la Open Society
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18
Gio, Ago

la Open Society

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Il senso della vita
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Se uno si sta ponendo delle domande ed ha dubbi su la nostra società ed il suo orientamento farebbe bene a leggere il libro di Roberto Pecchioli: George Soros e la Open Society, Arianna Editrice. Il miliardario speculatore finanziario regista della corruzione filantropica e del colpo di stato.

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Roberto Pecchioli, è nato a Genova, città dove vive e in cui ha svolto la professione di funzionario direttivo di Dogane. Studioso di geopolitica, economia, storia, svolge da anni un’intensa attività pubblicistica, collaborando con riviste, siti culturali e blog. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni.

Dal retro di copertina: George Soros è un protagonista del nostro tempo e l’Open society, la Società Aperta, è un utopia che diventa incubo. Soros ha speso decine di miliardi di dollari per realizzare il suo sogno messianico; chi lo apprezza lo chiama filantropo, chi lo detesta è convinto che sia una specie di incarnazione del male. Di certo rappresenta il potere del denaro che vuol farsi dominio sulle coscienze attraverso una visione del mondo il cui simbolo e’ il nome della creatura che gli sopravviverà: la Fondazione per la Società Aperta.

Protagonista in molteplici scenari di congiuntura e difficoltà economica e sociale, per George Soros ogni situazione di turbolenza equivale a una possibilità di intervento, diffusione e proselitismo della sua visione del mondo. Tutti sappiamo che la correlazione non è giustificazione, ma la straordinaria ricchezza, il retroterra culturale, i legami politici e la sua esperienza nel trarre profitto dalle crisi connaturate al sistema mondo capitalistico, fa sì che questo finanziere spregiudicato sia certamente un catalizzatore di molte delle turbolenze insite al potere di cui è un protagonista indiscusso.
Questo libro ripercorre la storia dell’uomo, della sua creatura politica e delle sue avventure finanziarie.

Al di là del giudizio morale sulla sua figura, nessuno può credere che il mondo sia un’oasi abitata da miliardari filantropi e che il bene dell’umanità sia l’obbiettivo di questo immenso dispositivo di potere privato.

Abbiamo ospitato Roberto Pecchioli che ci ha meglio chiarito il suo libro e vi presentiamo il video dell’incontro.

È un modo per comprendere il nostro prossimo futuro come potrebbe essere se il disegno di alcuni oligarchi prenderà del tutto piede.

Il singolo ha la possibilità in questo modo di riflettere su cosa significa società aperta e chiusa e in che modo vorrebbe, per quanto a lui possibile, realizzare il suo futuro!

Eppure il tradizionalista è spesso visto come l’uomo che non organizza il proprio futuro, ma vive e resta ancorato solo al passato, talvolta si sente dire: vive nel medioevo, oppure è da medioevo! Già di per questa espressione risuona poco felice, in quanto il medioevo è stato un momento di ricchezza infinita dal punto di vista artistico e spirituale e non solo…

Ma proprio - spesso - chi vive la tradizione, vive il futuro e vive in aspettativa ed attesa del futuro. A dir il vero lo fanno tutti coloro che covano in loro stessi un senso vivo di spiritualità e un senso artistico del vivere o vivono nella dimensione della scoperta del mare, delle vette e del cielo!

Se i fautori delle open society ci parlano di società senza vincoli, barriere, chi più di un navigatore, alpinista, amante delle stelle, contemplatore e ricercatore spirituale abbatte ogni tipo di frontiera all’interno di se stesso e vive il senso di continuo sconfinamento ed infinito? Chi più di un artista crea per l’ eternità ed alcuni, fra loro, per il senza tempo, dando vita ad opere comprensibili a tutti e di tutte le epoche e possono sostenere la prova del tempo? Chi più di un ricercatore spirituale è proiettato verso il futuro? Verso una Terra Promessa, un luogo del dopo e per quella vive il suo presente? Lo considera ciò vivo e vero il cristiano, il musulmano, l’induista… Ed il buddista non e’ da meno, in una sua forma differente.

Chi medita già abita altri territori. Entra ed esce da regioni che paiono inesplorate ai più…

Se i filantropi coltivano l’utopia di creare un futuro in terra, ma privi della dimensione spirituale, il loro progetto, privo di regole, appare caotico e di breve durata.

Il ricercatore, l’artista, attraverso le regole, l’ordine, l’armonia, entra - invece - in una diversa dimensione e prepara un futuro verso una serenità, beatitudine che già è manifesta nel presente -a chi riesce- nello sforzo della coltivazione del proprio spirito.

Talvolta non pensiamo a quanto futuro vi è in chi si nutre dentro l’animo. Un futuro tanto vivo che anche qualsiasi tribolazione diviene vivibile e sopportabile in vista dell’Eterno e dell’ Eternità che, per taluni - mai esisterà e ricercheranno - per tanto coltiveranno vari e vani tipi di utopiche speranze.


                       L'INFINITO (G. Leopardi)

Sempre caro mi fu quest'ermo colle, E questa siepe, che da tanta parte Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa Immensità s'annega il pensier mio:
E il naufragar m'è dolce in questo mare.

 

VIDEO. George Soros e la Open Society. Con Roberto Pecchioli

 

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 L'ASSOCIAZIONE #EUMESWIL​ è un’associazione culturale non-profit, sorta a Firenze e Vienna con lo scopo di studiare e diffondere l’opera, il pensiero e lo stile esistenziale di #ErnstJünger​.

L’Associazione si fonda su tre pilastri:

CULTURA - Intesa come coltivazione di sé.

TRADIZIONE - Come l'eredità spirituale dei nostri antenati.

RETTITUDINE - Come modo di essere e non di apparire.

Visita il Sito: Associazione Eumeswil

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