indie e l’estremo oriente. Roma, verso la fine del ‘500, era flagellata dalla peste e gli appestati avevano urgente bisogno di amorevole aiuto. Non potevo tirarmi indietro. Fino a che non mi sono chinato su un moribondo caricandolo sulle spalle. L’ho portato sulle spalle sapendo a che cosa andavo incontro. Infatti poi è toccato a me. Ma avevo in mente (Mt 25, 35-40) chi aiuta gli altri, aiuta Dio…

Non è da temere il dare la vita per gli ideali alti. Ora aiuto da dove sto intercedendo umilmente presso Dio. Come ho detto all’inizio mi trovo ora, dopo il mio trapasso 21 giugno 1591, nella piazza d’oro nella Gerusalemme celeste, nel Regno dei cieli. "E la piazza della città è di oro puro, come cristallo trasparente. Non vidi alcun tempio in essa perché il Signore Dio, l’Onnipotente, e l’Agnello sono il suo tempio. La città non ha bisogno della luce del sole, né della luce della luna perché la gloria di Dio la illumina e la sua lampada è l’Agnello. […] Mi mostrò poi un fiume di acqua viva limpida come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello. In mezzo alla piazza della città e da una parte e dell’altra del fiume si trova un albero di vita che dà dodici raccolti e produce frutti ogni mese; le foglie degli alberi servono a guarire le lesioni". (Ap 21,21-23; 22, 1-2)

La mediocrità appassisce la persona, perché questa non le permetterà mai di sbocciare come un fiore nella bellezza dei suoi colori o di spiccare in volo come lo fa in tutta la sua regalità un’aquila. È da cogliere il sussurrio della Vita in coloro che incontri, "nei poveri di spirito, che di essi è il regno", "perché la pietra scartata è divenuta testata d’angolo".

La carità segna la storia! Ubi Charitas, Deus ibi est!

Pochi sanno quello che Dio farebbe con loro, se si affidassero totalmente a Lui." Io, Luigi, ne ho l’esperienza e la desidero anche per te".

Per richiedere una versione cartacea degli esercizi è possibile scrivere una mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Richiedendo copia - a Si Si NO NO Ubi Veritas et Iustitia, ibi Caritas - de il numero del 30 Aprile 2009.

VIDEO. Lo spirito degli esercizi spirituali di Sant'Ignazio di Loyola. Con Don Curzio Nitoglia

 

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 L'ASSOCIAZIONE #EUMESWIL​ è un’associazione culturale non-profit, sorta a Firenze e Vienna con lo scopo di studiare e diffondere l’opera, il pensiero e lo stile esistenziale di #ErnstJünger​.

L’Associazione si fonda su tre pilastri:

CULTURA - Intesa come coltivazione di sé.

TRADIZIONE - Come l'eredità spirituale dei nostri antenati.

RETTITUDINE - Come modo di essere e non di apparire.

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