La Peonia regina dei prati, il centro botanico Moutan
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Gio, Ago

La Peonia regina dei prati, il centro botanico Moutan

Peonie

Il senso della vita
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Ikkyu Sojun, Nuvole vaganti, pubblicate in italiano da Ubaldini editore - Roma, dove in queste centocinquanta poesie, il famoso maestro itinerante presenza l’essenza dello zen di Linji in versione spregiudicata. La passione erotica, lo spregio dei potenti, la vita di osteria sono espressioni dell’illuminazione più profonda, nel tormentato Giappone del 1400.

Peonie
Peonie

 

La raccolta termina con questa poesia:

Ai monaci che si dilettano nella scrittura
La sofferenza al piacere l’odio all’amore
come a un corpo la sua ombra,
Il freddo al caldo la rabbia alla gioia
come al soggetto l’oggetto .
Di poesia è lastricato
il cammino per gli Inferi,
Ma prima di varcare l’orrida soglia ,
voltati e guarda che primavera di fiori!

Si narra che non vi sia rosa senza spine, ma le spine simboleggiano resistenza, opposizione, come una rosa si oppone con le sue spine alla mano che le coglie, ma sono anche la protezione per l’essere delicato che rappresentano, la lotta incessante che vi è all’interno e all’esterno di ogni essere vivente.

Il grande Degas così ben sapeva: "le muse non discutono mai tra di loro, Lavorano tutto il giorno, ben separate. Scesa la sera, adempiuto il compito, si ritrovano e danzano: non parlano".

Noi del mondo di Eumeswil ci siamo recate ad incontrare in primavera i fiori, che si son fatti rose senza spine e regine dei prati e son divenute muse per le divinità e gli artisti d’Oriente ed Occidente diventando protagoniste ed ispiratrici di poesie, quadri e portatrici di simboli! Siamo andati nel loro tempio nel viterbese, presso il Centro Botanico Moutan, a Vitorchiano. Ad attenderci, ondeggiando a festa, danzando, cullate dal vento, loro le peonie di tantissimi colori e varie qualità! Una festa per gli occhi, una gioia per il cuore! Immensi prati adornati e ricoperti di sfumature di colori diversi più o meno intensi. Una lieve e dolce fragranza nell’aria.

La peonia è regina, donna e protagonista.

Come si apprende dal "Il giardinaggio": "il nome Peonia deriva dal greco paionia, che significa pianta che risana: le radici della pianta hanno infatti proprietà medicinali e il suo nome richiama l'episodio dell'Iliade in cui Peone, medico degli dei e studente di Asclepio, cura Plutone, ferito da Ercole. Per la tradizione orientale il significato della peonia è legato all'immortalità, ma i suoi fiori sono emblema di fugacità perché la fioritura dura solo poche settimane. ln oriente il fiore della peonia è venerato come portatore di fortuna e buoni auspici di matrimonio felice. Simbolo di amore e affetto, è anche portatrice di prosperità, di onore, valore e nobiltà d’animo. Quando è in fiore, è portatrice di pace. Tre sono le leggende antiche sulla peonia: Asclepio, geloso del suo allievo, tentò di ucciderlo e Zeus per salvarlo lo trasformò nella pianta della peonia; in un'altra leggenda si dice che la peonia sia nata nel luogo in cui Diana pianse per la morte che lei stessa aveva dato a Orione; infine, una leggenda cinese narra delle ninfe che usavano petali di peonia per nascondersi."

Inoltre ogni peonia, in base al colore che la rappresenta, assume un significato ed un’importanza differente.

Come dice, Susanna Tavallini, offrendoci alcuni cenni storici sulle peonie: "sembra che già intorno all’anno 750 le varietà di peonia arbustiva fossero circa una trentina e tutte ottenute da semi di Paeonia suffruticosa, spontanea in Cina. Quando quest’ultima fu scoperta, più di 1400 anni fa, i cinesi, affascinati dalla bellezza dei suoi fiori, iniziarono a coltivarla a scopo ornamentale. Da quel momento venne chiamata "Regina dei fiori" e le fu assegnato il posto d’onore nei giardini imperiali, affiancata naturalmente, dalle peonie erbacee che derivavano dalla Paeonia lactiflora. L’alto valore commerciale che subito raggiunsero alcune varietà ce lo testimonia la peonia chiamata "Cento once d’oro": era questo il prezzo per poterne solo ammirare i fiori! Il valore della peonia cominciò a salire vertiginosamente: il fiore più bello veniva scambiato con cento pezze di damasco e per il fiore più scadente ci volevano almeno cinque pezze di seta. Nel succedersi delle dinastie, la coltivazione continuò e si ampliò; i fiori di peonia venivano utilizzati per abbellire i giardini e le sale imperiali ed erano anche soggetto prediletto nella decorazione di affreschi, dipinti, porcellane e tessuti preziosi. Ancora prima dell’anno 1000, varcando i confini della Cina, le peonie giunsero in Giappone dove ottennero la stessa fama e suscitarono l’interesse di coltivatori che, dopo un intenso lavoro di selezione, crearono numerose varietà caratterizzate da fiori semplici e semi doppi e da un fogliame più abbondante e rigoglioso rispetto a quelle cinesi. Le prime notizie di queste piante arrivarono in Europa solamente nella seconda metà del XVII secolo", le prime descrizioni, parlarono di un fiore simile a quello delle rose, ma di dimensione più grande e portato da steli privi di spine.

Verso la fine del Settecento, per merito del botanico Joseph Banks sbarca in Europa…

In Europa, invece, nella pittura medievale la peonia, una rosa senza spine, è simbolo di Maria.

Tante sono le raccolte di poesie a Lei ispirate e tanti i quadri dove viene ritratta anche da sola!

Rosso granata, rosa gaio, rosa sentimentale, tre o quattro altre sfumature di carminio, esse hanno i colori della buona salute, e mi rallegreranno per una settimana. E poi lasceranno cadere, tutte insieme, il loro braciere di petali, con un sospiro di fiore che imita il brusco trapasso della rosa. Colette, Per un erbario.

Ma la bellezza della peonia è talmente grande che trasforma l’essere.

In un haikai, breve componimento di soli tre versi della lirica giapponese, del poeta Takarai Kikaku (1661–1707) la peonia cambia il destino di un uomo: Ah! Le peonie per cui Kusunoki si tolse l’armatura. Il riferimento è al samurai del XIV secolo Kusunoki Masashige, che per la bellezza di un fiore, abbandonò il simbolo della guerra. Per contemplare la bellezza ci si deve spogliare della propria corazza e lasciarsi toccare dall’emozione della vita; questo ci rende più umani, anche se più vulnerabili.

Ed è forse proprio per questo che ogni volta che guardiamo con attenzione ad un fiore dobbiamo spogliarci del nostro essere rudi, ma la delicatezza ha il sopravvento su di noi se non desideriamo scalfire una creatura così leggiadra, ma anche delicata ed al tempo stesso effimera come un fiore ed in questo caso la peonia che fiorisce, a seconda la sua varietà da inizio aprile a fine maggio. Nel giardino Moutan, in questo arco di tempo, è possibile assistere alla fioritura di tre varietà! La peonia è una pianta molto forte e resistente sia al freddo che al caldo! Rappresenta anche il coraggio. Il giardino delle peonie a Vitorchiano è unico nel suo genere. Qui, su quindici ettari di morbide colline, tra lecci, cipressi, querce e olivi secolari, sono infatti coltivare oltre 600, tra specie e varietà di peonia. Francesca Confidati, insieme con il marito Gian Paolo Migliaccio e il fratello Marco gestisce il giardino creato dal padre nei primi anni novanta. Il luogo paradisiaco esiste grazie all’enorme passione e lavoro di privati che da lungo tempo si dedicano alle peonie di cui non possiamo neppure trascurare i loro nomi che sono poetici da soli: loto di neve, coppia di fenice argentee, ballerina di porpora…

Ma per saperne di più e specialmente delle peonie Rockii è possibile leggere Gardenia di maggio 2022 ed anche ascoltare il nostro video realizzato all’interno del giardino con Chiara Brunori, giovane esperta del mondo delle piante e curatrice di mostre ed eventi in tutta Italia a loro legate che con tono frizzante ed allegro ci porterà a conoscere, nei particolari, la storia del giardino e le necessità e le cure che necessitano le peonie.

Andare a visitare il parco vuol dire anche potersi concedere la visita al paese stesso, uno dei Borghi medievali più belli d’Italia, reso celebre da Mario Monicelli con il film: L’armata brancaleone.

Il paese è fedele a San Michele Archengelo e vi sono tre crocifissi lignei del settecento che vengono adornati di fiori e trasportati dalle tre confraternite a cui appartengono, attraverso il paese, nel giorno del patrono…

Riportiamo, pensando e avendo a mente il "Tempio delle peonie" di Vitorchiano, Jünger: "quando si scorge un nuovo fiore, si comprende il capriccio di quel despota che offriva un premio a chi inventasse un nuovo piacere. Si acquista anche la capacità di rappresentare mediante immagini l’inesausta fecondità del mondo, se si pensa che forse tutta questa magnificenza ha origine da un pizzico di granelli contenuti in una semplice bustina di carta. Ma subito si spargono sulla terra i suoi nuovi colori, diffusi all’interno come da un getto di scintille…

Dalle immagini proviene sempre una superiore sicurezza; esse sono la base ed il fondamento del ricordo. Ciò si traduce ovunque nella visione della realtà che anima l’elemento spirituale, ed è la fonte di prim’ordine per ogni teoresi. Nel corso della civiltà entrano facilmente in gioco sproporzioni e misure inadeguate, e ciò accade quando lo spirito fa affidamento su fonti di secondo e di terz’ordine: nella scienza del nostro tempo viene indicato come fonte ciò che è fissato e stabilito una volta per sempre. Per questa via, l’originalità si traduce in rarità, e infatti gli aggettivi "raro" e "originale" assumono nell’uso linguistico un’analoga sfumatura. È degno di nota, al contrario, che l’uomo nasca in modo originale e che esista anche un certo obbligo a mantenerlo in quello stato. Accanto all’opera con lui le istituzioni lo plasmano e lo coltivano, esiste un rapporto immediato con il mondo, e da quel rapporto germoglia e cresce in noi la forza primigenia. Fosse pure soltanto per la durata di un batter di palpebre l’occhio deve serbare forza sufficiente a vedere le opere della terra come il primo giorno, ossia nella loro divina magnificenza. Esistono epoche - e forse anche precise condizioni - in cui questo dono è elargito e sparso sugli uomini come la rugiada che si posa sulle foglie e sui petali. In altre, invece, l’etere dorato che avvolge le immagini va dissolvendosi sempre più, e le cose si riducono alle loro pure e semplici forme intuite per astrazione. In questo caso, la visione immediata, quale potrebbe essere la poesia, può acquistare l’incommensurabile valore di una fonte che sgorghi nel deserto. Là dove il linguaggio si è irrigidito, il peso di un solo verso può bilanciare quello di intere biblioteche, e in un simile spazio si avverano le incolmabili differenze della specie a cui fa ricorso Hildebrand a proposito di Teodorico da Verona:

... la forza della terra
venne divisa fra noi in due metà:
l’una fu distribuita a tutti milioni di uomini,
l’altra confluì tutta nel solo Teodorico…

Che le Peone regine e muse dei fiori ci possano mostrare col loro essere la via ad essere originali, coraggiosi e a deporre la corazza come fece il samurai dopo averle contemplate ed essersi posto in meditazione innanzi a loro e sbocciare non per l’età anagrafica, ma per la crescita interiore ricolma di consapevolezza esistenziale in rapporto con l’Universo intero.

VIDEO. La Peonia, regina dei prati - Centro Botanico Moutan. Con Chiara Brunori

VIDEO. Peonie in Fiore

 

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 L'ASSOCIAZIONE #EUMESWIL​ è un’associazione culturale non-profit, sorta a Firenze e Vienna con lo scopo di studiare e diffondere l’opera, il pensiero e lo stile esistenziale di #ErnstJünger​.

L’Associazione si fonda su tre pilastri:

CULTURA - Intesa come coltivazione di sé.

TRADIZIONE - Come l'eredità spirituale dei nostri antenati.

RETTITUDINE - Come modo di essere e non di apparire.

Visita il Sito: Associazione Eumeswil

 

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