(Adnkronos) - L'ex pilota ravennate ha parlato in esclusiva al portale dedicato al mondo dello sport di SKS365 Group. «Pecco favorito anche per il 2023, Marquez il più impressionante»
Roma, 7 giugno 2023 – Da Pecco Bagnaia a Enea Bastianini, passando per la top 3 di tutti i tempi e la Formula 1 solo
Parlando dei campioni del presente e di quelli del passato, Melandri dà poi la sua personale classifica dei piloti per lui più forti: «Quello che mi ha impressionato appena l'ho visto è stato Marc Marquez, nel 2015. Mi resi conto che aveva spostato il limite e il modo di guidare, usava il corpo come non avevo mai visto fare prima a nessuno. Sicuramente - prosegue - sul podio c'è anche Valentino Rossi, non tanto per la velocità pura, ma il modo in cui otteneva sempre il risultato, in qualsiasi condizione. Sull'asciutto, sul bagnato, sull'intermedio, era sempre tra i migliori». Al terzo posto, una sorpresa: «Un pilota giapponese che ho conosciuto in 125, Tomomi Manako. Ricordo che era il primo anno che correvo il mondiale, avevo 15 anni; prima di allora lo guardavo in tv, lo osservavo con ammirazione e da lui ho imparato tantissimo».
Il campione del mondo classe 250 ricorda con affetto anche Dani Pedrosa e Marco Simoncelli. Sullo spagnolo dice che «era il pilota più pulito in pista, ma non perché fosse debole psicologicamente. Però era talmente piccolo e minuto che nel corpo a corpo aveva sempre la peggio; quindi, doveva cercare di mantenere la distanza il più possibile dagli altri. Questo l'ha portato a essere sempre super pulito». Riguardo il Sic, Melandri parla del suo primo anno in MotoGp, nel 2010, quando erano compagni di squadra: «Ero come un fratello maggiore, visto che io ero al mio ottavo anno. Abbiamo fatto tante riunioni tecniche insieme, analizzando i dati, e anche quando era serio prendeva la vita come un gioco». Tra i suoi ricordi più belli rimane invece la gara al Mugello del 2005: «In fondo al rettilineo davanti al pubblico di casa passai Rossi e Biaggi in una volta sola. Quel sorpasso è valso quasi come un mondiale».
A quasi tre anni dal suo ritiro, Melandri racconta infine chi è oggi: «Sono un uomo, mi sembra difficile dirlo perché mi sento sempre un ragazzino. Le giornate e gli anni difficili da sportivo mi hanno fatto crescere ancora di più come essere umano. Sicuramente sono grato per quello che mi è successo, che mi ha portato a quello che sono oggi». Con un solo piccolo rimpianto: «Nel 2005 a fine stagione la Toyota mi propose di provare la Formula 1 per due giorni a Le Castellet. Purtroppo, la Honda me lo impedì, ma ancora ci penso spesso».
L’intervista completa a Marco Melandri è disponibile a questo link: https://youtu.be/HwdBcIQBvRg
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