Gender Gap anche sulla salute
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
12
Ven, Giu

Abbiamo 4131 visitatori e nessun utente online

Gender Gap anche sulla salute

Immediapress
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - Rossana Berardi, Presidente di Women for Oncology Italy: “Le donne che accedono a studi clinici sono percentualmente inferiori rispetto agli uomini. Forse una riflessione va fatta rispetto alla centralità della donna ancora come perno della famiglia e alla difficoltà di avere caregiver che possano sostenere il

suo accesso a sperimentazioni cliniche”. 

 

13 gennaio 2023 - All’inizio lo studio della medicina di genere era focalizzato soprattutto sugli aspetti riproduttivi della donna, come quello ginecologico e ostetrico, poi sempre maggiore attenzione è stata data alle differenze di genere legate alla tolleranza alle terapie, alla possibilità di accedere a terapie sperimentali, alla diversa possibilità di sviluppare eventuali risposte al trattamento o possibili tossicità, in maniera differente rispetto al genere stesso. Ma molto rimane ancora da fare. 

“Un aspetto su cui riflettere quando parliamo di medicina di genere, è che le donne che accedono a studi clinici sono percentualmente inferiori rispetto agli uomini”, sottolinea la Professoressa Rossana Berardi, Presidente di Women for Oncology Italy. “Forse una riflessione va fatta rispetto alla centralità della donna ancora come perno della famiglia e alla difficoltà di avere caregiver che possano in qualche modo sostenere il suo accesso a sperimentazioni cliniche, se questo comporta accessi in strutture lontane dalla propria residenza, magari più frequenti rispetto alla normale pratica clinica”. 

Altro discorso è quello del genere del professionista sanitario. “A questo proposito, con il gruppo del Lazio di Women for Oncology, stiamo elaborando un sondaggio per comprendere meglio se ci possano essere differenze dal punto di vista del percepito delle pazienti e dei pazienti, rispetto ad avere un riferimento medico uomo o donna”, continua la Professoressa Berardi. “Ad oggi abbiamo raccolto una serie di testimonianze di pazienti che si sentono spesso compresi meglio da una presa in carico che tenga conto del genere. Anche se va detto che, in primis, quello che è importante è la competenza, l’umanità e la disponibilità del professionista sanitario, a dispetto del genere. A tal proposito, prima di concludere volevo fare un cenno sul gender gap: noi come Women for Oncology Italy sosteniamo da sempre un’ottica di genere che possa valorizzare in senso positivo e meritocratico il genere anche dal punto di vista delle professioniste. Sottolineo che gli iscritti che si iscrivono alla Facoltà di Medicina sono per due terzi donne e, nonostante questo, i ruoli apicali sono occupati principalmente dagli uomini. Di questo passo, stando ai dati del congresso della Società Europea di Oncologia Medica, il gap per colmare il divario nello specifico della nostra disciplina è di 300 anni” 

 

Ufficio stampa Motore Sanità 

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

Laura Avalle - Cell. 320 098 1950 

Liliana Carbone - Cell. 347 2642114 

Marco Biondi - Cell. 327 8920962 

www.motoresanita.it  

 

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.